lunedì 27 agosto 2012



" Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile parlare dei fantasmi di una mente.

Vedi cara, tutto quel che posso dire è che cambio un po' ogni giorno e che sono differente.
Vedi cara, certe volte sono in cielo come un aquilone al vento che poi a terra ricadrà.
Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già.
Vedi cara, certe crisi son soltanto segno di qualcosa dentro che sta urlando per uscire.
Vedi cara, certi giorni sono un anno, certe frasi sono un niente che non serve più sentire.
Vedi cara, le stagioni ed i sorrisi son denari che van spesi con dovuta proprietà.
Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già.

Non capisci quando cerco in una sera un mistero d'atmosfera che è difficile afferrare.
Quando rido senza muovere il mio viso, quando piango senza un grido, quando invece vorrei urlare.
Quando sogno dietro a frasi di canzoni, dietro a libri e ad aquiloni, dietro a ciò che non sarà.
Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già.

Non rimpiango tutto quello che mi hai dato, che son io che l'ho creato e potrei rifarlo ora.
Anche se tutto il mio tempo con te non dimentico perché questo tempo dura ancora.
Non cercare in un viso la ragione, in un nome la passione che lontano ora mi fa.
Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già.

Tu sei molto anche non sei abbastanza e non vedi la distanza che è fra i miei pensieri e i tuoi.
Tu sei tutto, ma quel tutto è ancora poco, tu sei paga del tuo gioco ed hai già quello che vuoi.
Io cerco ancora, e così non spaventarti quando senti allontanarmi: fugge il sogno, io resto qua.
Sii contenta della parte che tu hai, ti do quello che mi dai, chi ha la colpa non si sa.
Cerca dentro per capir quello che sento, per sentir che ciò che cerco non è il nuovo, libertà!
Vedi cara è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già."

mercoledì 22 agosto 2012

"Nell'età delle commozioni il cuore non basta a reggere la spinta del sangue. Il mondo intorno è poco in confronto alla grandezza che si allarga in petto. E' l'età in cui una donna deve ridursi alla taglia piccola del mondo. Un urto dentro di lei le fa credere di non farcela, troppa violenza ci vuole per ridursi.
E' l'età rischiosa. Le donna hanno un'esaltazione fisica che noi non possiamo conoscere. Noi ci possiamo esaltare per una donna, loro si esaltano per la forza contenuta dentro. E' una energia antica delle sacerdotesse che custodivano il fuoco."

Erri de Luca - Il giorno prima della felicità

giovedì 9 agosto 2012

... nobody knows, what's gonna happen tomorrow ...

WHAT HAPPENS TOMORROW - Duran Duran


Child, don't you worry
It's enough your growing up in such a hurry
Brings you down, the news they sell ya
To put in your mind that all mankind is a failure

But nobody knows

What's gonna happen tomorrow
We try not to show
How frightened we are

If you love me, I'll protect you

However I can
You've got to believe
It'll be alright in the end

Fighting because we're so close

There are times we punish those who we need the most
Though we can't wait for a saviour
Only got ourselves to blame for this behaviour

And nobody knows

What's gonna happen tomorrow
We try not to show
How frightened we are

Would seem lonely

If you were the only
star in the night?

You've got to believe

It'll be alright in the end
You've got to believe
It'll be alright again

Time is a ribbon, a silent icy river (froze us all)

Running deep, deep and fast
Enough to get lost down in the flow
Crashing around
These tiny lives mean everything

And nobody knows

What's gonna happen tomorrow
So don't let go
Now we've come this far

Hold my hand please

Understand me
You're never alone

We've got to believe

It'll be alright in the end
(Nobody knows)
You've got to believe
It'll be alright my friend
Da, da, da, da

And yes we believe

It'll be alright again
(Nobody knows) 



TRAD:

Bambino non preoccuparti
basta, stai crescendo troppo in fretta
sei depresso dalle storie che ti raccontano
per metterti in mente che tutta l\'umanità è un fallimento

ma nessuno sa cosa accadrà domani
cerchiamo di non far vedere quanto siamo spaventati
se me lo permetterai ti proteggerò in tutti i modi
devi credere che tutto andrà bene alla fine
devi credere che tutto andrà bene una volta ancora

lottiamo perchè siamo vicini
a volte facciamo più male alle persone di cui abbiamo più bisogno
No, non possiamo aspettare un Salvatore
possiamo solo biasimare noi stessi per questo comportamento

ma nessunio sa (nessuno sa)
cosa accadrà domani
cerchiamo di non far vedere quanto siamo spaventati
soffriresti di solitudine se fossi l\'unica stella in cielo nella notte
devi credere che tutto andrà bene alla fine
devi credere che tutto andrà bene una volta ancora

ma nessunio sa cosa accadrà domani
(nessuno sa)
non mollare adesso che siamo andati così lontano
Tieni la mia mano per favore, cerca di capire che non siamo soli
dobbiamo credere che tutto andrà bene alla fine
(nessuno sa)
dobbiamo credere che tutto andrà bene amico mio
(non mollare)
sì, tutto andrà bene una volta ancora
(non mollare) 



