venerdì 27 novembre 2015

VdL doppio! - Io che amo solo te e La cena di Natale di Io che amo solo te, Luca Bianchini

Buongiorno a tutte voi!
Quando ho deciso di affrontare il romanzo di oggi, "Io che amo solo te", non sapevo neanche che nelle sale cinematografiche stava girando il film da esso tratto. Mi ci sono avvicinata perchè sono innamorata della Puglia e, visto che ne sento nostalgia, volevo crogiolarmi un po' tra le pagine del romanzo sognando il mare e le case bianche di Polignano. A circa metà lettura ho visto in TV il trailer del film e mi sono detta "lo devo vedere assolutamente"!
Trama (tratta da aNobii):
Ninella ha cinquant'anni e un grande amore, don Mimì, con cui non si è potuta sposare. Ma il destino le fa un regalo inaspettato: sua figlia si fidanza proprio con il figlio dell'uomo che ha sempre sognato, e i due ragazzi decidono di convolare a nozze. Il matrimonio di Chiara e Damiano si trasforma così in un vero e proprio evento per Polignano a Mare, paese bianco e arroccato in uno degli angoli più magici della Puglia. Gli occhi dei 287 invitati non saranno però puntati sugli sposi, ma sui loro genitori. Ninella è la sarta più bella del paese, e da quando è rimasta vedova sta sempre in casa a cucire, cucinare e guardare il mare. In realtà è un vulcano solo temporaneamente spento. Don Mimì, dietro i baffi e i silenzi, nasconde l'inquieto desiderio di riavere quella donna solo per sé. A sorvegliare la situazione c'è sua moglie, la futura suocera di Chiara, che a Polignano chiamano la "First Lady". È lei a controllare e a gestire una festa di matrimonio preparata da mesi e che tutti vogliono indimenticabile: dal bouquet "semicascante" della sposa al gran buffet di antipasti, dall'assegnazione dei posti alle bomboniere - passando per l'Ave Maria -, nulla è lasciato al caso. Ma è un attimo e la situazione può precipitare nel caos, grazie a un susseguirsi di colpi di scena e a una serie di personaggi esilaranti: una diciassettenne che deve perdere cinque chili e la verginità; un testimone gay che si presenta con una finta fidanzata; una zia che da quando si è trasferita in Veneto dice "voi meridionali" e un truccatore che obbliga la sposa a non commuoversi per non rovinare il make-up. Io che amo solo te è un romanzo sulle gioie segrete, sull'arte di attendere e sulle paure dell'ultimo minuto. Tra ironia e commozione, quello di Luca Bianchini è un avventuroso viaggio sull'amore, che arriva - o ritorna - quando meno te lo aspetti, ti rimette in gioco e ti porta dove decide lui. Come il maestrale, che accompagna i tre giorni di questa storia, sullo sfondo di una Puglia dove regnano ancora antichi valori e tanta bellezza.

Il romanzo è molto carino; la storia non è niente di straordinario ma i personaggi sono molto belli, ben delineati, alla fine ti ci affezioni e ti dispiace che il libro finisca e ti lasci così, senza sapere che ne sarà di loro. Ecco perchè ho scoperto con enorme piacere che esisteva un piccolo seguito: La cena di Natale di Io che amo solo te!
Trama:
È la vigilia di Natale e sono tutti più romantici, più buoni, ma anche un po' più isterici. Polignano a Mare si sveglia magicamente sotto la neve che stravolge la vita del paese. La più sconvolta è Matilde, che riceve un anello con smeraldo da don Mimì, suo marito, "colpevole" di averla un po' trascurata negli ultimi tempi. Lei si esalta a tal punto da improvvisare un cenone per quella stessa sera nella loro grande casa, con l'obiettivo di sfidare davanti a tutti Ninella, la consuocera, il grande amore di gioventù di suo marito. E Ninella, che a cinquant'anni è ancora una guerriera, accetta la sfida. Tra cocktail di gamberi, regali riciclati, frecciate e risate, ne succederanno di tutti i colori… 

