venerdì 15 settembre 2017

VdL - Rose Madder, Stephen King

Rieccomi. Con la fine dell'estate torno sempre anche io... In questi mesi sono stata poco presente sul web ma molto attiva come lettrice, quindi ho un po' di materiale da presentarvi nei prossimi appuntamenti.
Oggi comincio con un autore di ho già parlato qui, recensendo The Dome, e che amo molto, Stephen King. Siccome non mi ero abbastanza spaventata leggendo "Helen Driscoll", ho pensato bene di buttarmi sul buon vecchio King che turbarmi ancora un pochettino e devo dire che ci sono riuscita in pieno.
Rose Madder non è forse uno dei suoi romanzi meglio riusciti, ma spaventare spaventa e schifare schifa quanto basta.
Rose è la maltrattata (ma è un eufemismo) moglie di Norman, poliziotto di un'imprecisata città del NordEst. Dopo anni e anni di vessazioni una mattina Rose esce di casa con solo la borsetta e la carta di credito di Norman e fugge. Fugge a caso, senza meta, approdando in una non identificata grande città del Mid-West, dove trova rifugio in una casa famiglia per donne maltrattate, la Figlie e Sorelle, che l'aiutano a ritrovare fiducia in se stessa e a trovare anche un lavoro. Un giorno Rose entra d'impulso in un negozio d'antiquariato dove incontra Bill, che farà breccia nel suo cuore ferito, e dove acquista uno strano dipinto raffigurante una donna in abiti dell'antica grecia: sul retro del quadro c'è la scritta Rosa Madder che, tradotto in italiano, è un colore, il "rosa di robbia". Nel frattempo Norman è a caccia di Rose, perchè uno come lui non può accettare di essere piantato in asso dalla moglie come un fesso qualunque; la scia di sangue che lascia durante la caccia è fra le più agghiaccianti del repertorio di King. 
Mentre Norman si avvicina sempre più a lei, il quadro comincia a dare strani segnali finchè una notte si allarga la punto che Rose vi entra dentro... Dentro quel mondo, che rimanda ad uno dei mondi paralleli descritto in un altra serie di King, Rose incontra la misteriosa donna del quadro ed una sua serva di nome Dorcas; la donna del quadro le chiede di aiutarla in un'impresa pericolosa, Rose accetta e la donna le promette che, in caso di bisogno, saprà restituirle il favore.
Una volta uscita dal quadro Rose dimentica tutto, ma quando Norman la troverà ed aggredirà le sue amiche della Figlie e Sorelle, ricorda e capisce che ha bisogno dell'aiuto promesso.
In una lotta finale dove Norman e Rose assumono sembianze mitologiche, giustizia sarà fatta e il marito sadico subirà la giusta pena.
Ma ogni cosa ha un prezzo, e la Furia suscitata potrebbe non essere così semplice da sopire.
La cosa decisamente insolita del romanzo è il riferimento alla mitologia greca ed in particolare alle Erinni, personificazioni femminili della Vendetta (Furie nella mitologia romana).
Nel complesso però non l'ho trovato all'altezza di altri romanzi dello stesso autore; il viaggio all'interno del mondo greco è rivisitato in una chiave che non ho amato molto, piegato alla vena horror della vicenda.
Quello che invece viene descritto molto bene è l'incubo di vivere vicino ad un mostro, un uomo che dovrebbe amare e proteggere la propria compagna ed invece la sottopone a soprusi fisici e psicologici terribili. Una situazione che finisce per annientare la personalità di Rose, rendendola una donna insicura, spaventata dal mondo, col corpo a pezzi e con l'anima piegata.
Vederla riemergere dal baratro getta uno sprazzo di luce su una vicenda angosciante. Si comprende anche però che certe ferite lasciano un segno che non guarisce mai. Rose alla fine impara a vivere, ma il segno rimarrà per sempre dentro di lei, che diverrà madre e moglie nonostante Norman.
Come ho già detto in passato, King è fatto per chi lo ama, quindi non consiglio ma indico e lascio alla sensibilità di ognuno la voglia di leggerlo.