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giovedì 2 agosto 2012

Il silenzio dopo l'aria esplosa

Oggi è il 2 Agosto. Una data che per Bologna pesa come un macigno.
Il 2 Agosto 1980 accadde qualcosa che cambiò per sempre il volto di questa città, bella ed operosa, crocevia di mille strade e destini.
Forse non tutti sanno che Bologna viene da sempre definita la "cerniera" d'Italia. Questo perchè è un punto di passaggio quasi obbligato per il traffico che si sposta da nord a sud e viceversa. La stazione di Bologna era allora ed è ancora oggi uno snodo cruciale. In soldoni questo vuol dire che è sempre frequentatissima, in tutte le stagioni. Se poi consideriamo che 30 anni fa le persone usavano il treno molto più facilmente dell'automobile (vuoi perchè spesso c'era 1 sola auto in famiglia, vuoi perchè si era abituati a spostarsi in treno molto più che in auto) potrete immaginare quante persone quella calda mattina d'agosto affollassero la stazione.
Quello che accadde in molti lo ricordano.
Il 2 agosto 1980, alle ore 10,25, una bomba esplose nella sala d'aspetto di seconda classe della stazione di Bologna.
Lo scoppio fu violentissimo, provocò il crollo soccorsidelle strutture sovrastanti le sale d'aspetto di prima e seconda classe dove si trovavano gli uffici dell'azienda di ristorazione Cigar e di circa 30 metri di pensilina. L'esplosione investì anche il treno Ancona-Chiasso in sosta al primo binario.
Il soffio arroventato prodotto da una miscela di tritolo e T4 tranciò i destini di persone provenienti da 50 città diverse italiane e straniere.





Per chi non fosse ancora nato o semplicemente non lo ricordasse, affido la narrazione alle parole di Loriano Macchiavelli, autore bolognese:
"La nube di fumo nascose la stazione e fece buio attorno.
Buio sulla città.
All'esplosione seguì un silenzio innaturale di morte.
La vita si fermò per un istante e per tutti.
Poi per alcuni riprese, ma fu in un incubo. Per altri non tornò.
Non tornò per ottantacinque persone." da Strage - di Loriano Macchiavelli

La reazione della città fu rapida ed organizzata: nelle ore successive si trasformò in una macchina di assistenza per vittime, sopravvissuti e famigliari.
E' rimasta impressa nelle menti di tutti l'immagine dell'autobus usato per i trasporto dei defunti: il numero 37. L'autobus numero 37 a tuttoggi copre il persorso fra la Stazione Cantrale e l'Ospedale Sant'Orsola dove ha sede l'Istituto di Medicina Legale.
"Si vedeva passare un autobus, era un autobus bicolore quello dell'ATC per intenderci, era quello della linea 37. Ma ... aveva ... così, aveva qualcosa di strano quest'autobus della linea 37; beh, intanto di solito non passa di qua. No. E poi, che cosa sono quelle tendine bianche? No ma non sono tendine. Sono ... sì sono lenzuola." dal film-documento "Il  trentasette"

La reazione degli abitanti fu immediata e forte

"4 agosto 1980, lunedì: sciopero!
La gente scese in piazza,in tutte le piazze d'Italia.
E a Bologna, per un giorno, le vetrine di una città grassa e disperata, opulenta e triste, non ebbero spettatori.
Dai comizi che si tennero nelle piazze, partirono le richieste di 'fare luce';.

5 agosto 1980: la voragine che la bomba aveva lasciato nella sala d'attesa di seconda classe, alla stazione, era dinanzi agli occhi del mondo. Lo sgombero delle macerie l'aveva rivelata e in pochi minuti si era riempita di fiori.
I famigliari delle vittime si ripresero i corpi:-Questo Stato non è degno neppure di seppellire i nostri morti, - aveva gridato una donna che nella strage aveva perduto due congiunti. E rifiutò di stringere la mano al Presidente della Replubblica. Scandalo?

6 agosto 1980: nella chiesa di San Petronio erano allineate soltanto otto delle ottantacinque bare che avrebbero dovuto asserci. 
Il Presidente della Repubblica pianse sulla piccola bara bianca di Angela (ndr. Angela Fresu, 3 anni, la vittima più piccola).
In piazza Maggiore la gente fischiò i pochi uomini politici che avevano avuto il coraggio di presentarsi a commemorare. Gli altri, quelli che non erano venuti di persona, inviarono telegrammi di solidarietà.
Le parole dei politicanti si persero nella rissa.
Migliaia di persone vennero a gridare il proprio sdegno a uno Stato incapace. Non gridarono solo per il dolore." da Strage - Loriano Macchiavelli

A quel punto comiciò una delle indagini più difficili della storia giudiziaria italiana.
L'iter giudiziario, fra depistaggi, menzogne e logge massoniche, non è qui riassumibile. Chi è interessato potrà trovarne una descrizione piuttosto dettagliata nel sito dell'Associazione Familiari Vittime della strage alla stazione.
Nei fatti, però, i mandanti non sono mai stati identificati.
Così scrive Libero Mancuso nella prefazione al libro di Macchiavelli:
"Trent'anni, ma ancora non è stata fatta luce completa sui mandanti della strage, finora tenuti al riparo dai giudici attraverso le trame intossicanti di falsi servitori dello Stato ed effettivi servitori di trame piduiste. [...] Macchiavelli ci fornisce la dimostrazione che la realtà in Italia è in grado di competere con le più ardite fantasie letterarie. Che qui da noi nulla è impossibile e tutto può accadere, perchè tutto è già accaduto."

Se qualcuno volesse saperne di più, consiglio, oltre al sito sopra citato, il film - documento "Il trentasette - Memorie di una città ferita" scaricabile in rete ed il romanzo ampiamente citato in questo post.
Aggiungo una piccola interessante informazione su questo romanzo.
Pubblicato il 28 maggio 1990 venne ritirato dalla circolazione 7 giorni dopo a causa della denuncia di uno degli imputati del processo d'appello che si riconobbe e si ritenne diffamato. L'autore attese un anno e mezzo prima di sapere del proprio destino. Tutto perchè una storia inventata, anche se fortemente radicata nella realtà, aveva dato più fastidio di un'inchiesta giornalistica. A rigor di logica avrebbe dovuto essere il contrario. In fondo, un romanzo è solo un romanzo ....