venerdì 16 febbraio 2018

VdL - Autosole, Carlo Lucarelli

Quello di oggi non è un romanzo (data la brevità del testo) ed in effetti nemmeno una raccolta di racconti, è più uno spaccato di varia umanità sullo sfondo di un ingorgo autostradale.
Se ci pensate bene lo spunto è geniale. Alzi la mano chi non si è mai soffermato a speculare sulle vite di coloro che ci sfrecciano accanto in autostrada, in treno, in autobus! Io da ragazza lo facevo spesso, ora meno, sono troppo presa dai miei casini credo ... Ma le vie di comunicazione sono straordinariamente affascinanti, non trovate? Un gioco che facciamo spesso quando con la famiglia andiamo in vacanza in Puglia è "indoviniamo quella macchina lì dove va' in vacanza", un modo per passare il tempo certo, ma dietro c'è il pensiero che ogni macchina contiene vite, destini, sogni, traguardi e destinazioni a noi sconosciuti.
Questo è quello che ci racconta Lucarelli in questo libretto.
Ci troviamo in un punto imprecisato dell'autostrada del Sole in piena estate, traffico bloccato, non si sa perché; la colonna si muove a singhiozzo e l'attenzione del narratore si appunta su alcuni mezzi in particolare, a bordo famiglie in vacanza, giovani diretti in riviera, coppie di fidanzati, camionisti, delinquenti comuni, ministri corrotti, poliziotti e guardie giurate.
Ogni mezzo è una storia ed ogni tanto le storie s'incrociano, anche solo per quell'istante, un istante che però può cambiare il destino di qualcuno.
Ma non lo sapremo mai. Perché, così come nella realtà, la vita di chi ci passa accanto in autostrada è per noi solo una meteora, non sapremo mai cosa sarà di loro. Il racconto dunque non ha una fine. Tutto viene lasciato in sospeso, nel solleone estivo, nella coda che non si sblocca e che nel delirio del momento potrebbe anche durare per sempre .....
Surreale e realistico al tempo stesso. Veloce da leggere (una sessantina di pagine) ma a suo modo geniale.



Trovate QUI tanti altri suggerimenti di lettura!



venerdì 9 febbraio 2018

VdL - Un segreto non è per sempre, Alessia Gazzola

A quanto pare le serie sono la mia passione del momento, e quindi eccomi qui a presentarvi il secondo volume della serie L'allieva che narra le vicende dell'aspirante anatomopatologa Alice Allevi. Di lei vi ho già raccontato in questo post. Come scrissi già allora, continuo ad identificarmi nella sbadatissima Alice, che però, in questa seconda avventura, si dimostra più matura e brillante e non commette grosse corbellerie, anzi dimostra notevole acume e sensibilità riuscendo così a dipanare la trama di un mistero molto complesso.
Protagonista del mistero è Konrad Azais, anziano scrittore dalla carriera altalenante e dalla vita romanzesca; Alice viene invitata a partecipare agli accertamenti richiesti dai figli dell'uomo per l'interdizione dello stesso al fine di invalidare un suo eventuale testamento. Konrad infatti ha nominato sua erede universale Amelie Volanger, figlia della sua ex-amante e del suo ex migliore amico. Prima che il procedimento d'interdizione abbia termine, però, Azais muore per quella che pare morte naturale se non fosse che il vecchio ha lasciato una lettera che orienta verso il suicidio. Il mistero è fitto e l'autopsia non da risposte certe. Come se non bastasse, alcuni giorni dopo Amelie Volager muore travolta da un'auto pirata: coincidenza? Alice non crede molto alle coincidenze ed i segreti che il clan Azais nasconde sono proprio troppi per poterci passare sopra e Alice è curiosa lo sappiamo, troppo per lasciar fare all'ispettore Caligaris senza che lei ci metta il naso!
Purtroppo Alice non è così brillante nella sua vita privata. Qui appare dolorosamente in bilico fra Arthur, reporter giramondo, ed il fascinoso dottor Conforti, suo superiore, donnaiolo impenitente che però dimostra di avere un grosso debole per lei. La nostra eroina si logora nel dubbio e combina un sacco di pasticci ritornando però sempre al punto di partenza.
Molto carino, questo libro mi è piaciuto anche più del primo; Alice è maturata, per lo meno nell'etica professionale, si dimostra intelligente e delicata nell'approccio all'animo umano. Come ho già detto la volta scorsa questi non sono propriamente libri gialli: c'è una morte su cui indagare, ma la protagonista indaga sui sopravvissuti, sulle loro vite passate; è tutto molto ben strutturato, la storia fila scorrevolmente nonostante non sia una vicenda semplice, non ci sono errori, non ci sono dubbi. E poi c'è la vita di Alice, le sue gioie ed i suoi drammi, la famiglia, gli amici, la dolce Yukino che decide di tornare in Giappone (differenza con lo sceneggiato) e la lascia sola con la squilibrata Cordelia.
Anche stavolta vi consiglio di immergervi nel mondo di Alice Allevi anatomopatologa pasticciona, credo davvero che non resterete delusi.



