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venerdì 6 marzo 2020

VdL - Una famiglia quasi perfetta, Jane Shemilt

Buongiorno.
Il tema di questo romanzo è di quelli più angosciati: la scomparsa di una figlia adolescente.

La scena si svolge in Inghilterra a Bristol, qui vive la famiglia di Jenny, medico di famiglia e mamma di tre splendidi figli: i gemelli Ed e Theo e la giovane Naomi,  tutti adolescenti. Jenny è veramente fiera della sua famiglia: il marito Ted, talentuoso neurochirurgo nell'ospedale della città, che la ama teneramente dai tempi dell'università ed i tre figli, tutti studiosi e pieni d'impegni. Una famiglia perfetta. Certo Ted è spesso assente a causa del lavoro, Theo è sempre di corsa per via del suo talento artistico, Ed è occupatissimo da scuola ed allenamenti di canottaggio e Naomi è alle prese con le prove del musical West Side Story di cui ha ottenuto il ruolo di protagonista, le prove la impegnano molto e la tengono fuori casa tante ore. Jenny poi è impegnatissima in ambulatorio ed ha pochissimo tempo da dedicare alla famiglia. Ma la sua famiglia è perfetta.
Beh certo Ted è sempre sfinito e non si parlano quasi mai .... Ed è sempre nervoso e scostante e non manca di dimostrare acidità nei suoi confronti ... Naomi è improvvisamente distante, stanca, col viso segnato ma come presa da qualcosa di tutto suo che la rende sognante....
Poi, dopo la penultima rappresentazione del musical, Naomi sparisce. L'amica del cuore parla di un uomo, un uomo che Naomi frequentava da poco, un uomo grande lei che è solo una sedicenne ... Nessuno sembra saperne di più...
Passa un anno e di Naomi non si è più saputo nulla. Anzi no, Jenny ha saputo molte cose di sua figlia, molte cose che lei non aveva capito, che nemmeno sospettava. Perché è vero che alla fine dei figli non si sa mai tutto, ma quello che Jenny non aveva compreso è davvero tanto, e non solo di Naomi ma di tutta la sua famiglia.

Come spesso accade di fronte a fatti di questo tipo la famiglia, che già nascondeva problemi sotto la superficie, si sgretola. La coppia Jenny-Ted non regge agli eventi e Jenny si isola in una vita ritirata e solitaria per ritrovare se stessa, per comprendere la figlia, i figli, il marito. Isolandosi capirà anche cos'è successo veramente a Naomi. Riuscirà anche a perdonarla?

Il romanzo non è straordinario, ma la tematica mi ha molto turbata, non lo nascondo. Non posso comprendere come una figlia, così giovane, possa agire in modo da ferire a morte la propria famiglia in maniera così deliberata ed anche, fondamentalmente, immotivata. Solo un grande egoismo può muovere in questa direzione. Vi dirò che ho finito la lettura in collera con questa ragazza.
Diciamo che forse la più grande debolezza di quest'opera, che mi ha presa ma non fino in fondo, è proprio un mancato approfondimento psicologico dei personaggi giovani. Tutto passa attraverso l'ottica di Jenny che però non può essere un narratore onnisciente. Quindi, di fatto, non capiamo cosa ha spinto i ragazzi ad agire, non capiamo se hanno avuto dei dubbi, dei dissidi interiori. Della psicologia di Naomi si capisce pochissimo ed appare quindi come una figura fredda e senza cuore.
Quindi nel complesso sì ve lo consiglio ma senza grandi entusiasmi.

Jane Shemilt


GIUDIZIO PERSONALE: ❀❀❀

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