Mi sono buttata a capofitto nel seguito del romanzo, felice di ritrovare subito i personaggi che avevo imparato ad amare. Non sono rimasta delusa, il libro è anch'esso molto carino e divertente e, neanche a dirlo, mi ha di nuovo lasciata con la voglia di saperne di più.
In queste pagine c'è tutto il sapore della Puglia: il mare, la terra, i sapori e la lingua. La storia d'amore fra Ninella e Don Mimì è molto dolce e nostalgica, fa sognare e fremere come solo le storie d'amore senza speranza sanno fare.
Insomma non so se si è capito ma io lo consiglio.
Ieri, infine, mi sono concessa la visione del film di cui vi parlavo all'inizio. Come sempre non è esattamente come il libro, anche se gli è molto fedele, ma i protagonisti sono stati scelti molto bene ( a parte forse Damiano e Chiara impersonati da Scamarcio e Laura Chiatti, troppo belli rispetto ai personaggi del romanzo) e Michele Placido è un fantastico Don Mimì e Maria Pia Calzone una Ninella semplicemente perfetta.
Se possibile consiglio di leggere prima il libro e poi di vedere il film, in questo modo si apprezza molto di più sia l'uno che l'altro. Comunque entrambi meritano la spesa.




Qui gli altri suggerimenti di lettura

venerdì 20 novembre 2015

Venerdì del Libro - Maledetta primavera, Paolo Camilli

Carissime amanti dei libri, mi ripropongo dopo parecchio tempo che non posto nulla. Abbiate pazienza ma gli impegni non mi permettono di essere molto presente.
Il romanzo di oggi l'avevo recuperato un po' di tempo fa e, piena di aspettative, mi sono gettata nella lettura ... non so perché ogni tanto prendo delle tranvate del genere! Forse perché, appunto, mi presento alla lettura piena di aspettative e, se esse non sono attese, la delusione mi porta a smontare il libro in oggetto.
Beh, neanche a dirlo, stavolta è andata così.
Non che il libro sia brutto o sia scritto male, anzi è anche una lettura piacevole, ma io mi aspettavo una cosa profonda con risvolti psicologici, e invece...
Ma, insomma, ecco la trama:

A Settimo Naviglio, periferia di Milano, la vita è di una noia mortale. A movimentare le cose ci vuole una "resa dei conti" fra un trentacinquenne fuori forma e fuori moda ed una ragazzetta tanto bella quanto strafottente. Beh ci vuole anche un bel giallo estivo perché sennò non basterebbe il resto a risollevare gli spiriti a Settimo Milanese. Così entrano in campo tutte le fasce sociali: Fabrizio Montagner, playboy stagionato ed importato dall'alta Toscana, e Carlotta dolce, bella e tonta fuori misura, fanno parte del ceto medio; Ginevra, Umberto e Renato sono vip, abituati a buttare soldi come fossero coriandoli e ad avere tutto quello che vogliono, subito. Come finirà? Chi avrà la meglio?

Ribadendo che la storia non è malissimo e che il colpo di scena finale mi ha colta di sorpresa, nel complesso devo dire che sono rimasta delusa. Se c'è una cosa che non sopporto sono le storielle della cronaca rosa e qui sembra di aprire un qualsiasi settimanale di pettegolezzi: il calciatore festaiolo che cambia una velina al giorno, la figlia della nota conduttrice televisiva che fa il bello e il cattivo tempo nella "Milano da bere", la ragazzotta troppo bella per non fare gola a tutti, lo sciatore in pensione che si sballa nella movida milanese, il "bravo studente" sospettato però di aver fatto a pezzi la fidanzata, il buttafuori di provincia, rozzo, sfigatissimo ma alla fine l'unico con un'anima. Gente qui sembra di essere a Verissimo!! Del tutto inutile la solita frase iniziale "Ogni riferimento a presone e fatti ecc... ecc... è puramente casuale": ma va'!! Che potrei dire nome e cognome di ogni personaggio inscenato!
La mia conclusione è che, purtroppo, non avevamo bisogno di un romanzo che parla di efferati fatti di cronaca e di amori, veri o presunti, fra calciatori e donne dello spettacolo: per questo bastava accendere la TV o andare in edicola.
Ho letto anche che questo Settimo Milanese assomiglia pericolosamente a Ischiano Scalo di Ammaniti, c'è della verità in questo e non c'è nulla di male nell'ispirarsi, ma decisamente qui manca qualcosa di più profondo.
Non ci resta che fare come il personaggio principale: accendere la radio e cantare a squarciagola "Maledetta Primavera"!



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