ecco qua gli altri suggerimenti di lettura di oggi

venerdì 2 febbraio 2018

VdL - Hyperversum Il Falco e il Leone, Cecilia Randall

Complici malanni stagionali di varia entità, sono riuscita a portare a termine la lettura del secondo volume della serie Hyperversum; volume che avevo cominciato ad agosto dell'anno scorso! Non so come mai ma la lettura non scorreva... probabilmente era colpa mia, non ero in vena, perché poi, detto fatto, in pochi giorni ho divorato il resto della storia.
Se ricordate, grazie alla nostra amica Maris, avevo finalmente messo mano alla saga e vi avevo parlato qui del primo volume che mi aveva letteralmente entusiasmata, tanto che avevo immediatamente messo mano al secondo.

Sono passati due anni da quando Ian e Daniel sono usciti da Hyperversum; Ian è sopravvissuto alle ferite, ma non si da pace, deve tornare da sua moglie e deve veder nascere suo figlio. Ma il gioco non risponde. Per quante volte ci provi Ian non riesce a tornare nel Medioevo. Decide allora che deve provare a tornare indietro in compagnia di Daniel: organizza tutto, la data del ritorno, il luogo, cosa raccontare a chi li vedrà riapparire dopo mesi di assenza e stavolta il gioco li riporta davvero nel passato. Ma il destino ha in serbo qualcosa di diverso per loro e così, invece di rientrare a Chatel Argent da sua moglie, Ian e Daniel vengono rapiti dal barone inglese Martewall e portati in Inghilterra. Qui finiscono per separarsi e la Storia li costringerà a combattere al fianco dei baroni contro il crudele re Giovanni Senza Terra, in un'altra straordinaria avventura che creerà nuove alleanze e getterà le basi per la caduta di Giovanni e la firma della Magna Charta Libertatum.

Non so spiegare perchè ho impiegato così tanto tempo per finire questo libro. E' un buon libro, ben congegnato, ma nella parte iniziale non mi prendeva. Devo dire che, diversamente dal primo volume, in questo c'è moltissima azione, forse anche troppa, combattimenti continui, fughe rocambolesche... bello sì, ma io non disdegno un po' di approfondimento storico che, a mio parere, era più presente nel primo libro. In ogni caso si tratta di una bella lettura, la storia dei due protagonisti attrae ed il periodo storico è, a mio parere, molto interessante e comunque abbastanza conosciuto dalla maggioranza dei lettori (Giovanni Senza Terra è il sovrano di Robin Hood per intenderci).
Continuerò senza dubbio nella lettura della saga, ma farò un pausa prima di affrontare il terzo libro!



troverete qui gli altri consigli di oggi

venerdì 22 dicembre 2017

VdL - Gatti, merletti e chicchi di caffè, Anjali Banerjee

Anjali Banerjee è una scrittrice che avevo già incontrato col romanzo La libreria dei nuovi inizi. Anche col libro di oggi conferma la prima impressione: una scrittura piacevole, non particolarmente impegnata, impregnata di spiritualità e scaramanzia. Non troppo male per le vacanze natalizie dai!
Lily è rimasta vedova da poco e non riesce più a vivere a Sheattle, così carica armi, bagagli e vestiti preziosi e originali disegnati dal suo amato marito e si trasferisce a Shelter Island. Qui Lily vorrebbe semplicemente aprire un negozietto di abiti vintage e eclissarsi fra pizzi e merletti. Ma, al suo arrivo, un bel micione bianco s'introduce nella sua casa e nella sua vita e, oltre a rovinarle un abito da sposa di Versace, la costringe a mettere il naso fuori di casa (per trovare il proprietario del gatto) e ad incontrare così gli altri abitanti dell'isola. Un maturo e maldestro veterinario e la sua giovane figlia riusciranno a fare breccia nel suo cuore ferito.
Insomma, niente di indimenticabile no? Già visto, già letto.
Nonostante ciò la lettura scorre via leggera, la storia è quella di una classica commedia romantica che fa sempre bene al cuore e, in un trionfo di gaffe e buoni sentimenti si chiude il libro, alla pagina finale, senza colpo ferire.
C'è di meglio ragazze, c'è di meglio, ma se il genere piace (e a volte si ha voglia proprio di quel genere) non si rimane troppo delusi.
Per romanticoni inguaribili che vedono nella vita un pizzico di magia.



