venerdì 7 luglio 2017

VdL - Nel bosco di Aus, Chiara Palazzolo

"Tremate che le streghe son tornate
Ammaliando per essere adorate
Sogno proibito di un desiderio
Baciami re ti svelerò il segreto"

Questa è la rima che mi è ronzata in testa durante tutta la lettura del romanzo che vi presento oggi "Nel bosco di Aus" di Chiara Palazzolo. Infatti di streghe si parla in questa strana storia che si svolge ai nostri giorni in una località indefinita della Calabria (questo non viene mai detto chiaramente ma ci si arriva da vari accenni durante la lettura).
Carla è una tranquilla madre di tre figli, moglie di Giovanni e professoressa d'inglese alla scuola media del paese. Un bel giorno Giovanni si mette in testa che devono cambiare casa, lasciare il centro cittadino e trasferirsi in campagna; così, con moglie e figli poco convinti, acquista la casa azzurra, una delle case costruite e possedute dalla ricca ed influente famiglia Satriani all'interno del bosco di Aus. Fin dal trasloco Carla comincia a sentirsi strana ed anche i suoi figli cominciano a cambiare comportamento: Andrea rincasa tardi manifestando chiari i segni di alcol e droghe, Nikka diventa chiusa, scontrosa e si tinge i capelli biondi di nero e rosa, il piccolo Albertino invece comincia a raccontare alla mamma di un'orrenda vecchia che si aggira nei dintorni della casa. Stranamente Carla non da molto peso a tutto ciò e, specialmente dopo la morte della sua migliore amica Rita in un ambiguo incidente d'auto, trascura casa e famiglia per andare a trovare la sua nuova vicina ed amica Amanda Satriani. Ma un incubo, sempre lo stesso, popola le notti di Carla, un incubo in cui Rita la mette in guardia da un grave pericolo ed in cui Carla corre, corre a perdifiato nel bosco di Aus per impedire qualcosa o salvare qualcuno, sapendo però che è troppo tardi.
Piano piano Carla entra nella cerchia d'amicizie di Amanda, in cui si giocano tesissime partite a burraco ed in cui lei si sente sempre più in primo piano, potente e temuta; a scuola ottiene un ruolo di prestigio, in società è sempre più al centro dell'attenzione, anche il misterioso Matteo (che ha acquistato un'altra casa Satriani) diviene il suo amante. Ma la sua famiglia è sempre più lontana, sempre meno importante, e Carla si sente sempre più offuscata, confusa, come se non fosse sempre se stessa. Strani avvenimenti rimangono senza spiegazione. Fino alla prima rivelazione grande rivelazione di Amanda: Carla è una strega, per parte di nonna paterna, una strega potenzialmente potente che però ha ancora tutto da imparare.
Ma c'è altro che bolle nel calderone, e Carla lo scoprirà a sue spese in una sfida finale in cui dovrà giocare la vita sua e dei suoi figli affrontando la più potente strega che sia mai passata da quelle parti. Chi perde, perde tutto...

Non è facile dare un'opinione di questo libro. Non posso dire che non mi sia piaciuto, ma nemmeno che mi abbia conquistata. Certamente, ma è un gusto personale, non ho amato molto il modo di scrivere dell'autrice, troppo poco scorrevole e vagamente contorto. Affascinante, nonostante tutto.
Per quanto riguarda la vicenda in se per se, beh ... troppe streghe, alla fine non si capisce più chi sta con chi. Il duello finale è narrato in modo troppo aulico e visionario, non si riesce a visualizzare la scena, altalenante fra una fantomatica partita a carte ed un duello di magia. E qualche personaggio simpatico, mamma mia, non ce n'è uno che si salvi a partire da Carla stessa. In definitiva poteva essere una gran bel libro, ma gli è un po' mancato lo spunto finale.