QUI i consigli di oggi


venerdì 21 luglio 2017

Vdl - Io sono Helen Driscoll, Richard Matheson

Con questo romanzo vorrei portarvi un pochino indietro nel tempo, almeno chi non è troppo giovane ed ha un ricordo abbastanza preciso dei film americani che passavano in TV negli anni 70-80. Erano film spesso degli anni '60, con atmosfere patinate ed un linguaggio d'altri tempi, educato e mai sopra le righe; se poi qualcuna di voi si ricorda dei bellissimi film di Alfred Hitchcock allora centriamo perfettamente l'ambientazione di questo racconto di Richard Matheson scritto nel 1958. Tanto per intenderci si tratta dello stesso autore di "Io sono leggenda" da cui è stato tratto il film con Will Smith; lo stesso autore che nel 1962 venne chiamato appunto da Alfred Hitchcock a lavorare al suo film "Gli uccelli".
Sono fin da bambina una fan sfegatata di Hitchcock, tanto è vero che sono riuscita a far vedere a due figlie e ad un marito riottosi "La finestra sul cortile", il film che preferisco in assoluto, e ne sono stati entusiasti.
Motivo per cui questo racconto lungo, perché dire romanzo è un po' eccessivo visto che si legge in mezza giornata, mi ha preso tantissimo riportandomi ad un linguaggio e ad un'espressività un tantino agée che da molto tempo non incontravo più.
La vicenda si svolge in California ed il protagonista è il giovane Tom, impiegato con moglie in dolce attesa e figlioletto in tenera età. La loro tranquilla vita di provincia, con tanto di casetta in affitto e vicini giovani, cordiali e leggermente invadenti, viene turbata da un fatto apparentemente innocuo; durante una cena a casa dei vicini, il cognato di Tom, Phil, lo ipnotizza. Al suo risveglio sembra che la cosa sia finita lì, nel divertimento dei vicini più caciaroni e nel turbamento di quelli d'animo più impressionabile, ma non è proprio così. Quella notte Tom proprio non riesce a prendere sonno e, mentre vaga per la casa in cerca di pace vede qualcuno/qualcosa, una presenza incorporea che lo lascia sconvolto: Tom è sicuro, ha visto un fantasma.
Ne parla con moglie e cognato che danno la colpa a mancanza di sonno e autosuggestione; ma le stranezze non finiscono,anzi peggiorano nei giorni successivi quando Tom comincia anche ad essere preveggente: "vede" le cose prima che accadano. Il problema è che Tom non vede delle cose tanto belle, vede la morte della suocera, vede la giovane vicina che spara al marito e cose così.... E continua a vedere il suo fantasma, che è una donna e che è Helen Driscoll...
Chi sia Helen Driscoll e perchè appaia a Tom lo faccio scoprire a voi.
Essendo un racconto datato la trama è un pochettino prevedibile, ma ciò non toglie nulla alla suspance.
Piccola nota di costume: il titolo originale era "A stir of echoes", il titolo italiano venne dato per farlo somigliare a "Io sono leggenda" ma finisce per svelare gran parte del mistero che nella versione originale rimane tale fin quasi alla fine. Brutto vizio italiano!
Anche da questo libro è stato tratto un film "Echi mortali" del 1999 con Kevin Bacon che però non ho visto e di cui non posso dirvi nulla.
Lettura veloce, estiva, paurosa quanto basta, insomma dai leggetelo e ditemi cosa ne pensate!



le altre letture di oggi sono QUI

venerdì 7 luglio 2017

VdL - Nel bosco di Aus, Chiara Palazzolo

"Tremate che le streghe son tornate
Ammaliando per essere adorate
Sogno proibito di un desiderio
Baciami re ti svelerò il segreto"

Questa è la rima che mi è ronzata in testa durante tutta la lettura del romanzo che vi presento oggi "Nel bosco di Aus" di Chiara Palazzolo. Infatti di streghe si parla in questa strana storia che si svolge ai nostri giorni in una località indefinita della Calabria (questo non viene mai detto chiaramente ma ci si arriva da vari accenni durante la lettura).
Carla è una tranquilla madre di tre figli, moglie di Giovanni e professoressa d'inglese alla scuola media del paese. Un bel giorno Giovanni si mette in testa che devono cambiare casa, lasciare il centro cittadino e trasferirsi in campagna; così, con moglie e figli poco convinti, acquista la casa azzurra, una delle case costruite e possedute dalla ricca ed influente famiglia Satriani all'interno del bosco di Aus. Fin dal trasloco Carla comincia a sentirsi strana ed anche i suoi figli cominciano a cambiare comportamento: Andrea rincasa tardi manifestando chiari i segni di alcol e droghe, Nikka diventa chiusa, scontrosa e si tinge i capelli biondi di nero e rosa, il piccolo Albertino invece comincia a raccontare alla mamma di un'orrenda vecchia che si aggira nei dintorni della casa. Stranamente Carla non da molto peso a tutto ciò e, specialmente dopo la morte della sua migliore amica Rita in un ambiguo incidente d'auto, trascura casa e famiglia per andare a trovare la sua nuova vicina ed amica Amanda Satriani. Ma un incubo, sempre lo stesso, popola le notti di Carla, un incubo in cui Rita la mette in guardia da un grave pericolo ed in cui Carla corre, corre a perdifiato nel bosco di Aus per impedire qualcosa o salvare qualcuno, sapendo però che è troppo tardi.
Piano piano Carla entra nella cerchia d'amicizie di Amanda, in cui si giocano tesissime partite a burraco ed in cui lei si sente sempre più in primo piano, potente e temuta; a scuola ottiene un ruolo di prestigio, in società è sempre più al centro dell'attenzione, anche il misterioso Matteo (che ha acquistato un'altra casa Satriani) diviene il suo amante. Ma la sua famiglia è sempre più lontana, sempre meno importante, e Carla si sente sempre più offuscata, confusa, come se non fosse sempre se stessa. Strani avvenimenti rimangono senza spiegazione. Fino alla prima rivelazione grande rivelazione di Amanda: Carla è una strega, per parte di nonna paterna, una strega potenzialmente potente che però ha ancora tutto da imparare.
Ma c'è altro che bolle nel calderone, e Carla lo scoprirà a sue spese in una sfida finale in cui dovrà giocare la vita sua e dei suoi figli affrontando la più potente strega che sia mai passata da quelle parti. Chi perde, perde tutto...

