venerdì 7 dicembre 2018

Vdl - La ragazza che giocava con il fuoco, Stieg Larsson

A distanza di qualche mese ho messo mano alla seconda avventura con protagonista Lisbeth Salander; devo dire che mi è piaciuta molto, anche più del primo romanzo, tanto che subito dopo ho cominciato il terzo ed ultimo volume della serie Millennium.
Anche questa volta la vicenda è doppiamente narrata da Lisbeth e dal giornalista Mikael Blomkvist.

Lui e Lisbeth si sono persi di vista da circa un anno ed il giornalista di Stoccolma ha per le mani un caso veramente rovente: un'inchiesta/libro sul trafficking, il traffico dei sesso minorile fra l'ex Unione Sovietica e la Svezia.
Autore del libro e dell'inchiesta sono Dag Svensson e Mia Bergman; Dag diventa collaboratore di Millennium e continua a scavare su un nome, Zala, che continua a comparire in modo misterioso nella vicenda.
In modo sorprendente l'inchiesta riguarda anche Lisbeth, riguarda quel periodo della sua fanciullezza di cui nessuno sa nulla, in cui, come dice lei, è successo Tutto Il Male... 
Finché una sera Mikael si reca a casa di Dag e Mia e li trova assassinati: tutti gli indizi puntano su Lisbeth, ma Mikael la conosce abbastanza da sentire odore di bruciato. Non rimane che fare luce sul passato della ragazza, un passato che però in molti vogliono tenere nascosto. Anche a costo di uccidere.

Partendo comunque dal presupposto che la storia è un tantino inverosimile (ma, si sa, la realtà a volte è peggio di un film e quindi non diamo nulla per scontato) la trama comunque è costruita in modo avvincente. Si legge benissimo e non si vede l'ora di sapere cosa s'inventerà la nostra Lisbeth per togliersi dagli impicci per l'ennesima volta. Il tutto la trasforma vagamente in una specie di supereroina togliendo, come dicevo sopra, verosimiglianza alla vicenda.
Tutto il romanzo si regge sul suo personaggio, come già dissi del primo volume. Mikael Kalle Blomkvist è una buona spalla, ma la protagonista è lei, piccola, fragile, misantropa, intelligentissima, pericolosa se provocata. Una ragazza affascinante nonostante tutto. Ed infatti tutti ne restano affascinati, alla fine. In questo romanzo scopriremo il suo segreto, Tutto Il Male, e chi ne è stato la causa. Resta da vedere se riuscirà finalmente ad avere giustizia. Il romanzo, come accade spesso con i secondi volumi di una trilogia, di fatto non finisce ma lascia la storia aperta sul terzo romanzo. Presto seguirà la recensione dell'ultimo volume della trilogia.



GIUDIZIO CRITICO: ❀❀❀

Sul sito di Homemademamma, che promuove il Venerdì del Libro, troverete altri suggerimenti di lettura.

venerdì 30 novembre 2018

VdL - Parlami di battaglie, di re e di elefanti, Mathias Enard

Il romanzo di cui vi parlo oggi è in realtà poco più di un racconto. La narrazione parte da ciò che pare essere un fatto reale: nel 1506 Michelangelo venne invitato a Costantinopoli dal sultano Bayazid che vuole fargli costruire un ponte in mezzo al porto della città, una struttura portentosa che dovrà sorgere sul Corno d'Oro.
Da questo punto in avanti realtà e fantasia sono piuttosto confuse: si sa che Michelangelo obiettò di non essere un ingegnere, ma l'impresa lo tenta per vari motivi. Prima di tutto è in fuga da Roma e da papa Giulio II e dalle sue ire; in secondo luogo già Leonardo da Vinci venne interpellato per la costruzione del ponte, ma il suo progetto non piacque al sultano ... quale migliore occasione per umiliare il rivale?
Di fatto non è certo se veramente Michelangelo abbia accettato l'invito e si sia recato a Costantinopoli, ma Enard ipotizza di sì ed il romanzo è una cronaca di questo viaggio. Giunto nella città turca allo scultore fiorentino vengo assegnati un traduttore, un paggio ed un segretario; il segretario è Mesihi da Pristina, personaggio reale, poeta e artista protetto del visir, che guida Michelangelo attraverso la città e le sue bellezze.
Devo dire che tutto sommato ho trovato sostanzialmente strumentale la presenza di Michelangelo, sembra messo un po' lì per incuriosire ed attirare l'attenzione del lettore; il protagonista sarebbe potuto essere chiunque altro e non sarebbe cambiato nulla ai fini della storia. Più che una vicenda è l'affresco di un periodo, il '500, e di una città, Costantinopoli.
La prosa è molto bella e utilizza un lessico interessante, quasi d'altri tempi; scorrevole, si legge in poco tempo.
Diciamo che tutto sommato non lascia molto, ma leggerlo non è faticoso quindi vale la pena togliersi la curiosità.