trovate QUI gli altri suggerimenti di oggi

venerdì 30 giugno 2017

VdL - Ho il tuo numero, Sophie Kinsella

A 3 anni dal mio primo Venerdì del Libro, propongo un altro romanzo della Kinsella, autrice con cui avevo inaugurato le mie recensioni col libro La ragazza fantasma. Stavolta il romanzo è Ho il tuo numero.
Diciamolo, i libri della Kinsella sono un po' tutti dello stesso genere, ma bisogna ammettere che lei è maledettamente brava a catturare il lettore. Pur nella semplicità delle vicende, il racconto scorre via sciolto e piacevole; per cui, anche se si sa già dove si va a finire, ci si va in allegria e volentieri!
Questo romanzo non fa eccezione, la protagonista Poppy sta per convolare a nozze col seducente professore universitario Magnus dopo solo un mese di frequentazione; ma l'inghippo è dietro l'angolo: ad un the di beneficenza Poppy perde l'anello di fidanzamento, niente meno che un anello di famiglia con smeraldo preziosissimo .... un bel guaio! Ed il guaio peggiora perché mentre lo cerca a Poppy scippano il cellulare! Tragedia! Il cellulare è la sua vita, il suo contatto col mondo e, nondameno, con chiunque potrebbe ritrovare il suo anello. Ma forse la fortuna gira perché Poppy trova subito un altro telefonino nel cestino dell'immondizia (ma si è mai sentita una roba del genere?!??); peccato che sia un telefono aziendale appartenente all'ex segretaria di Sam, manager rampante e scorbutico che finisce per entrare in contatto telefonico con Poppy. Quello che seguirà è uno strano accordo di "condivisione temporanea" del cellulare: Poppy potrà tenerlo per qualche giorno a patto di girare a Sam tutti i SMS e le mail di lavoro indirizzate all'ex segretaria. Peccato che Poppy non ce la fa proprio a tenere fuori il naso dagli affari di Sam e finirà per fare un sacco di guai, ma anche per risolverne parecchi, insomma saranno giorni che cambieranno la vita di entrambi. Finale scontato ma carino, anche se un po' troppo ... come dire ... cinematografico,almeno per i miei gusti.
Il libro comunque è molto carino, romantico, estivo, proprio quello che ci vuole in spiaggia!
Buona lettura dunque



QUI gli altri libri di oggi!

venerdì 23 giugno 2017

Smoothie di lamponi bio

Buongiorno a tutti! Eccomi alla seconda uscita della rubrica "Al Km 0" che oggi ha come argomento Aria d'estate.
Ed effettivamente quest'anno l'estate è arrivata presto ed in grande stile, con temperature sostenute e splendide giornate di sole! Poiché la mia portata è la merenda, cosa c'è di meglio quando fa caldo di una bella bevanda fresca, che allevii la calura e, magari, ci nutra anche in modo bilanciato?
Sì perché, non so voi, ma io d'estate finisce sempre che ingrasso! Quindi quest'anno via alla leggerezza!
Ho quindi pensato alla frutta, che col caldo è necessaria, ed in particolare ad un frutto di montagna che personalmente raccolgo in grande quantità nell'orto di mio suocero: il lampone.



Il lampone (o rubus idaeus) è un frutto meraviglioso, ricco di principi attivi tra cui fragarina, tannini, flavonoidi, antociani, mucillagini ed acidi organici complessi. Questo frutto è composto all'84% da acqua, al 5% da fibre e poi via via da proteine, zuccheri, ceneri e grassi; è inoltre ricco di vitamine come la A, quelle del gruppo B, E e C. E' consigliato per le sue proprietà antiossidanti, diuretiche ed ha pochissime calorie, in 100 gr di parte edibile ci sono solo 32 Kcal!

