venerdì 28 agosto 2015

Venerdì del libro - Estate di morte, Harlan Coben

Paul Copeland è il procuratore della contea di Essex, New Jersey; vedovo e con una bambina piccola si sta occupando di un "caso" spinoso: una violenza sessuale di gruppo ai danni di una ragazza nera da parte di due ragazzi bianchi e di buonissima famiglia. Paul è un uomo che ha molto sofferto, nella vita ha subito molte perdite: la moglie amatissima, la madre che l'ha abbandonato e la scomparsa della sorella Camille. E proprio la brutta vicenda della morte di Camille torna improvvisamente ad affacciarsi alla sua vita: una sera Paul viene chiamato all'obitorio per il riconoscimento del corpo di un uomo. Sembra il cadavere di uno sconosciuto, ma un'orrenda cicatrice sul braccio precipita Paul in un baratro di ricordi strazianti: quell'uomo è Gil Perez. Più di vent'anni prima la famiglia di Paul ha passato l'estate in un campeggio in mezzo ai boschi, una notte quattro ragazzi - Gil Perez, Margot Green, Doug Billingham e Camille Copeland - si avventurarono in mezzo ai boschi ... e non ne uscirono mai più; i cadaveri di due di loro, Margot e Doug, vennero ritrovati con la gola tagliata, ma di Gil e Camille non si seppe più nulla. Le famiglie li hanno sempre creduti morti, uccisi da un serial killer catturato anni dopo e accusato anche di quegli omicidi, ma ora il cadavere di un Gil più vecchio di vent'anni rimescola le carte in tavola. Cos'è accaduto davvero quella notte e perchè Gil è rimasto nascosto per tutto quel tempo? Che ne è stato di Camille? E' uscita viva da quel bosco? 

Questo romanzo mi è piaciuto, l'intreccio viene portato avanti sapientemente ed una rivelazione tira l'altra. Anche la parallela vicenda giuridica è molto avvincente ed anzi alla fine, per assurdo, funziona persino meglio della storia principale. Infatti diciamo che sul finale si scade un pochino nell'eccesso e nel banalotto, ma solo un pochino e nel complesso ciò non rovina la lettura. Un bel giallo da leggere quasi tutto d'un fiato!



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venerdì 21 agosto 2015

Venerdì del libro - Una casa di petali rossi, Kamala Nair

Oggi vi parlo di un romanzo che è stato a lungo in attesa d'essere letto. Come vi ho detto spesso, ogni libro ha il suo momento giusto e per questo il momento non arrivava mai. Beh in effetti, col senno di poi, magari una ragione c'era.
Ma prima la trama:

Rakhee è di origine indiana ma nata in America. Alla soglia del fidanzamento ufficiale, abbandona anello e fidanzato per fuggire in India dove dice di "dover aggiustare qualcosa" e lascia una lettera lunghissima in cui narra la vicenda, vissuta nella sua infanzia, da cui tutto prende le fila.

Già l'antefatto è un po' forzato: se ami qualcuno da sposarlo non lo pianti lì con una lettera e fuggi dall'altra parte del mondo ... magari gli parli di persona di quella parte del tua passato che non conosce.
A parte l'ambientazione, che è molto bella e ben descritta (sarà che pure qui c'erano 40°, ma la descrizione dell'asfissiante estate indiana mi è parsa molto ben riuscita), si tratta, secondo me, di una telenovela in salsa indiana; per qualche antico motivo gli adulti sono tutti infelici e pieni di rimpianti, i giovani sono tutti schiavi della prepotenza degli adulti e dei costumi locali. Per non parlare dell' incursione poco credibile nella favola di Rapunzel che non sto a spiegarvi perchè magari, nonostante tutto, volete leggere il libro.
Insomma il libro non è brutto da abbandonarlo, ma non è nemmeno questa gran cosa. Magari si può affrontare sotto l'ombrellone, ma c'è di meglio.



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