GIUDIZIO CRITICO: ❀❀

Gli altri suggerimenti di oggi li trovate sul blog di Homemademamma, promotrice del venerdì del libro.

venerdì 9 novembre 2018

VdL - Il matrimonio di mio fratello, Enrico Brizzi

La prima volta che ho incontrato "incontrato" Enrico Brizzi ero una giovane universitaria appena uscita dal liceo di cui conservavo ancora gli odori e gli ardori; il suo primo libro, "Jack Frusciante è uscito dal gruppo", fu un po' un colpo di fulmine pur nella sua semplicità. Per me era facile amarlo e farlo mio: ambientato a Bologna, la mia città, nei luoghi che conosco e che amo, il liceo Galvani in fondo non così diverso dal mio liceo di provincia, gli amici, le serate pazze e inconcludenti, l'amore adolescenziale ... eh ... chi non se lo ricorda?! All'epoca erano cose così vicine nel tempo che finii per adorare questo libro, leggendolo e rileggendolo fino consumarlo.
Dopo quasi 25 anni "rincontro" il signor Brizzi e ... beh, siamo cresciuti entrambi, siamo due adulti che parlano e scrivono/leggono da adulti. Ma ci conosciamo e ci riconosciamo in una corrispondenza che si rinnova anche a distanza di tempo. Questa è una storia da adulti, ma la narrazione è dolce e nostalgica come, a modo sua, lo era quella del protagonista adolescente di allora; solo più matura e disincantata.
Trama tratta da Mondadori:
Teo ha 39 anni, un lavoro sicuro, una bella casa, una macchina aziendale ed una donna diversa ogni week-end. Non ama impegnarsi troppo a fondo per quel che riguarda i sentimenti, ma la sua vita gli va abbastanza bene così. Non come suo fratello Max che ha sempre avuto un atteggiamento radicale in ogni cosa: nel rapporto con i genitori come nell'amore per l'alpinismo; nello sposarsi a fare i figli dopo i trenta, come nel separarsi rovinosamente dopo i quaranta.
Teo sta rientrando a Bologna dopo giorni di lavoro lungo la costa adriatica quando riceve la telefonata dei genitori, i quali lo informano, angosciati, che Max non si trova insieme ai suoi bambini.
Così Teo si lancia in un viaggio a rotta di collo verso l'Alto Adige, dove Max vive. Un viaggio che è anche un viaggio nel passato.

Sostanzialmente questo romanzo è la narrazione della vita, dagli anni '70 ad oggi, di una famiglia italiana normalissima, come ce ne sono tante, potrebbe essere la mia come la vostra. Per questo, quello con Enrico Brizzi, è stato di nuovo un incontro emotivo molto bello.
Io sono sostanzialmente coetanea di Max, quindi leggere la loro vita, dall'infanzia all'età adulta, è stato un po' come rileggere la mia. I giochi da bambini in cortile, le vacanze al mare in Romagna con la nonna, persino l'amore per la montagna, pure questo abbiamo in comune. La scuola, gli anni che passano, l'inevitabile distanza che in adolescenza si crea fra fratelli; il rapporto con la famiglia, che è diversa dalla mia ma alla fine neanche poi così tanto; il ritrovarsi, una volta adulti.
Sullo sfondo l'Italia che cambia e che fa capolino fra le pagine e nella vita dei protagonisti: dall'"Italia da bere" degli anni '80, al terremoto di Mani Pulite alle incertezze della Seconda Repubblica. Noi, figli degli anni '70, figli del boom economico, eravamo destinati a grandi cose; abbiamo avuto un'istruzione eccellente, pagata a suon di sacrifici dai nostri genitori, convinti che questo ci avrebbe spianato la strada verso una vita di successo. Ma la società è cambiata attorno a noi e ci siamo ritrovati ad annaspare soffocati da mutui impossibili, lavori precari ed un'economia che non è più in boom ma in flop.
Quindi, quello che sembra un romanzo semplice, forse pure banale, è invece un romanzo che narra in maniera puntuale ed efficace la storia degli ultimi 40 anni, i cambiamenti sociali e culturali, il tutto attraverso gli occhi di due fratelli.
In questo libro ho ritrovato Bologna, i bolognesi, le mie esperienze dall'infanzia alla maturità; ho ritrovato il mio Paese, i suoi cambiamenti e le sue promesse infrante; ho ritrovato anche le mie montagne, dall'appennino bolognese, dove vivo, all'Alto Adige che amo fin dalla fanciullezza e che per me, come per Max, è il luogo del cuore.
Non vi garantisco che, per tutti i motivi personali sopra elencati, questo romanzo piacerà a voi com'è piaciuto a me, ma io ve lo consiglio comunque.
La narrazione è scorrevole e rende piacevole la lettura, i personaggi sono studiati ed analizzati veramente molto bene; non mancano le situazioni divertenti ed i simpatici aneddoti famigliari che strappano un sorriso.
Come inciso segnalo che la parte riguardante le scalate degli "ottomila" mi ha spronata ad un personale approfondimento del tema, facendomi scoprire alcuni testi (fra i quali la biografia di Manolo) che sono entrati di prepotenza nella lista dei libri da leggere. Non da ultimo mi sono resa conto che per tutto il tempo mi ronzava in testa una frase: Sector, no limits ... poi dicono i condizionamenti della pubblicità 😄



