venerdì 17 novembre 2017

VdL - Uomini che odiano le donne, Stieg Larsson

Un bel po' di anni dopo la sua prima uscita, finalmente ho messo mano a questo romanzo che nel frattempo è diventato un cult, nonché una trilogia, nonché il "monumento" ad un'autore deceduto (i romanzi sono postumi) e che ha visto sequel molto molto discussi a nome di un diverso autore.
Tanto per cominciare è senza dubbio un bel romanzo, un po' noir se vogliamo ma ben scritto e con una trama avvincente. Ma devo dire, e questo libro me ne ha dato una conferma, che io ho un problema con gli autori scandinavi, a partire dalla Lackberg e seguendo con molti altri autori nordici: perché tutta questa violenza sulle donne? Anzi, peggio ancora, sulle ragazzine, perché nella maggioranza delle storie le protagoniste o le vittime sono state stuprate da molto giovani. Oltre il fatto che, come donna, queste vicende mi turbano, ma mi sono anche interrogata sulla realtà sociale scandinava. Così ho fatto delle ricerche in rete ed ho scoperto che in effetti, secondo vari studi e ricerche condotte in merito all'argomento, emerge il "paradosso nordico": proprio in quei Paesi dove gli standard in tema di diritti civili e parità di genere sono altissimi, l'indice di violenza domestica sulle donne è particolarmente elevato. In vetta alla nefanda classifica troviamo la Danimarca con il 52% di donne che dichiarano di aver subito violenza dall'età di 15 anni, seguita da Finlandia e Svezia. Perché? Sembra che dati possano essere variamente interpretati (maggiore disponibilità a raccontare in alcuni paesi piuttosto che in altri, problemi di alcolismo diffusi nel tessuto sociale ecc...), ma di fatto il dato rimane e lascia perplessi. Gli autori nordici, probabilmente, non fanno altro che raccontare una realtà evidente.
Ma torniamo al nostro bestseller.
Mikael Blomkvist, giornalista economico, finisce incastrato per un'accusa di diffamazione che ne tronca la carriera. Viene così contattato da un ricco industriale, Henrik Vanger, che lo incarica di scrivere la storia della sua famiglia e, possibilmente, di svelare i retroscena della scomparsa dell'amata nipote Harriet avvenuta quasi quarant'anni prima. Parallela scorre la storia di Lisbeth Salander, giovanissima hacker, che si occupa di ricerche particolari da reperire su persone o aziende. Nel corso della narrazione le loro strade s'incrociano e finiscono per lavorare entrambi al caso di scomparsa che alla fine risolveranno, non senza una miriade di colpi di scena.
Ma l'anima del romanzo è lei, Lisbeth, personaggio formidabile e delineato in maniera eccellente. Non è facile da capire Lisbeth; per molti versi è una disadattata con tendenze un po' psicotiche, questo la rende paradossalmente molto vera. Ma è anche una donna forte, determinata, intelligentissima e acuta nell'analisi dell'animo altrui. Un personaggio di quelli che non si dimenticano.
Per questo motivo stavolta non consiglio tanto il romanzo in se per se, ma consiglio lei, Lisbeth, lei va conosciuta. La storia non è male, ben scritta e la suspence è sostenuta bene, ma tutto sommato somiglia ad altre storie già lette, già scritte. Ma Lisbeth no, non somiglia a nessuno. Quindi leggetelo.



trovate QUI gli altri suggerimenti di oggi

sabato 4 novembre 2017

Il peso sul cuore

Oggi è una giornata storta. Per la verità è un periodo storto. Anche un po' lungo ormai. Sono sola in casa. Il peso sul cuore che non se ne va... In questi momenti mi manca mia madre. E non perché lei non ci sia più, grazie a Dio è ancora qui. Ma da tanto, tanto tempo non è più la mamma che ti aiuta, ti consola, ti ascolta. Lei, piuttosto, ha bisogno che la mamma sia io. È fragile. E così sono solo io. Con i miei mostri. Mi rigiro fra le mani il cellulare ... chi chiamo? Con chi mi sfogo? Nessuno. Hanno tutti i suoi casini, cosa gli rompo le scatole a fare? Ma chi è che ti ascolta per davvero? In realtà nessuno. Poi arriva lui. Pare che lo senta che qualcosa non va. Mi viene vicino e mi salta in braccio. Mi tocca col suo naso bagnato: e dai lo sai che lo odio! Ma almeno tu mi dai una sorta di conforto e mi strappi un sorriso. Anche per stavolta si va avanti. Grazie Pepe. Ma che fatica...

