lunedì 16 gennaio 2017

Copriforno ... che ce n'è bisogno!!

Da moltissimo tempo non posto uno dei miei lavoretti a punto croce. Vuoi perché il mio andamento è discontinuo, vuoi perché mi dimentico di postarli, sono rimasta indietro di molte creazioni.
Un paio di anni fa rimasi affascinata dai copriforno. Si tratta di pannelli in tessuto, ricamati o decorati con creazioni di cucito, che si applicano al manico dello sportello del forno e ci legittimano a lasciare il forno ed il suo vetro in vergognoso disordine perché tanto ..... è tutto coperto!!!
Il motivo di questo lavoretto creativo non è fra i più edificanti lo ammetto, ma è anche vero che io odio, odio, odio pulire il forno e se posso evitare lo faccio con grande gioia!
Quindi il copriforno è velocemente diventato un "oggetto di culto" e me lo sono fabbricato in men che non si dica, ovviamente applicando una pezza di Aida ricamata ad un pannello di stoffa che ho scelto di una tinta adatta ai colori della cucina. Et voilà questo è il risultato!!




L'unico errore che purtroppo ho commesso è di non aver inserito una struttura rigida all'interno del pannello in tessuto, per cui, ovviamente, a forza di stare appeso, si affloscia un po' su se stesso perdendo il suo appeal! Quindi ora devo studiare come rimediare senza scucire il tutto che solo a pensarci mi viene male!

Fra una settimana aggiungerò il link a questo post nella pagina "La Casa Fiorita". CIAO!!

venerdì 13 gennaio 2017

VdL - Anita friggeva d'amore, Marta Casarini

Salve amiche leggione! Sono di nuovo scomparsa per il periodo natalizio, ma con le due terremote a casa da scuola ed il marito in ferie straordinarie per due settimane non ce l'ho proprio fatta a dedicarmi al blog.
In effetti ho anche letto poco e, fra le poche cose lette, c'era questo libricino: "Anita friggeva d'amore".

Nonno Goluàs è fuggito, molto molto giovane, dall'umida e insapore Brouges, per approdare in Italia patria del grande Artusi, sposare Rosita e diventare il nonno di Anita. "Scrivere un menù è come scrivere una storia d'amore" dice il nonno alla nipote, dando così inizio alla sua educazione culinaria; sì, perché Anita ha un dono, riconosce il sapore delle cose, di ogni cosa non solo del cibo. Il grande sogno del nonno è aprire un ristorante con la talentuosa nipotina: insieme saranno in grado di riportare i clienti alle gioie dell'infanzia, alle calde giornate d'estate in riva al mare o alle fredde sere invernali con la neve che cade leggera. Goluàs svela ad Anita le alchimie dei cibi, insegnandole che dentro ogni cibo è nascosto un sentimento e dentro ogni pentola cuoce una storia. Immersa nella sua famiglia strampalata, Anita crescerà ed imparerà a cucinare e ad amare ed anche che i sogni hanno bisogno del loro tempo per realizzarsi così come il pane ha bisogno di tempo per lievitare.

Si tratta di un romanzo molto particolare; credo che, in un certo senso, è un romanzo che o si ama o si odia. A me non è dispiaciuta l'idea di ricondurre i fatti della vita agli ingredienti della cucina, anche se, a volte, le metafore culinarie sono un pochino spinte troppo oltre. Ma il sentimento che sottende tutta la storia, il legame nonno-nipote, è molto bello e delicato e, sul finale, riserva una commovente sorpresa.
Non è un libro indimenticabile, ma, se letto con lo spirito giusto, può essere gradito.