le letture di oggi sono QUI
I

venerdì 15 dicembre 2017

VdL - Tempo da elfi, Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli

Sono stata un pochino assente ultimamente, ma ecco qui per presentarvi l'ultima fatica dell'ormai collaudata coppia Guccini-Macchiavelli "Tempo da elfi". Il libro è già stato recensito, un paio di mesi fa, da Denny sempre nel Venerdì del libro; per leggere la sua opinione potete cliccare qui.
Io stessa ho recensito i due libri precedenti del ciclo di Poiana, Malastagione e La pioggia fa sul serio.
Riassumendo, per chi non ha seguito le trame precedenti, i romanzi hanno come protagonista Marco Gherardini, detto Poiana, ispettore della Forestale di stanza nel suo paese natale, Casedisopra, un paesino dell'appennino tosco-emiliano. Come ho già ampiamente detto nei post precedenti amo molto questi romanzi anche perchè io vivo a Casedisopra, un luogo che ovviamente è di fantasia ma che è comunque ispirato ai paesi qui dei dintorni dove anche il nostro buon Guccini ha scelto di trascorrere la vecchiaia.
Dunque questa è la terza avventura del giovane Poiana. Stavolta Guccini e Macchiavelli puntano l'obiettivo su una realtà molto particolare della nostra zona, la comunità degli Elfi. Questa singolare comunità è presente da alcuni decenni; si tratta di persone, provenienti da ogni dove, che hanno scelto di abbandonare la società moderna con la sue comodità ma anche con i suoi obblighi, per vivere una vita semplice e più vicina alla natura. In queste zone hanno trovato piccolissimi borghi o isolati seccatoi abbandonati per lo più nella prima metà del secolo scorso e di cui ormai si sono perse le tracce dei proprietari; qui si sono stabiliti, ristrutturandoli in maniera spartana, senza luce e acqua corrente, vivendo di quello che il bosco ed i piccoli orti da loro coltivati donano. Inizialmente i nomi dei luoghi ed anche delle persone erano ispirati agli elfi del Signore degli Anelli. Scendono a valle per vendere i loro prodotti di artigianati alle fiere locali, per suonare chiedendo qualche monetina ed ovviamente per fare la spesa e comprare materiale edile: se possono utilizzano il baratto. I loro figli vengono educati a casa fino ad un certo punto, poi vengono mandati alla scuola statale. Gli Elfi vivono la loro vita in assoluta pacifica convivenza con gli abitanti diciamo normali; ogni tanto giunge voce di una qualche sequestro di piccole coltivazioni di marijuana, ma se tutto ciò sia vero o leggenda metropolitana non mi è dato saperlo! Personalmente quello che so degli elfi deriva dal fatto che  mio marito lavorava per un magazzino edile ed è andato moltissime volte a consegnare loro del materiale; per questo motivo so anche che alcuni personaggi del libro sono personaggi veri, come Giacomo, Pietra e la sua famiglia. Mio marito è un grande chiacchierone!
Come viene detto nel libro è però vero che anche questa comunità sta cambiando, ormai siano alla seconda generazione, ragazzi nati e cresciuti qui che però non sono refrattari a qualche comodità, hanno il cellulare, la connessione internet e non disdegnano lo scambio in denaro. Le cose cambiano come in ogni comunità grande o piccola che sia.
Perciò gli Elfi sono protagonisti di questo romanzo dal momento che un omicidio è stato commesso all'interno della loro comunità. Questo fatto darà non pochi grattacapi al buon Poiana che già ha di che pensare visto che, di lì a qualche mese, il Corpo di cui ha scelto di fare parte cesserà di esistere e verrà accorpato a quello dei Carabinieri. La cosa proprio non va giù ne' a lui ne' ai suoi colleghi ne' probabilmente agli autori che insistono per tutta la narrazione su questo fatto increscioso. Addirittura il protagonista arriverà a mettere in dubbio il suo futuro di pubblico ufficiale. Nel frattempo però la Benemerita latita e tutto il lavoraccio se lo deve fare Poiana, su e giù per i boschi, sempre più abbandonati e incolti e meno male che almeno ci sono gli Elfi a tenere aperti i sentieri! Cammina, cammina, anche questa "storia lunga e complicata" verrà risolta ma la verità forse dovrà bastare solo a Poiana.
Poiana non è un personaggio che amo molto, da questo punto di vista preferivo il maresciallo Santovito. Però, rispetto al volume precedente, questo romanzo mi è piaciuto di più, soprattutto si è risollevato sul finale quando il protagonista si ritrova solo a tu per tu con la natura, con i suoi monti, con la sua terra. Poiana trova consolazione nella natura, nel bosco, nell'acqua fresca dei ruscelli, in questo lo invidio.
La trama è carina ma non indimenticabile, Poiana ha questo suo modo di procedere che un po' fa perdere la pazienza, un passo avanti e due indietro; ma il libro permette di conoscere una realtà molto interessante quindi nel complesso lo consiglio.



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