Montanari Family

Montanari Family
Robby, Manu, Tata, Pissi, Pepe, Oscar, Giorgio

sabato 9 maggio 2020

#Hastasiempreluis

Carmen Yañez,  moglie di Luis Sepùlveda, esprime con questa meravigliosa poesia il suo dolore per la perdita del marito.

"Ignorantes de la luz que circundaba la inocencia
éramos tan felices amor mio
con el calor de nuestras manos juntas
cruzado todos los caminos
y riéndonos de los obstàculos de piedra o granizo
que nos intentaban parar esa carrera irresponsable de la felicidad.
Eramos tan felices
y no nos enteràbamos de la dimensiòn de la vida.
De la invisible amenaza, de la sombra del miedo,
no lo sabìamos nosotros, irreverentes.
Amàndonos con proyecciones de futuro.
Hoy ya no pienso màs allà de mañana cuando espero
tu prueba de vida dicha por otros."

" Ignoranti della luce che circondava l'innocenza
Eravamo così felici amore mio
Con il calore delle nostre mani insieme
Attraversando tutte le strade
e ridendo degli ostacoli di pietra o grandine
che cercavano di fermare questa corsa irresponsabile della felicità.
Eravamo così felici
e non sapevamo della dimensione della vita.
Dall'invisibile minaccia, dalla lunga ombra della paura,
Non lo sapevamo noi, irriverenti.
Amandoci con proiezioni del futuro.
Oggi non penso più oltre domani quando aspetto
la tua prova di vita detta dagli altri."

PS: chiedo venia per la traduzione, sicuramente e purtroppo, terribile, ma non so lo spagnolo ed ho dovuto accontentarmi di una traduzione online 

mercoledì 11 marzo 2020

Eppure soffia

Il sole che stamattina splende luminoso e la vita che rinasce intorno a me con la primavera, non possono che riempirmi il cuore di una grande speranza.
La natura che prosegue il suo corso, nonostante le disgrazie che affliggono la vita dell'uomo (che è un niente confronto alla forza e all'immensità del creato), mi è di consolazione.
Poco fa ero in giardino, e come sempre, la potenza della natura mi ha aiutato nel momento del bisogno. In questi giorni sono stata molto male, preoccupata per la mia famiglia e per i miei cari in età a rischio. Ho dormito poco e male, ho avuto attacchi di panico (che non avevo da anni). Eppure questo virus, che temo moltissimo, è solo una manifestazione della vita sulla Terra; anch'esso fa parte della storia evolutiva della vita sul nostro pianeta. Per questo lo temo, ma lo rispetto, non ho rabbia. È successo ora, in questo tempo, nel tempo che toccato a me e ai miei cari in questo mondo. È il destino. È la vita.
E prima, mentre osservavo la natura che rinasce intorno a me, mi è balzata alla mente questa canzone di Pierangelo Bertoli, ed ho pensato che sì, il vento continuerà a soffiare, qualsiasi cosa accada a me o a chiunque. E allora affido a lui i miei pensieri, le mie speranze e le mie preghiere. Portali lontano, dove io non posso essere, a chi non posso stringere.
#iorestoacasa
Ma non mi arrendo.


venerdì 6 marzo 2020

VdL - Una famiglia quasi perfetta, Jane Shemilt

Buongiorno.
Il tema di questo romanzo è di quelli più angosciati: la scomparsa di una figlia adolescente.