Per quanto riguarda la ricetta di oggi, ho pensato ad una merenda leggera e fresca, che possa piacere anche ai bambini con una piccola variante da adulti che vi illustrerò alla fine: lo smoothie ai lamponi.
Il termine inglese smoothie indica sostanzialmente un frullato ma particolare, cioè a base di yogurt.
Lo smoothie si può preparare sia con frutta fresca che con verdura ed è un alimento sano ed energetico. La principale differenza fra smoothie e frappè sta infatti nella leggerezza: il gelato ed il latte vengono sostituiti dallo yogurt, generalmente magro come nel nostro caso. Per la sua consistenza cremosa e delicata lo smoothie può essere una fresca merenda, un gustoso dessert, una bevanda reintegrante dopo che si è fatto sport: insomma con un po' di fantasia diventa una bevanda veramente versatile e soprattutto gustosa. Il fatto che sia poco calorica ce può far preferire a granite e gelati che invece lo sono molto di più!

Ma andiamo di ricetta: SMOOTHIE AI LAMPONI BIO DEL NONNO GIULIO

Ingredienti per 4 persone:
una bella tazzona di lamponi freschi
500g di yogurt magro
8 cubetti di ghiaccio
latte, se necessario
miele o zucchero di canna, se necessario
guarnizioni a piacere




Si mette tutto nel frullatore e via! una bella frullata a tutto gas! Quello che otterremo è una bevanda cremosa; se lo è troppo possiamo aggiungere latte, volendo anche di soia, pochissimo per volta fino a raggiungere la consistenza che piace.




Si versa un bicchieri alti da frullato e si può guarnire sbizzarrendosi a più non posso: granella, foglie fresche di menta, codette o scagliette di cioccolato, tutto quello che vi passa per la mente e vi piace.
La mia versione non prevedeva l'aggiunta di zucchero, ma considerando l'acidità dei lamponi e dello yogurt al naturale, una puntina di zucchero sicuramente migliora il gusto.
Siccome che io e mio marito l'abbiamo sorseggiato alla fine della cena, ci è venuto in mente di aggiungere alla bevanda un pochino di prosecco ghiacciato e bello frizzante: il risultato è stato piacevolissimo, vi consigliamo di provarlo.




Diciamo pure che per noi la preparazione di questo piatto è stata un'immersione totale nella natura. Iniziando dalla raccolta manuale del lampone che tutti gli anni facciamo su a casa dei nonni; è un po' una tradizione, tutta la famiglia va nell'orto con i secchielli e passa il pomeriggio a raccogliere lamponi; mi sono dimenticata di fare qualche foto, ma mio suocero ha molti metri di arbusti e ci disponiamo alla raccolta ognuno dove preferisce: io all'ombra altrimenti mi brucio come un gambero, mia cognata al sole cocente, le bimbe un po' ovunque e sono più quelli che mangiano di quelli che finiscono nel cestino! con le galline di mia suocera che scorrazzano a destra e a manca. Mia cognata brontola sempre quando c'è da raccogliere i lamponi, ma io lo trovo rilassante!
Una nota è d'obbligo ed è molto importante: i lamponi vanno lavorati entro 24 ore massimo dalla raccolta. E per due buoni motivi:
1. si spappano
2. come diciamo noi "inviviscono", vale a dire "fanno il verme"! e non è proprio il massimo no?!!




Quindi dei 2.5Kg che ho portato a casa con una tazza ho fatto lo smoothie, ma col resto do dovuto fare velocemente della marmellata ..... buonissima!!

Per la rubrica Al Km 0


ecco il menù completo delle nostre ricette dedicate all'estate:
Merenda ospite Manu Smoothie ai lamponi bio