suggerimenti di oggi QUI

venerdì 16 dicembre 2016

VdL - La neve cade sui cedri, David Guterson

Come spesso mi accade anche questo libro ha una sua lunga storia. Il romanzo è stato pubblicato per la prima volta in Italia da Longanesi nel 1996, all'epoca avevo poco più di 20 anni e la trama mi attirò già da allora, ma, ahimé, all'epoca studiavo ed il tempo e il denaro che potevo dedicare ai libri era scrupolosamente centellinato ... insomma questo libro non l'ho mai comprato, perché non l'ho trovato, perché non era il suo momento, perché perché perché...
Ad oggi vi devo dire che sono diventata matta a trovarlo in formato digitale, ma finalmente l'ho trovato e, 20 anni dopo, è venuto il suo turno: un libro molto molto bello.
La vicenda gira attorno al processo che si sta svolgendo sull'isola di San Piedro ai danni del pescatore Kabuo Miyamoto, un americano di origine giapponese, accusato di avere ucciso un altro pescatore Carl Heine trovato morto impigliato nella sua rete. L'evento, che si svolge circa una decina d'anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, sconvolge la piccola comunità dell'isola che partecipa in massa al processo nonostante stia imperversando una tempesta di neve spaventosa.
Fra il pubblico si trova anche il cronista del giornale locale, Ishmael Chambers; su di lui, come sugli altri protagonisti della vicenda, il passato si abbatte come un macigno quando, nell'aula del tribunale, incrocia lo sguardo di Hatsue, la moglie di Kabuo. Hatsue è stata la prima amica ed il primo amore di Ishmael, un amore vissuto per anni in segreto nel tronco cavo di un vecchio cedro, un amore bruscamente interrotto dalla guerra e dal conseguente internamento della famiglia di Hatsue.
In realtà il passato e, nella fattispecie la guerra, incombe pesantemente sull'intera vicenda. Prima del conflitto americani ed immigrati vivevano una realtà di lenta ma serena integrazione sulla piccola isola di San Piedro, situata nel nordovest del Pacifico. Ovviamente l'attacco a Pearl Harbor stravolge le cose; improvvisamente lo storico vicino di casa giapponese diventa il nemico "giap" e viene guardato con odio e sospetto. Il Governo stesso decide per l'internamento dei cittadini di origine nipponica in campi realizzati in zone desertiche del sud-ovest, in quanto considerati possibili spie nonostante la presenza di un'alta percentuale di nippo-americani di seconda generazione che si considerano a tutti gli effetti cittadini americani e che, in quanto tali, decidono di arruolarsi nell'esercito statunitense. Questo aspetto emerge prepotentemente durante il processo, basato prevalentemente su pregiudizi razziali nei confronti di Miyamoto, ex-soldato dell'esercito americano notiamo bene! Ma il pregiudizio è una brutta bestia, ed anche i gli onesti abitanti di San Piedro, lavoratori e timorati di Dio (come americanamente conviene) non ne sono immuni, quindi Kabuo è solo un "giap" e Carl un cittadino meritevole strappato all'amore dei suoi cari.
Alla vicenda, veramente molto ben narrata, fa da sfondo la natura incontaminata dell'isola, descritta in maniera vividissima in tutte le sue manifestazioni, al punto che a tratti mi sembrava di essere lì, nelle foreste immersa nel profumo dei cedri, nei campi coltivati a fragole (le migliori fragole del Paese) o nelle acque tumultuose ove passano i salmoni nel loro lungo viaggio verso casa.
Nel complesso un libro veramente molto bello e completo, una vicenda piena di spunti di riflessione dove Storia e sentimenti si fondono in maniera complessa e imprescindibile e dove Ishmael dovrà alla fine prendere una decisione fondamentale.


Durante la ricerca del libro ho scoperto anche che nel 1999 ne è stata fatta una riduzione cinematografica, che io non ho mai visto, con Ethan Hawke nel ruolo di Ishmael Chambers.