La scena si svolge in Inghilterra a Bristol, qui vive la famiglia di Jenny, medico di famiglia e mamma di tre splendidi figli: i gemelli Ed e Theo e la giovane Naomi,  tutti adolescenti. Jenny è veramente fiera della sua famiglia: il marito Ted, talentuoso neurochirurgo nell'ospedale della città, che la ama teneramente dai tempi dell'università ed i tre figli, tutti studiosi e pieni d'impegni. Una famiglia perfetta. Certo Ted è spesso assente a causa del lavoro, Theo è sempre di corsa per via del suo talento artistico, Ed è occupatissimo da scuola ed allenamenti di canottaggio e Naomi è alle prese con le prove del musical West Side Story di cui ha ottenuto il ruolo di protagonista, le prove la impegnano molto e la tengono fuori casa tante ore. Jenny poi è impegnatissima in ambulatorio ed ha pochissimo tempo da dedicare alla famiglia. Ma la sua famiglia è perfetta.
Beh certo Ted è sempre sfinito e non si parlano quasi mai .... Ed è sempre nervoso e scostante e non manca di dimostrare acidità nei suoi confronti ... Naomi è improvvisamente distante, stanca, col viso segnato ma come presa da qualcosa di tutto suo che la rende sognante....
Poi, dopo la penultima rappresentazione del musical, Naomi sparisce. L'amica del cuore parla di un uomo, un uomo che Naomi frequentava da poco, un uomo grande lei che è solo una sedicenne ... Nessuno sembra saperne di più...
Passa un anno e di Naomi non si è più saputo nulla. Anzi no, Jenny ha saputo molte cose di sua figlia, molte cose che lei non aveva capito, che nemmeno sospettava. Perché è vero che alla fine dei figli non si sa mai tutto, ma quello che Jenny non aveva compreso è davvero tanto, e non solo di Naomi ma di tutta la sua famiglia.

Come spesso accade di fronte a fatti di questo tipo la famiglia, che già nascondeva problemi sotto la superficie, si sgretola. La coppia Jenny-Ted non regge agli eventi e Jenny si isola in una vita ritirata e solitaria per ritrovare se stessa, per comprendere la figlia, i figli, il marito. Isolandosi capirà anche cos'è successo veramente a Naomi. Riuscirà anche a perdonarla?

Il romanzo non è straordinario, ma la tematica mi ha molto turbata, non lo nascondo. Non posso comprendere come una figlia, così giovane, possa agire in modo da ferire a morte la propria famiglia in maniera così deliberata ed anche, fondamentalmente, immotivata. Solo un grande egoismo può muovere in questa direzione. Vi dirò che ho finito la lettura in collera con questa ragazza.
Diciamo che forse la più grande debolezza di quest'opera, che mi ha presa ma non fino in fondo, è proprio un mancato approfondimento psicologico dei personaggi giovani. Tutto passa attraverso l'ottica di Jenny che però non può essere un narratore onnisciente. Quindi, di fatto, non capiamo cosa ha spinto i ragazzi ad agire, non capiamo se hanno avuto dei dubbi, dei dissidi interiori. Della psicologia di Naomi si capisce pochissimo ed appare quindi come una figura fredda e senza cuore.
Quindi nel complesso sì ve lo consiglio ma senza grandi entusiasmi.

Jane Shemilt


GIUDIZIO PERSONALE: ❀❀❀

Le altre letture suggerite oggi le potete trovare qui.

venerdì 21 febbraio 2020

VdL - Acqua nera, Joyce Carol Oates

Buongiorno!
Quello di oggi più che un libro è un racconto lungo; giusto 65 pagine ma piene e forti di contenuti.
La storia s'ispira liberamente alla vicenda di cui fu protagonista Ted Kennedy il 18 luglio 1969: il senatore, fratello di John e Robert, uscì di strada sull'isola di Chappaquiddick mentre rientrava da una festa. La sua auto finì in un canale e la ragazza che lo accompagnava, la ventottenne Mary Jo Kopechne, morì affogata intrappolata nel mezzo. Il senatore invece riuscì a liberarsi e si allontanò dalla scena denunciando l'accaduto solo 10 ore dopo. Fu uno scandalo nazionale (fra le altre cose Kennedy era sposato). Il senatore venne condannato ad una lieve pena, ma la sua carriera politica fu stroncata dall'accaduto ed in seguito decise anche di non presentarsi come candidato alla Presidenza nel 1972 e nel 1976.

