venerdì 19 dicembre 2014

Venerdì del libro - La cotogna di Istanbul, Paolo Rumiz

Per il VdL prenatalizio vi voglio parlare dell'ultimo libro che ho letto: La cotogna di Istanbul di Paolo Rumiz.

Trama:
Max è un ingegnere austriaco chiamato a Sarajevo dopo la guerra dell'ex-Jugoslavia. Innamorato delle regioni e delle genti balcaniche, incontra una donna serba di rara bellezza e di misterioso passato, Masa. L'incontro è fulminante, ma passeranno tre lunghi anni di silenzio prima che Masa si riaffacci alla vita di Max. Ma Masa è malata del male del secolo e quella che possono vivere è solo una parentesi di felicità ....

La trama, tutto sommato è molto semplice; ciò che rende particolare questo libro è lo stile di scrittura. Non è un libro, ma una ballata; una lunga, languida, triste canzone d'amore e di morte, così come la canzone che da' il titolo al libro.
Non facile da seguire, a volte la ricerca di un linguaggio aulico è un po' pesante, ma nel complesso riesce nell'intento: porta il lettore in terre ricche di profumi, suoni, sensazioni avvolgenti, a tratti sembra di essere dentro "le mille e una notte".



QUI gli altri suggerimenti di oggi

venerdì 12 dicembre 2014

Venerdì del libro - Una sposa conveniente, Elsa Chabrol

Oggi voglio cambiare genere, motivo per cui vi presento questo libro, molto carino, che una gradevolissima commedia degli errori: La sposa conveniente di Elsa Chabrol.

Trama:
Dal balcone di casa sua, Juliette (centouno anni, un mese e quattro giorni) tiene sotto controllo i movimenti di ciascuno dei nove anziani residenti a Pouligeac, uno sperduto villaggio di montagna nelle Alte Cevenne: meglio della televisione. Tra un insulto e un convenevole trascorre la vita tranquilla e apparentemente immutabile di Robert, detto il Petoso, di Franz il Crucco, di Martine la Svampita, di Léonie la Talpa... soprannome misterioso, per una che a ottantasette anni ancora cerca disperatamente di perdere la verginità. Poi ci sono Ernest, Aurélie e sua madre la Vispetta, Ginette e Paulette, e infine c'è suo figlio Pierrot, il Piccinino. Un "ragazzo" di quarantasette anni, l'unico della sua generazione a essere rimasto in paese, per non lasciare sola la mamma. Pierrot è un generoso tuttofare, si occupa della spesa per gli anziani e di ogni sorta di riparazione e manutenzione nei loro vecchi casali: in altre parole, è una presenza vitale. Fin quando, all'improvviso, la madre viene meno, e lui decide di abbandonare il villaggio per cercare una moglie e farsi una famiglia in città. Come sopravvivere se Pierrot parte? Chi provvederà ai bisogni quotidiani? Il gruppetto di anziani non si rassegna all'amara prospettiva di perdere il Piccinine e con un guizzo di folle intraprendenza i novelli cospiratori allestiscono in casa di Juliette una postazione Internet e riescono ad attirare in paese Tatiana, una ragazza russa in cerca di fidanzato...

Questa strampalata banda di vecchietti ne combina sempre una più del diavolo, con la temibilissima Juliette a comandare tutto e tutti.
Ragazze alla fine tutto va' come non deve andare però .... però però .... leggete il libro e lo saprete! Lettura divertente e spensierata che, decisamente, a volte ci vuole.



QUI trovate gli altri libri suggeriti

venerdì 5 dicembre 2014

Venerdì del libro - Acciaio, Silvia Avallone

Dopo la pausa della settimana scorsa, eccoci al nostro appuntamento del venerdì. Stavolta voglio proporvi un libro che ho letto un paio di anni fa, si tratta di Acciaio di Silvia Avallone. Questo romanzo ha avuto, all'epoca, un discreto successo e ne hanno anche tratto un film (che non ho visto).

Ecco la trama:
Siamo a Piombino, nei casermoni vicini al mare (ma quello brutto e trascurato) di via Stalingrado, Anna e Francesca hanno 13 anni e sono "le belle" del quartiere e vivono l'estate dei loro "quasi 14 anni" come l'ultimo scampolo fastidioso d'adolescenza prima di approdare al mondo adulto. Vengono entrambe da famiglie difficili: Francesca ha un padre possessivo che la maltratta e una madre succube che non la difende. Anna ha una madre che s'ammazza di lavoro ed un fratello, Alessio, che di notte si droga per sopportare il peso di una vita che non vuole, costretto dai fatti a lavorare in acciaieria. Ed è proprio la Lucchini, grande acciaieria non più così grande, col suo altoforno visibile da tutta Piombino, a fare da sfondo alla vicenda. 
Di fatto Anna e Francesca se ne fregano di tutto, concentrate sulla loro amicizia esclusiva e sulla loro vita di "piccole vincenti", col miraggio dell'Elba sempre lì, davanti a loro; l'Elba con i suoi turisti tedeschi e milanesi pieni di soldi e macchinoni. Ma le cose sono destinate a cambiare.

Non aggiungo altro alla trama, così ve lo potete leggere con soddisfazione. Per quanto mi riguarda l'ho trovato un po' adolescenziale, anche se non mancano gli spunti di riflessione. Al di là della storia delle due protagoniste, è lo sfondo che fa pensare: la crisi, la chiusura delle acciaierie che spesso sono le uniche fonti di lavoro per intere città, il degrado sociale, l'altra faccia di luoghi turistici che però i turisti non vedono mai.
Tutto sommato un libro amaro che lascia molti interrogativi.



Potete trovare QUI i suggerimenti delle altre lettrici!