Seguiteci anche su Facebook


Follow my blog with Bloglovin

venerdì 16 giugno 2017

VdL - Un mondo altrove, Barbara Kingsolver

Lo ammetto: ci ho messo un sacco di tempo a finire il libro di cui vi parlo oggi. Ma non perché sia brutto. E' che a certo punto s'intoppa.
Ma cominciamo dal principio.
Si tratta di un'autobiografia fittizia, nel senso che il personaggio principale è assolutamente di fantasia, ma perfettamente e precisamente calata nella realtà del tempo. Si parla della giovinezza e della vita dello scrittore Harrison William Sheperd, di padre americano e di madre messicana; all'età di dodici anni viene portato dalla madre (che divorzia dal marito) a vivere in Messico. Questa è senza dubbio la parte più bella del libro, quella ambientata ad Isla Pixol, dove Sheperd trascorre gli anni più belli della sua fanciullezza e dove un giorno scopre una "lacuna". Si tratta di un cenote, una pozza d'acqua profondissima nel mezzo della giungla, il fondo ricoperto di ossa umane e collegata al mare da un canale subacqueo che viene ritmicamente sommerso dalle maree. La scoperta lo elettrizza, ma non ci sarà una seconda volta perché prima della luna successiva la madre lascerà Isla Pixol alla volta di Città del Messico. Qui comincia la "seconda vita" di Sheperd, una vita che lo porterà di nuovo negli Stati Uniti e poi ancora in Messico come cuoco in casa di Frida Kahlo e Diego Riveira, anche questa una parte molto bella della storia. In seguito alle simpatie comuniste della coppia finirà a servizio presso l'esule russo Lev Trockij, onestamente la parte meno coinvolgente del racconto, anzi francamente un po' soporifera, è qui che mi sono intoppata!
Alla morte di Trockij però la storia riparte e porta il nostro eroe negli Stati Uniti durante i tristi giorni della seconda guerra mondiale. Sheperd si stabilirà a Asheville e realizzerà il suo sogno di scrivere libri che parlino della storia delle antiche popolazioni messicane, massacrate dai conquistadores spagnoli. Raggiunge la notorietà ed un certo benestare, ma sopraggiunge poi, dopo il conflitto mondiale, il periodo del Maccartismo. Anche Sheperd finisce in mezzo alla "caccia alle streghe" a causa del suo passato in Messico e le cose per lui volgono al peggio. Ci sarà una svolta finale di cui non vi parlo perché onestamente è il "colpo di genio" del romanzo e non ve lo voglio rovinare. E' stato veramente interessante leggere e finalmente capire cosa fosse il Maccartismo negli Stati Uniti, mi ha chiarito le idee su alcuni avvenimenti che non avevo ben compreso. 
Nel complesso un libro scritto bene e molto interessante. Ho potuto approfondire le mie conoscenze su un Paese che non conosco molto, il Messico, decisamente affascinante! Inoltre ho approfondito anche un periodo storico di cui ero superficialmente informata. Insomma io lo consiglio, nonostante non sia di facile lettura. 



QUI i suggerimenti di oggi

venerdì 9 giugno 2017

Riso, patate e cozze

Buongiorno!
Con questa ricetta partecipo alla prima uscita di Giugno della rubrica Al Km 0 di Consuelo, Carla e Simona.
Alla fine di Aprile avevo partecipato al loro contest e, con la ricetta del miele di tarassaco, ho vinto la partecipazione a due uscite della loro rubrica.
Mi è stato comunicato che il tema di oggi è "aria di mare" e che a me tocca una ricetta per il pranzo. Ovviamente la condizione necessaria e sufficiente di queste ricette è che in esse sia contenuto almeno un ingrediente del territorio o quantomeno di stagione. E qui voi direte:" Fanciulla, ma tu non fai che dire che vivi sui monti e ci presenti le cozze?!?" Infatti, infatti, ma dovendo parlare di mare il pesce era un po' d'obbligo; diciamo che ho optato per questa ricetta per via delle patate!
Allora di stagione ci siamo perché è sempre stagione di patate! E del territorio assolutamente sì e vi vado ad illustrare il perché. A pochi Km da casa nostra, solo per pochi metri già in provincia di Modena, sorge il ridente paese di Montese, ameno luogo di villeggiatura estiva per i non pochi modenesi che scappano dalla canicola d'agosto e, ta-daaa, luogo di coltivazione della famosa patata di Montese.