Qui siamo negli anni novanta, è il 4 luglio ed una Toyota nera corre veloce sulla strada sterrata di Grayling Island; il senatore degli Stati Uniti che si trova al volante guida veloce per riuscire a prendere il traghetto che porterà lui e Kelly Kelleher sulla terraferma. Il Senatore e Kelly si sono conosciuti il giorno prima ad un party esclusivo, è nato del feeling e vogliono concludere la serata in un motel. Ma ad una curva stretta, prima di un ponte, l'uomo perde in controllo dell'auto che esce di strada e finisce in un fossato. Il racconto, tutto narrato dalla voce di Kelly, è il resoconto dei suoi ultimi pensieri, mentre di accorge di essere intrappolata ed attende i soccorsi.
Pochi fatti, quelli che coprono le ultime 24 ore; pochi pensieri: i genitori, l'infanzia, la carriera che sta appena sbocciando, l'unico grande amore finito da poco, l'incontro con il Senatore che Kelly ha sempre ammirato politicamente. La paura, anche, di fare un errore decidendo di buttarsi in un'avventura con un uomo molto più grande, potente e sposato. Il recondito desiderio della "favola": e la povera serva sposò il principe ....
Tutto queste cose sfrecciano nella mente di Kelly dopo l'incidente mentre realizza anche che la sua gamba è imprigionata, che si trova in una bolla d'aria che però si sta velocemente riempiendo d'acqua, un'acqua nera, che puzza di fogna ed è gelida sulla sua pelle. Un'acqua nera, che puzza di fogna e che sale sale sale per soffocarla ... questa frase ripetuta decine di volte.

La potenza del racconto sta proprio nel senso d'impotenza che comunica di fronte al pericolo che avanza inesorabile. L'ingenuità della ragazza che fino all'ultimo è certa che il Senatore tornerà a salvarla o almeno tornerà con i soccorsi. Ma mano che la narrazione avanza ci troviamo insieme a Kelly, nell'abitacolo accartocciato, al buio ma consci dell'acqua che sale, che irrompe dal parabrezza lesionato, consci della cintura di sicurezza che ci tiene avvinti al sedile, consci del ginocchio incastrato fra le lamiere, consci del dolore delle ferite, consci che la bolla d'aria diventa sempre più piccola, consci che per respirare dobbiamo lottare, consci che alla fine la lotta è inutile e che non resta altro che abbandonarsi all'oblio. L'ultimo pensiero di Kelly è per i genitori e per i nonni che la stanno attendendo oltre il varco ...
Tutto questo per cosa? Per la crudele casualità del destino. Per un incontro fortuito ed una scintilla che è scattata. Per una decisione presa d'impulso. Così sono le scelte: ai più importanti bivi della nostra vita non c'è segnaletica ...
Racconto breve, si legge in un giorno, c'è un bellissimo lavoro sul personaggio e sulla sua vita interiore. Merita.

Joyce Carol Oates


GIUDIZIO PERSONALE: ❀❀❀

Oggi trovate altri suggerimenti qui, sulla pagina di Paola!

venerdì 14 febbraio 2020

VdL di S. Valentino - La lettera d'amore, Cathleen Schine

Carissime amiche, oggi è San Valentino ed anche il venerdì del libro si merita una recensione in tema con la giornata.
Questo libro rientra fra i miei "libri del cuore", l'ho letto molte volte nel corso degli anni e mi ha sempre regalato grandi emozioni.
Certo, quello che ci affascina in un libro è sempre questione di gusti personali, di parole di carta che sfiorano l'eco delle nostre emozioni e delle nostre esperienze passate o presenti. Probabilmente il mio amore per questo romanzo nasce proprio da questo. A molti non è piaciuto più che tanto. A me scioglie il cuore.
Sì, probabilmente molto del merito va alla lettera d'amore del titolo: la più bella lettera d'amore che io abbia mai letto in tutta la mia vita. Sempre per me, è ovvio.

