venerdì 22 luglio 2016

VdL - Trilogia del mondo d'inchiostro - Cornelia Funke

L'interesse per la trilogia che vi presento oggi mi è stato trasmesso da mia figlia maggiore: ha visto il film Cuore d'inchiostro (carino per me, fantastico per lei) ed ha cominciato a chiedermi del libro; ho cercato un po' e alla fine ho scaricato la trilogia (mai fare le cose a metà).
Così ci siamo messe a leggerlo entrambe.

"Meggie è una ragazzina amante dei libri, niente di strano visto che suo padre Mo è un rilegatore; a causa del suo lavoro (almeno così sembra) viaggiano molto e non si fermano mai a lungo in un posto. Meggie è orfana di madre, il papà le detto che sua madre Resa è partita quando lei era molto piccola perché voleva vedere il mondo. Ma una notte di pioggia cambia tutta la vita di Meggie, la notte in cui Dita di Polvere bussa alla loro porta. Quello che Dita di Polvere finirà per farle raccontare da suo padre è impossibile: Dita di Polvere è un mangiafuoco ed è il personaggio di un libro ed è stato suo padre Mo a farlo uscire dal libro e a portarlo nel nostro mondo, suo padre che il girovago chiama Lingua di Fata. Tutto è partito da un libro, appunto Cuore d'inchiostro, e Mo non ha fatto uscire sono Dita di Polvere dal libro, ma anche personaggi meno simpatici, primo fra tutti il crudelissimo Capricorno. Capricorno, dice Dita di Polvere, possiede tutte le copie esistenti del libro da cui proviene perché ... non vuole tornarci! Dita di Polvere invece sì ed è questo che chiede a Mo: trovare Capricorno, rubargli il libro e rimandarlo là, dalla donna che ama. Mo accetta ma per un altro motivo: la notte in cui Dita di Polvere uscì da Cuore d'inchiostro, vi entrò Resa la mamma di Meggie. E' questo il terribile segreto del libro: qualcuno esce e qualcun'altro entra. Da questi presupposti parte una storia fantastica che si svolgerà per 3 romanzi ed alla fine porterà i nostri protagonisti dentro il mondo d'inchiostro a combattere i cattivi. Torneranno indietro?"

Come in tutte le saghe c'è il libro meglio riuscito e quello peggio. Per quanto mi riguarda devo dire che il primo mi ha deluso rispetto al film, lento, desolante e anche un po' sbrigativo nel finale che sarebbe invece l'apice della storia. Bisogna dire però che l'idea da cui parte tutta la storia è veramente buona. Il secondo invece è avvincente e ci presenta finalmente il mondo d'inchiostro che, essendo un mondo si favola, è ovviamente molto più interessante del mondo reale descritto nel primo romanzo (fra l'altro in parte si svolge in Liguria che è descritta in modo così tetro che, se non la conoscessi, non ci andrei di certo). Il terzo romanzo è l'ovvia conclusione di tutta la storia.

Nel complesso la lettura è stata piacevole, non posso dire che sia la mia saga fantasy favorita, ma non è male. Mi sento di consigliarla a chi fosse curioso di conoscere meglio la storia. Tutto sommato una buona trilogia.





Qui i suggerimenti di oggi

venerdì 15 luglio 2016

Vdl - L'uomo di Marte, Andy Weir

Per il mio ritorno dopo molti mesi d'assenza, ho scelto un libro suggerito a suo tempo da Maris: L'uomo di Marte di Andy Weir.

"Quando Mark Watney apre gli occhi si trova ferito, solo e ... su Marte! Il naufrago interstellare è uno dei componenti della missione Ares 3, i suoi compagni se ne sono andati da Marte in seguito ad una grave tempesta di sabbia e credendolo morto: un bel problema!
Mark è solo su un pianeta freddo e desertico con solo le razioni di cibo di tutto l'equipaggio che non basteranno mai ad alimentarlo fino all'arrivo di Ares 4 di lì a 4 anni, senza contare che la destinazione della missione seguente si trova a 3200 km da dove lui si trova e che sulla Terra tutti lo credono morto.
Ma Mark non si scoraggia e comincia la sua dura lotta per la sopravvivenza."