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venerdì 26 ottobre 2018

VdL - L'atlante di smeraldo, John Stephens

Il fantasy è senza dubbio uno dei miei generi preferiti, quindi, quando ne trovo uno, di solito mi ci butto a pesce!
L'atlante di smeraldo è il primo romanzo di una trilogia chiamata "I libri dell'inizio".

"Nella notte di Natale che Kate non dimenticherà mai, lei ed i suoi fratelli, Michael ed Emma, vengono prelevati da casa e portati via dalla loro famiglia con il consenso dei genitori. Kate si rende conto che qualcosa di grave sta accadendo, ma ha solo quattro anni e non riesce a comprendere. Dieci anni dopo, dopo un numero spaventoso di orfanotrofi, i tre fratelli approdano all'istituto di Cambridge Falls, un posto stranissimo pieno di stanze ed oggetti bizzarri. Poco a poco molte domande si affacciano alla mente dei tre ragazzi; fino a quando viene rinvenuto un misterioso libro verde che sembra brillare di luce propria..."

Diciamocelo: questo libro è pieno zeppo di luoghi comuni tipici dei libri fantasy. La famiglia separata, i tre protagonisti che si ritrovano "magici" a loro insaputa, il viaggio nel tempo, maghi, orchi, streghe, giganti, nani e, non da ultimo, libri fatati! La prima cosa che si pensa è: beh dai ne verrebbe un discreto film (fra l'altro credo che sia stato proprio così!).
Insomma di questa accusa il libro è colpevole senza ombra di dubbio. Ma .... la trama tiene. Quindi nonostante l' "Oh my God!" iniziale il libro si lascia leggere, anche se il target è preadolescenziale, anche un lettore più maturo può trovare fonte di svago soddisfacente.
Quindi consiglio sicuramente di regalarlo ai vostri ragazzi e, se vi incuriosisce, buttateci un occhio pure voi.
Buona lettura!



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venerdì 28 settembre 2018

VdL - Una vita perfetta, Renée Knight

In occasione della puntata al mare di fine estate, mi sono buttata sul cartaceo con questo romanzo comprato online "sulla fiducia" visto che le recensioni non erano delle più entusiasmanti.
Invece a me è piaciuto ed ho trovato la trama per nulla banale come invece i più asserivano.

Catherine Ravenscroft non riesce più a dormire da quando, durante il trasloco nella nuova casa, un libro è misteriosamente comparso fra le sua cose. Non si riesce a capire da dove sia arrivato, ma quel libro parla di lei; di lei e di un lontano pomeriggio in cui è accaduto qualcosa, qualcosa che Catherine ha imposto a se stessa di dimenticare. E pensare che Catherine avrebbe già abbastanza a cui pensare: un matrimonio che si tiene a galla per inerzia, un figlio che la respinge e che è a sua volta problematico. Ma questo lo sa solo Catherine; agli occhi del mondo la sua vita è perfetta: un lavoro di successo come documentarista, un marito premuroso, un figlio che ha trovato un lavoro (magari non proprio il lavoro dei sogni) e sembra aver superato il suo momento difficile, una bella casa nuova. E adesso quel libro che la ossessiona e che comincia ad aprire una crepa nella facciata di perfezione della sua vita. Chi può sapere qualcosa che nessuno al mondo dovrebbe sapere? Cosa vuole da lei? Catherine comincia ad indagare e piano piano capisce chi può essere ad avercela tanto con lei.

Ci sono molti modi di mistificare la verità e, a volte, si può fare anche in buona fede, convinti di essere nel giusto. Questo romanzo tratta di questo: le molte facce della verità. Non sempre le cose sono come sembrano e prima di trarre conclusioni da fatti circostanziali sarebbe opportuno indagare più a fondo o quantomeno concedere il beneficio del dubbio. Ma, in realtà, tutti tendiamo a saltare alle conclusioni e a puntare il dito contro il colpevole.
Ma la realtà è un'altra cosa.
Scritto bene e con una trama interessante e dolorosamente realistica. Lo consiglio comunque come lettura leggera.



GIUDIZIO CRITICO: ❀❀❀

Grazie ad Homemademamma per l'iniziativa ed i suggerimenti di oggi