venerdì 27 ottobre 2017

VdL - Hyperversum, Cecilia Randall

Il titolo del romanzo di oggi ci è stato suggerito dalla nostra amica Maris in un post di alcuni anni fa. Il genere fantastico mi piace da sempre ed ho decisamente un debole per i viaggi nel tempo quindi mi segnai subito il titolo. Dopo diversi anni finalmente ho deciso di leggere il primo libro di una saga che, nel frattempo, è arrivata al termine. Beh, non sono rimasta delusa! Il romanzo mi ha letteralmente catturata e non nego di aver passato ogni minuto libero a leggere le vicende avvincenti dei protagonisti.
Daniel è un simpatico giovanotto di belle speranze appassionato al gioco di ruolo Hyperversum; così appassionato che ha trascinato nel gioco alche il suo amico fraterno Ian, un po' più grande ed impegnato negli studi universitari di storia medievale. Proprio per questo motivo i ragazzi impostano il gioco per un preciso periodo del Medioevo: la Fiandra del 1214 durante la guerra tra Francia ed Inghilterra, periodo che Ian sta studiando approfonditamente. Sono un gruppo di giocatori: Ian, Daniel, Jodie la ragazza di Daniel, il fratellino di Daniel, Donna e Carl due amici universitari. Durante la partita però accade qualcosa di incredibile: i ragazzi vengono davvero catapultati nella Francia del 1214!
Da questo avvenimento parte una favolosa avventura che condurrà i due giovani protagonisti a divenire cavalieri del regno di Francia, e così fra tornei, battaglie, congiure e lotte intestine la Storia si dipana davanti ai loro occhi costringendoli a diventarne parte integrante.
L'interrogativo sotteso lungo tutto il romanzo è: la Storia, conosciuta in tutto il mondo, corre il rischio di essere cambiata dalla involontarie azioni dei nostri protagonisti? Oppure tutto è già scritto e le loro azioni sono finalizzate alla realizzazione di ciò che "deve essere"?
Alla fine l'interrogativo viene sciolto ed il finale non è altro che il preambolo al romanzo successivo che, presa dalla foga, ho immediatamente cominciato a leggere "Il falco e il leone", di esso vi raccontò più avanti.
Hyperversum è senza dubbio un romanzo avvincente e molto ben strutturato, con un'accurata ricostruzione storica; alcuni personaggi, anche non secondari, sono realmente esistiti, probabilmente le loro figure sono romanzate in quanto dubito che esistano scritti approfonditi su di loro, ma la loro presenza contribuisce alla veridicità della vicenda.
Se piace il genere storico, se amate i viaggi nel tempo e non vi manca la fantasia questo libro vi piacerà di sicuro e ve lo consiglio di cuore. Grazie a Maris per avermelo fatto scoprire!



QUI troverete le altre letture suggerite oggi

venerdì 13 ottobre 2017

VdL - Il colore dei fiori d'estate, Anna Jean Mayhew

Il libro di oggi è stato, senza ombra di dubbio, il più bello che ho letto quest'estate. Mi sono molto commossa nel leggere questa bellissima e triste storia, quindi, se decidete di intraprenderne la lettura, mano ai fazzoletti!

Nella caldissima estate del 1954, Jubie Watts, una ragazzina di tredici anni, parte in auto alla volta della Florida; con lei ci sono la madre, i tre fratelli e Mary Luther, la domestica di colore. Mary vive con loro da quando Jubie era piccolissima e la ragazzina le è molto affezionata; Mary ha sempre avuto un ruolo importante nella famiglia, non limitandosi alle faccende domestiche, ma compensando con la sua presenza confortante gli scatti d'ira di Mr. Watts e la freddezza della moglie.
Ma negli anni '50 l'America è un paese ancora profondamente razzista e Mary ha una gravissima colpa agli occhi della società: il colore della sua pelle. Mentre il viaggio procede verso Sud, Jubie sperimenterà gli effetti della segregazione razziale fino a quando, sulla via del ritorno, una tragedia cambierà per sempre la sua vita, la farà diventare adulta e la costringerà a guardare in faccia, affrontandoli, i limiti emozionali della sua famiglia. Jubie capirà l'importanza di difendere i diritti civili e l'integrazione onorando l'amore che Mary ha sempre nutrito per lei.

Un libro davvero bellissimo, non posso dire nulla di più. Un libro che vi consiglio con tutto il cuore di leggere. Una storia, come ce ne sono tante purtroppo simili, che dovrebbe insegnare molto.