Non aggiungo altro perché toglierei tutto il gusto della lettura, ma posso dirvi che davvero il nostro protagonista se ne inventa di tutti i colori per portare a casa la pelle.
Il libro è avvincente e devo dire che l'ho divorato in pochi giorni. Indubbiamente la vicenda s'adatta perfettamente ad essere trasformata in un film come in effetti è successo (io non l'ho visto).
Maris, all'epoca, si lamentò delle numerossime e dettagliate descrizioni di esperimenti, manovre calcoli ecc... beh come avevo anticipato allora a me sono piaciute, anche se in effetti potevano essere meno, ma la mia è una deviazione professionale. Poi, diciamocelo, cosa poteva mai altri fare un poveraccio solo per più di due anni su Marte!?
Ecco questa è la parte del libro che mi ha convinto un po' meno: il protagonista mantiene fino alla fine uno humor ed una fiducia che trovo poco credibili. Insomma rischia varie volte di morire, si nutre per due anni di cibi liofilizzati e patate cotte al microonde, ascolta solo disco music degli anni 70 e vede serie televisive degli anni 80; anche quando poi riesce a comunicare con la Terra può farlo solo in maniera molto limitata ..... boh, una persona normale avrebbe dato di matto! Ma, come viene sottolineato nel libro, gli astronauti sono tutti un po' pazzi quindi sarà per quello che il buonumore di Mark non viene mai a mancare....
A parte questo è un libro veramente godibile e lo consiglio!





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venerdì 8 aprile 2016

VdL - L'elastico viola, Patricia Daniels

Il romanzo che voglio presentarvi oggi mi ha molto angosciata ed ho avuto bisogno di un po' di tempo per metabolizzare la vicenda e riuscire a scriverne qui. Forse perchè parla di due sorelline, non posso fare a meno di sentirmi male pensando al dolore di questa storia.

Sara ed Elena sono due sorelline di 6 e 3 anni, sono felici anche se la loro bellissima mamma è un po' strana, e di certo non penserebbero mai a ciò che le aspetta quando la madre le veste di tutto punto per andare a fare una passeggiata in "un posto speciale". Infatti ciò che accade è che la madre le abbandona in un collegio di suore; qui vengono immediatamente separate in base all'età e possono vedersi solo nelle sale comuni e in cortile. Il collegio in questione è quanto di più classico, squallido e freddo ci si possa immaginare sia un collegio gestito dalle suore (diciamo che stiamo parlando degli anni '60-'70)... un carcere, dove le bambine sono umiliate, castigate con crudeltà e separate per il puro gusto di farle soffrire. Sara giura a se stessa che proteggerà la sorellina da ogni sopruso, attirando così su di se l'antipatia delle suore e subendo ingiustizie di ogni tipo. Il simbolo della sua protezione è l'elastico viola per capelli che lascia sotto il cuscino della sorella Elena a testimoniarle la sua presenza al suo fianco. Dopo anni in cui Sara diventa dura e ribelle ed Elena dolce e remissiva la madre disgraziata le torna a prendere e le porta a vivere con se e con il nuovo marito. Le salva dall'inferno per precipitarle in un limbo di indifferenza, sopportazione e solitudine.
Alla fine è la vita che le separa, sciogliendo quella solidarietà tra sorelle che le aveva salvate dalla mancanza di sentimenti del collegio. Ognuna di loro cercherà di trovare la propria strada tra errori enormi, perdite inimmaginabili e dolore ad ogni svolta. La felicità arriva solo a tratti ed è seguita dal senso di abbandono.
La sorte si mostra crudele per la giovane Elena, che non ha mai imparato ad combattere e cade nel vortice della droga.
Il finale è amaro, ma un ultimo particolare riscatta gli eventi e l'ultimo atto d'amore fa capire che quell'amore era stato sempre presente, per tutta la vita.



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venerdì 11 marzo 2016

VdL - La guerra del basilico, Nico Orengo

Buongiorno a tutte. Dopo la solita sospensione, dovuta alla varicella della Tata, rieccomi a presentare un libro piuttosto insolito "La guerra del basilico" di Nico Orengo.

Era la prima volta che mi avvicinavo a questo autore e devo dire che faccio un po' fatica a dare un giudizio; lo stile mi piace molto, disincantato e ironico, d'altra parte il patos della narrazione si è un po' spento nel corso del romanzo.
Ma vediamo la trama:
Un'alga assassina tropicale, la Caulerpia Taxifolia, infesta misteriosamente la Riviera di Ponente e minaccia tutto il Mediterraneo. Sandra, una biologa ricercatrice italiana, viene inviata al Museo Oceanografico di Montecarlo per collaborare ad una risoluzione ed investigare sull'origine della diffusione dell'alga. Non trovando posto a Montecarlo, Sandra trova alloggio appena al di qua della frontiera, all'albergo Tropicana, struttura in disfacimento in cui s'incrociano le vite di personaggi paradossali e quasi incredibili ma ingegnosamente pensati. In questo luogo paradossale aleggia il fantasma di in passato fiorente ormai finito ed anche quello di un amore impossibile e perduto nel tempo del quale rimangono solo una gonna gialla ed un'enorme pianta di basilico. 