Non è facile dare un'opinione di questo libro. Non posso dire che non mi sia piaciuto, ma nemmeno che mi abbia conquistata. Certamente, ma è un gusto personale, non ho amato molto il modo di scrivere dell'autrice, troppo poco scorrevole e vagamente contorto. Affascinante, nonostante tutto.
Per quanto riguarda la vicenda in se per se, beh ... troppe streghe, alla fine non si capisce più chi sta con chi. Il duello finale è narrato in modo troppo aulico e visionario, non si riesce a visualizzare la scena, altalenante fra una fantomatica partita a carte ed un duello di magia. E qualche personaggio simpatico, mamma mia, non ce n'è uno che si salvi a partire da Carla stessa. In definitiva poteva essere una gran bel libro, ma gli è un po' mancato lo spunto finale.



trovate QUI gli altri suggerimenti di oggi

venerdì 30 giugno 2017

VdL - Ho il tuo numero, Sophie Kinsella

A 3 anni dal mio primo Venerdì del Libro, propongo un altro romanzo della Kinsella, autrice con cui avevo inaugurato le mie recensioni col libro La ragazza fantasma. Stavolta il romanzo è Ho il tuo numero.
Diciamolo, i libri della Kinsella sono un po' tutti dello stesso genere, ma bisogna ammettere che lei è maledettamente brava a catturare il lettore. Pur nella semplicità delle vicende, il racconto scorre via sciolto e piacevole; per cui, anche se si sa già dove si va a finire, ci si va in allegria e volentieri!
Questo romanzo non fa eccezione, la protagonista Poppy sta per convolare a nozze col seducente professore universitario Magnus dopo solo un mese di frequentazione; ma l'inghippo è dietro l'angolo: ad un the di beneficenza Poppy perde l'anello di fidanzamento, niente meno che un anello di famiglia con smeraldo preziosissimo .... un bel guaio! Ed il guaio peggiora perché mentre lo cerca a Poppy scippano il cellulare! Tragedia! Il cellulare è la sua vita, il suo contatto col mondo e, nondameno, con chiunque potrebbe ritrovare il suo anello. Ma forse la fortuna gira perché Poppy trova subito un altro telefonino nel cestino dell'immondizia (ma si è mai sentita una roba del genere?!??); peccato che sia un telefono aziendale appartenente all'ex segretaria di Sam, manager rampante e scorbutico che finisce per entrare in contatto telefonico con Poppy. Quello che seguirà è uno strano accordo di "condivisione temporanea" del cellulare: Poppy potrà tenerlo per qualche giorno a patto di girare a Sam tutti i SMS e le mail di lavoro indirizzate all'ex segretaria. Peccato che Poppy non ce la fa proprio a tenere fuori il naso dagli affari di Sam e finirà per fare un sacco di guai, ma anche per risolverne parecchi, insomma saranno giorni che cambieranno la vita di entrambi. Finale scontato ma carino, anche se un po' troppo ... come dire ... cinematografico,almeno per i miei gusti.
Il libro comunque è molto carino, romantico, estivo, proprio quello che ci vuole in spiaggia!
Buona lettura dunque



QUI gli altri libri di oggi!

venerdì 23 giugno 2017

Smoothie di lamponi bio

Buongiorno a tutti! Eccomi alla seconda uscita della rubrica "Al Km 0" che oggi ha come argomento Aria d'estate.
Ed effettivamente quest'anno l'estate è arrivata presto ed in grande stile, con temperature sostenute e splendide giornate di sole! Poiché la mia portata è la merenda, cosa c'è di meglio quando fa caldo di una bella bevanda fresca, che allevii la calura e, magari, ci nutra anche in modo bilanciato?
Sì perché, non so voi, ma io d'estate finisce sempre che ingrasso! Quindi quest'anno via alla leggerezza!
Ho quindi pensato alla frutta, che col caldo è necessaria, ed in particolare ad un frutto di montagna che personalmente raccolgo in grande quantità nell'orto di mio suocero: il lampone.