i suggerimenti delle altre lettrici li trovate QUI

venerdì 2 dicembre 2016

VdL - Le (dis)avventure di una wedding planner, Holly McQueen

Per questi primi giorni di dicembre, vi presento un libro leggero leggero adatto per svagarsi un po' rilassando e magari anche divertendosi.
Le (dis)avventure di Isabel Bookbinder, aspirante wedding planner, ricordano abbastanza quelle di una Bridget Jones in versione matrimoniale. Decisamente la nostra Isabel, neoassunta in una agenzia che organizza matrimoni d'alto livello, è una pasticciona non indifferente, tanto che finisce per mandare la sposa di un matrimonio importante nella chiesa sbagliata!
Licenziata in tronco, Isabel non si perde d'animo e, grazie ad una simpatica commedia degli equivoci, si accaparra fra mille bugie il "matrimonio del secolo"! Resta da vedere come se la caverà nell'organizzazione considerando che deve anche nascondersi dall'ex datrice di lavoro ed organizzare il matrimonio di un'amica di famiglia .... Mmm, gli ingredienti perché succeda il finimondo ci sono tutti ... sarà così?? E la vita privata di Isabel che fine farà?
Un libro che non è niente di sensazionale, ma che regala qualche spunto divertente, esattamente come quei film di Hugh Grant che hanno dietro una storia effimera, ma, fra lui che è un bel vedere e i coprotagonisti con molto "sense of humor" britannico, alla fine ti fanno divertire. Quindi per una lettura divertente e leggera lo consiglio senz'altro.



QUI i suggerimenti delle altre lettrici per la giornata di oggi

venerdì 25 novembre 2016

VdL - L'imprevedibile viaggio di Harold Fry, Rachel Joyce

Il giorno in cui ho approcciato questo romanzo, avevo frettolosamente letto qualcosa a proposito del protagonista e Forrest Gump; mi sono detta che magari mi sarei trovata di fronte ad un viaggio fatto senza sapere bene dove andare, ma mi sbagliavo. Qui Forrest Gump non c'entra proprio nulla!
Harold Fry è un tranquillo pensionato che vive con la moglie Maureen a Kingsbridge nel Sud dell'Inghilterra, lui e Maureen non parlano molto, anzi forse non parlano affatto e la loro vita scorre scandita delle piccole monotonie di ogni giorno. La lettera di Queenie Hennessy arriva la mattina di un giorno qualunque. Queenie, molti anni prima, lavorava con Harold al birrificio locale ed aveva stretto con lui una sorta di amicizia. Ora Queenie vive a Berwick-Upon-Tweed, ai confini con la Scozia, e sta morendo: per questo ha scritto ad Harold, per dirgli che sta morendo e per salutarlo. Quando Harold esce di casa per imbucare la lettera di risposta comincia la sua avventura, perché egli finisce per superare la buca della posta ed anche quella successiva e poi il confine della città e poi ... e poi decide che deve andare a piedi a Berwick perché finché lui camminerà Queenie vivrà.
E quello che il protagonista compie è un viaggio a tutto tondo, un viaggio dentro se stesso, un viaggio nella memoria di una vita cosparsa di errori, errori però che ce lo rendono simpatico perché Harold è semplicemente un essere umano. Qualcuno di più grande di noi disse "molto ti sarà perdonato perché molto hai sofferto"; ecco è questo il senso del viaggio, non tanto salvare l'amica che non può essere salvata e soprattutto non ne ha bisogno, Harold deve salvare se stesso, deve espiare la sua colpa e recuperare le fila di una vita che ha smarrito molto molto tempo prima in seguito ad un'atroce disgrazia.
Non è un capolavoro, ma è un libro che si legge bene e soprattutto è pieno di sentimenti; non ci sono solo tristezza e dolore in questo libro, ma la gioia di molteplici incontri inaspettati, l'incanto della natura vissuta giorno per giorno, il piacere della fatica fisica che ti spinge a misurarti con i tuoi limiti.
Come lettrice ho viaggiato a fianco di Harold, dentro le sue inadatte scarpe da vela, patendo il dolore di un fisico anziano e cercando di immaginare città che non conosco come se le vedessi attraverso i suoi occhi, vivendo l'angoscia della sua memoria e sperando di salvare Queenie.
Un bel libro.
Romanzo recensito anche da FedericaSole



Oggi le altre lettrici vi consigliano QUI