Lo stile è molto piacevole: una commedia brillante leggermente tinta di giallo. Ho letto da qualche parte che Orengo, in questo libro, si diverte a sedurre e forse è vero, presenta personaggi atipici, strampalati e interessanti, costruendo situazioni fuori dal comune, strappandoci sorrisi, incantandoci con parentesi fiabesche per poi lasciare a bocca asciutta le velleità buoniste di noi lettori romantici. A riprova di ciò il finale è aperto e imprevedibile (e francamente lascia un po' delusi) ma ciò che rimane di questo romanzo è l'azzurro del mare, l'odore avvolgente del basilico ed una storia leggera, ironica, divertente ed il piccolo mistero di un'attrice giunta a Monaco da oltre oceano per girare "Caccia al ladro" con Hitchcock...



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venerdì 26 febbraio 2016

VdL - La pioggia fa sul serio, Guccini-Macchiavelli

Buongiorno lettrici! Nonostante i virus ci abbiano presi di mira ed ancora non mollino la presa, provo a buttare giù la recensione di questo libro che ho letto poco tempo fa: "La pioggia fa sul serio" di Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli.
Premettiamo un paio di cose. Sono una grande fan di questo duetto letterario perché ha scritto gialli molto belli e ben congeniati e perché i loro romanzi sono tutti ambientati qui dove vivo io; infatti il buon Guccini ha deciso di trasferirsi in zona circa 10-15 anni fa ed è una sorta di vicino di casa che incontri al mercato del sabato piuttosto che al cinema (giuro che l'ho visto in fila per il cartone "Inside Out"!). Del resto, non per tirarsela ... (ma anche un po' sì), siamo terra di cantanti e da ragazza incontravo Vasco in discoteca e Dalla faceva la spesa da mia nonna .... insomma robe così!
Comunque torniamo a noi ed al nostro romanzo.
Si tratta del secondo volume del filone di Marco Gherardini, ufficiale della forestale di queste abbandonate montagne. Il primo volume, "Malastagione" aveva inaugurato il suo ruolo di protagonista ed ambientava le vicende ai giorni nostri (ho parlato di questo libro su questo blog alcuni anni fa).
Non vi faccio il solito riassunto della trama perché, in questo caso non rende. E' di base un giallo, ci sono omicidi misteriosi (specialmente per un posto come questo!) e strani traffici fra montagna e pianura che nascondono un bel giro di soldi. Ma, al di là della storia di base, ciò che amo molto in questi libri è la volontà di far conoscere alla massa una realtà che attraversa un periodo di grande difficoltà. C'è un grosso problema di spopolamento della montagna, le fabbriche chiudono e bisogna trasferirsi in pianura, e l'abbandono ulteriore e l'incuria di chi rimane è la causa di enormi problemi di origine idrogeologica. Le montagne abbandonate franano, lo sanno tutti.
Poi c'è anche una frana che definirei sociale, la scomparsa di una realtà, di un modo di vivere anche il territorio che erano l'eredità dei nostri nonni, ma che noi non siamo stati capaci di fare nostri e di tramandare ai nostri figli. La montagna non è un posto per la frenesia; qui il modello cittadino non può portare a nulla di buono, non si può vivere qui come si vive a Bologna. O si accetta questo e si cerca di creare un'economia che abbracci la realtà del luogo o si è destinati al fallimento.
Ecco, tutto questo ho trovato nel libro di Guccini e Macchiavelli, e per questo lo consiglio.
Forse non è un libro che tutti possono capire, ma con un piccolo sforzo è possibile approcciarsi ad un tipo di vita che viaggia ad una velocità diversa e che racchiude una sua peculiare e grande bellezza.

Dei due autori vorrei segnalare anche il ciclo del Maresciallo Santovito, ambiantato sempre negli stessi luoghi ma in un diverso periodo storico, dal periodo fascista e della seconda guerra mondiale fino circa agli anni 60. Romanzi molto belli che ho amato anche di più di quelli recensiti. Ci sentivo il ricordo dei miei nonni in quelle storie, non potevo non amarle!



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