Il lampone (o rubus idaeus) è un frutto meraviglioso, ricco di principi attivi tra cui fragarina, tannini, flavonoidi, antociani, mucillagini ed acidi organici complessi. Questo frutto è composto all'84% da acqua, al 5% da fibre e poi via via da proteine, zuccheri, ceneri e grassi; è inoltre ricco di vitamine come la A, quelle del gruppo B, E e C. E' consigliato per le sue proprietà antiossidanti, diuretiche ed ha pochissime calorie, in 100 gr di parte edibile ci sono solo 32 Kcal!

Per quanto riguarda la ricetta di oggi, ho pensato ad una merenda leggera e fresca, che possa piacere anche ai bambini con una piccola variante da adulti che vi illustrerò alla fine: lo smoothie ai lamponi.
Il termine inglese smoothie indica sostanzialmente un frullato ma particolare, cioè a base di yogurt.
Lo smoothie si può preparare sia con frutta fresca che con verdura ed è un alimento sano ed energetico. La principale differenza fra smoothie e frappè sta infatti nella leggerezza: il gelato ed il latte vengono sostituiti dallo yogurt, generalmente magro come nel nostro caso. Per la sua consistenza cremosa e delicata lo smoothie può essere una fresca merenda, un gustoso dessert, una bevanda reintegrante dopo che si è fatto sport: insomma con un po' di fantasia diventa una bevanda veramente versatile e soprattutto gustosa. Il fatto che sia poco calorica ce può far preferire a granite e gelati che invece lo sono molto di più!

Ma andiamo di ricetta: SMOOTHIE AI LAMPONI BIO DEL NONNO GIULIO

Ingredienti per 4 persone:
una bella tazzona di lamponi freschi
500g di yogurt magro
8 cubetti di ghiaccio
latte, se necessario
miele o zucchero di canna, se necessario
guarnizioni a piacere




Si mette tutto nel frullatore e via! una bella frullata a tutto gas! Quello che otterremo è una bevanda cremosa; se lo è troppo possiamo aggiungere latte, volendo anche di soia, pochissimo per volta fino a raggiungere la consistenza che piace.




Si versa un bicchieri alti da frullato e si può guarnire sbizzarrendosi a più non posso: granella, foglie fresche di menta, codette o scagliette di cioccolato, tutto quello che vi passa per la mente e vi piace.
La mia versione non prevedeva l'aggiunta di zucchero, ma considerando l'acidità dei lamponi e dello yogurt al naturale, una puntina di zucchero sicuramente migliora il gusto.
Siccome che io e mio marito l'abbiamo sorseggiato alla fine della cena, ci è venuto in mente di aggiungere alla bevanda un pochino di prosecco ghiacciato e bello frizzante: il risultato è stato piacevolissimo, vi consigliamo di provarlo.




Diciamo pure che per noi la preparazione di questo piatto è stata un'immersione totale nella natura. Iniziando dalla raccolta manuale del lampone che tutti gli anni facciamo su a casa dei nonni; è un po' una tradizione, tutta la famiglia va nell'orto con i secchielli e passa il pomeriggio a raccogliere lamponi; mi sono dimenticata di fare qualche foto, ma mio suocero ha molti metri di arbusti e ci disponiamo alla raccolta ognuno dove preferisce: io all'ombra altrimenti mi brucio come un gambero, mia cognata al sole cocente, le bimbe un po' ovunque e sono più quelli che mangiano di quelli che finiscono nel cestino! con le galline di mia suocera che scorrazzano a destra e a manca. Mia cognata brontola sempre quando c'è da raccogliere i lamponi, ma io lo trovo rilassante!
Una nota è d'obbligo ed è molto importante: i lamponi vanno lavorati entro 24 ore massimo dalla raccolta. E per due buoni motivi:
1. si spappano
2. come diciamo noi "inviviscono", vale a dire "fanno il verme"! e non è proprio il massimo no?!!




Quindi dei 2.5Kg che ho portato a casa con una tazza ho fatto lo smoothie, ma col resto do dovuto fare velocemente della marmellata ..... buonissima!!

Per la rubrica Al Km 0


ecco il menù completo delle nostre ricette dedicate all'estate:
Merenda ospite Manu Smoothie ai lamponi bio

Seguiteci anche su Facebook


Follow my blog with Bloglovin