Helen non è più una ragazza: è una donna matura, felicemente divorziata, madre e proprietaria di una piccola libreria di paese. Fa il suo lavoro con passione e cammina sulla strada della vita con passo deciso e sicuro, determinata come quando pota inesorabile le sue rose quando un problema l'assilla. Certo, può anche essere che la sua sicurezza sia solo apparenza e che sotto sotto qualche mancanza ci sia nella vita e nel cuore di Helen ... può anche essere, sì ...
Forse, e dico forse, è per questo che quando arriva la lettera ne rimane spiazzata, quasi sconvolta, scardinata dalle sue certezze quotidiane. La lettera d'amore che Helen trova in mezzo alla posta del negozio è bellissima e soprattutto non si capisce a chi sia diretta. Potrebbe essere per lei, ma non è certo, ed eventualmente è impossibile capire chi l'abbia scritta.
Con molto tatto Helen comincia ad indagare fra le sue conoscenze, non approdando però a nulla di certo. Nel frattempo il ventenne Johnny viene mandato a lavorare alla sua libreria per la stagione estiva. Piano piano scoppierà l'amore. Un amore vissuto di nascosto, con paura, perché la differenza di vent'anni fra i due farebbe scoppiare pettegolezzi e giudizi nel paese. Un amore che però non si sopisce, non viene consumato dal furore dell'estate e che, chiss, potrebbe sopravvivere all'inverno. Alla fine si scopriranno l'autore ed il destinatario della lettera d'amore e sarà una grande sorpresa per tutti!

Fin dalla prima volta che ho letto questo libro Helen mi è sempre sembrata il genere di donna che avrei voluto essere (a parte l'età, ma ora ho anche quella ;-)); è una donna sicura, matura, acculturata, indipendente, spiritosa, strana e bella a modo suo e, non da ultimo, proprietaria di una libreria (il mio sogno...). Anche la sua libreria è particolare come lei, i libri sono sistemati in modo personale e originale, i frequentatori sono i più disparati, alcuni non comprano mai; più che un negozio è un punto d'incontro per anime affamate d'un contatto umano. Ed Helen ha una parola ed un libro calzante per tutti. Ecco, Helen è affascinante, nel senso più profondo del termine.
E poi la lettera ... il destinatario è Capra, l'autore si firma Montone ... ma chi potranno mai essere? Forse il senso della storia è che siamo tutti Capra o tutti Montone, l'amore è per tutti, proviene da tutti, non c'è un solo destinatario, possiamo essere tutti destinatari dell'amore di qualcuno. Ed allora, in questo contesto, la lettera è nostra, è per noi, per i nostri cuori malati d'amore.

"Cara Capra, come ci s'innamora? Si casca? Si inciampa, si perde l'equilibrio e si cade sul marciapiedi, sbucciandosi le ginocchia, sbucciandosi il cuore? Ci si schianta per terra, sui sassi? O è come rimanere sospesi sull'orlo di un precipizio, per sempre?
So che ti amo quando ti vedo, lo so quando ho voglia di vederti. Non un muscolo si è mosso. Nessuna brezza agita le foglie. L'aria è ferma. Ho cominciato ad amarti senza fare un solo passo. Senza neanche un battito di ciglia. Non so neppure quando è successo. Sto bruciando. E' troppo banale per te? No, e lo sai. Vedrai. E' quello che capita, è quello che importa. Sto bruciando.
[...]
Quando mi allaccio le scarpe, quando sbuccio un'arancia, quando guido la macchina, quando vado a dormire ogni notte senza di te, io resto
come sempre
Montone"

Cathleen Schine


GIUDIZIO PERSONALE: ❀❀❀❀❀

Trovate altri suggerimenti di lettura su Homemademamma, promotrice del venerdì del libro.