Gli altri suggerimenti di lettura di oggi li trovate QUI


venerdì 29 settembre 2017

VdL - Harry Potter e la maledizione dell'erede, J.K. Rowling

Complice il fatto che, durante i caldissimi pomeriggi di quest'estate rovente, la mie figlie si sono fatte una ri-visione totale della saga cinematografica di Harry Potter, ad un certo punto mi è venuta voglia di leggere questo famigerato 8° libro della saga. Di fatto la storia riprende le fila da dove l'avevamo lasciata ma fisicamente si propone in modo completamente diverso: è uno spettacolo teatrale e come un copione teatrale è stato scritto.
Sono passati un po' di anni da quando avevamo lasciato i nostri eroi al binario 9 e 3/4, adulti, sposati e genitori; ora tocca ai figli frequentare Hogswarts e, nella fattispecie, questo è il primo anno per Albus Severus che, poverino, già nei nomi si trova gravato da un'eredità micca da ridere! Anche lui, come il padre a suo tempo, teme di finire in Serpeverde, il saggio papà gli dice di non temere, che il Cappello Parlante tiene conto del desiderio dello studente, questo era nell'ultimo film e l'abbiamo visto tutti. La novità è che stavolta il Cappello Parlante fa di testa sua ed Albus Severus finisce proprio a Serpeverde ... santi numi! Un Potter a Serpeverde!! Il buon Harry rischia l'infarto quando viene a saperlo! Ginny, da brava mamma, calma le acque, ma il fatto influisce sul legame fra Harry ed il figlio ed il loro rapporto diventa sempre più teso, anno dopo anno. Inoltre Albus Severus è una schiappa di mago e fa pure comunella col figlio di Draco Malfoy, Scorpius, ovviamente anche lui a Serpeverde. Nel mezzo di una furibonda lite famigliare adulti e ragazzi dovranno di nuovo affrontare le forze del male che vogliono pasticciare col tempo per rimettere Voldemort sul trono del mondo magico e non.
Il libro, appunto scritto in forma teatrale, si legge tutto sommato velocemente anche se non in modo agevole perché bisogna sempre concentrarsi su chi sta parlando in quel momento. Ci sono anche alcune descrizioni, succinte, finalizzate alla messa in scena, ma mancano, assolutamente mancano, le splendide descrizioni  dei libri precedenti che tanto contribuivano a creare l'atmosfera magica a cui eravamo abituati. In realtà c'è almeno un precedente di romanzo scritto in forma di screenplay, parlo, ma che ve lo dico a fare, di La tempesta del secolo di Stephen King (di nuovo lui). In my opinion in quel caso il ritmo narrativo non ha sofferto del tipo di narrazione, mentre in quest'ultimo libro della Rowling c'è un senso di riuscito a metà. Nel complesso la trama è un po' banale, ma, bisogna anche dire che era difficilissimo eguagliare la monumentalità dalla saga. Certo i nuovi protagonisti finiscono per ricalcare le orme dei genitori, ficcanasando dove non devono e combinando pasticci con gli eventi passati e futuri che sarà poi però fin troppo facile rimettere a posto (delusione su questo punto). Ad un certo punto vengono messi in scena tanti passati e presenti alternativi che si fa un po' fatica a mantenere il filo.
Punto di forza sono, come sempre, i personaggi, diversi ma uguali, maturi ma incasinati come da ragazzi; l'impressione generale è di ritrovarsi in mezzo a vecchi amici che non si vedono da un po': chi si è sposato, chi ha fatto carriera, chi ha subito dolorose perdite, chi ha la pancetta e chi ha perso i capelli. Sì, i personaggi di Harry Potter sono come gli ex compagni di scuola che si rivedono dopo 20 anni: riaffiorano antichi conflitti oppure vecchi rancori possono essere superati ed anche i nemici di un tempo divengono alleati per un bene comune. Con questo voglio dire che è stato un piacere leggere questo libro, sapere la fine della storia, perché Harry Potter & Co. sono stati una compagnia fissa per un lungo periodo della mia vita; nonostante all'epoca fossi già adulta non ho potuto fare a meno d'innamorarmi del mondo magico e delle vicende del piccolo mago orfano. Il punto vincente della saga è proprio il fatto di saper abbracciare e affascinare lettori di tutte le età. Con quest'ultimo libro tutto questo un po' viene perso, della vicenda ti rimane abbastanza poco se non, appunto, il piacere di aver avuto notizie dei personaggi. Nonostante ciò spero di aver ancora il piacere di leggere altre storie con Harry, Ron e Hermione!



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