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venerdì 20 dicembre 2019

VdL - In tempi di luce declinante, Eugen Ruge

Trent'anni fa cadeva il muro di Berlino. Per chi, come me, c'era ed aveva l'età per comprendere sa che fu un avvenimento epocale, nel senso che proprio finì un'epoca, quella della guerra fredda, dei missili e dello spettro della terza guerra mondiale sempre dietro l'angolo.

Questo libro si articola su tre generazioni si una stessa famiglia, una famiglia che viveva della DDR: il nonno Wilhelm e la nonna Charlotte ne vedono la costituzione; il loro figlio Kurt rientra dalla Russia, dopo aver subito la prigionia in un gulag sovietico, con la moglie Irina; il nipote Alexander è testimone della caduta del muro e del blocco sovietico.

L'argomento è molto interessante, ma, intendiamoci, il libro non è che sia indimenticabile. Gli avvenimenti storico-politici rimangono sullo sfondo della vita privata dei protagonisti. Le difficoltà della vita quotidiana, la mancanza di varietà di cibo, diciamo la mancanza di varietà di tutto, traspaiono delle osservazioni dei personaggi. Solo uno di loro però, Wilhelm, è perfettamente adattato alla vita e agli schemi della DDR. Gli altri, compresa la nonna Charlotte che rimpiange i cieli del Messico dove erano fuggiti durante la guerra, mal si adattano al grigiore, alle ristrettezze, ai clientelismi ed alle connivenze dell'ex Germania Est. Tant'è vero che il nipote, la summa di tutte le insofferenze, fugge all'ovest proprio la notte della caduta del muro.

La lettura è tutto sommato interessante anche se non mi ha convinta fino in fondo. Manca un po' di vivacità nella narrazione ma, chissà, magari è voluto, magari vuol sottolineare proprio l'immobilismo che regnava a quel tempo.
Personalmente quello che mi è mancato in questo romanzo è un approfondimento sulla vita nella DDR. Paradossalmente si hanno più notizie della vita in Unione Sovietica, patria di Irina, che di quella al di qua del muro.
Probabilmente cercherò altro sull'argomento che mi ha sempre molto affascinato.




GIUDIZIO PERSONALE: ❀❀

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1 commento:

  1. In attesa di riprendere il filo con il VdL, che da troppo, troppissimo (!) tempo sto trascurando, passo a darti un abbraccio e ad augurarti buona continuazione delle Feste, giacchè Natale è passato.
    Buon Anno Nuovo, a questo punto!!

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