La zona di produzione della Patata di Montese è rappresentata da parte del territorio dei comuni di Montese, Zocca, Gaggio Montano, Castel d'Aiano e Lizzano in Belvedere, appartenenti alle provincie di Modena e di Bologna con altitudine minima per la coltivazione di 600 m.s.l.m. Notare che il prodotto è corredato di Marchio di Tutela. Le varietà coltivate sono quelle tardive o medio-tardive con colore della polpa giallo chiaro o bianca e colore della buccia giallo o bruno rossastra. Dopo la cottura la polpa si caratterizza per una pasta fine, soda e compatta, mediamente farinosa a seconda della varietà. Le patate possono essere conservate in luogo fresco e buio fino alla primavera successiva (notizie tratte dal sito www.patatadimontese.it).

Ma veniamo alla nostra ricettina di pesce che, come spesso accade per le ricette che presento, ha una sua storia. Si tratta di un piatto barese e cui sono stata iniziata dalla mia ex collega nonché ex coinquilina barese DOC. In effetti lei non mi ha mai passato la ricetta, anzi mi sono limitata a sbafare i meravigliosi piatti cucinati dalla sua mamma. Quindi, quando ho deciso di provare a cucinarlo per la mia famiglia, mi sono affidata ad una giornale di cucina ed in effetti non so dire quanto la mia ricetta sia aderente a quella tipica, ma visto che in seguito l'ho sempre vista presentata più o meno nello stesso modo ritengo di sì.

INGREDIENTI (per 4 persone):

400g riso
500g cozze
300g patate
1 cipolla
aglio
olio d'oliva
prezzemolo
pecorino romano o parmigiano o cacioricotta
sale, pepe q.b.

Lessate al dente il riso in acqua bollente.

Se le cozze sono fresche, pulitele con cura spazzolandole sotto acqua corrente; qui da noi non è semplice trovare del pesce fresco e sicuro, quindi io le ho comprate surgelate. Ponetele in un tegame con 1 spicchio d'aglio tritato, copritele e lasciate che si aprano da sole a fiamma piuttosto vivace. Estraete le cozze dai gusci ed eliminate quelle che non si sono aperte.

Sbucciate la cipolla e affettatela sottilmente. Pelate le patate, sciacquatele e tagliatele, ricavandone delle fettine sottili.
Ungete una pirofila da forno e distribuitevi metà delle patate, poi metà delle cipolle, il riso e le cozze.


Cospargete con un po' di trito preparato con il prezzemolo e l'aglio. Spolverate con un po' di pecorino (o altro formaggio stagionato a pasta dura) e completate con il resto delle cipolle e delle patate affettate. Il mio tocco personale è mettere anche qualche cozza che ho conservato con il suo guscio: vengo belle gratinate e sono un tocco estetico che a me piace. Per quanto riguarda il formaggio ho usato la cacioricotta del Gargano, acquistata l'estate scorsa durante le nostre vacanze. In altre occasioni ho usato il parmigiano reggiano, ma non è proprio che venga allo stesso modo, il sapore è un po' diverso.

A questo punto salate e pepate in superficie, poi irrorate con il liquido rilasciato dalle cozze e un filo d'olio.

Infornate per circa 30 minuti a 180°C. Se ritenete, estraete la pirofila dal forno e aggiungete altro formaggio, dopo di che rimettete in forno per altri 5 minuti sotto il grill ben caldo.
Sfornate e mettete in tavola!


Per la rubrica Al Km 0



ecco il menù completo con le nostre ricette dedicate al mare:
Colazione Simona con crepes alle mandorle con ciliegie caramellate allo sherry
Pranzo ospite Manu con riso, patate e cozze
Merenda Carla con Tortilla di baccalà
Cena Consuelo con insalata di seppia grigliata con verdure croccanti e zenzero


Seguiteci anche su Facebook