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mercoledì 30 maggio 2012

"Dove sarà pianto e stridore di denti"

La finestra è aperta e sento i rumori di una serena giornata di primavera qui in "quasi" montagna.
Ma non posso fermarmi ad ascoltare senza che il mio pensiero voli più lontano, dall'altra parte della mia bellissima e amata regione. Laggiù è dolore, sofferenza e perdita.
E nessuno oggi avrà voglia di ascoltare gli uccellini che cantano, perchè per questi la vita continua non molto diversa da prima, ma per gli esseri umani no.
Di nuovo la terra ha tremato. Fortissimo. Di nuovo sirene, ambulanze, tremito incontrollabile, angoscia per chi non è a casa a per chi c'è.
Poche lacrime credo, che di quelle ormai non ce n'è più. C'è solo sfinimento.
Guardo le immagini della mia terra ferita, della mia gente che soffre privata di tutto ciò che aveva, e penso che Dio ha chiuso gli occhi su di noi. Nella mia ingenuità di donna comune, penso che l'abbiamo proprio fatto incazzare da tanto siamo diventati creature orrende e che ci ha abbandonati al nostro destino. E sia quel che sia.
Poi penso anche che non so dove sia Dio, ma so che ci siamo noi: persone qualsiasi ma con la volontà e la forza di aiutare i nostri fratelli di pianura. E allora eccoci qui col cellulare in mano a mandare l'SMS al 45500 e a sperare che quei due euro arrivino davvero a chi ne ha bisogno; ecci qui a raccogliere di tutto, dai vestiti alle saponette perchè là non è rimasto proprio niente. E vorremmo portargliele noi queste cose, e stringere mani in silenzio cercando di dare forza a chi forza più non ha.
Emilia mia devi rialzarti. Ne hai viste tante ... hai visto guerre, invasori, inondazioni e tempeste ...
Devi rialzarti anche stavolta. Noi ci siamo. Sei la nostra terra, la nostra casa. Siete la nostra gente. Non vi abbandoniamo.

"Emilia - Morandi, Dalla, Guccini"


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