Montanari Family

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Robby, Manu, Tata, Pissi, Pepe, Oscar, Giorgio

venerdì 6 settembre 2019

Vdl - La donna malvista, Nele Neuhaus

Non si potevano affrontare i caldi giorni d'agosto senza un bel giallo, quindi eccomi qui a parlarvi del primo volume della serie Bodenstein & Kirchhoff di cui vi ho già parlato qui e qui.
Adoro questa scrittrice e, per l'ennesima volta, ribadisco che non comprendo perché non venga tradotta correntemente in italiano: questa serie non più stata tradotta da "Lupo cattivo" uscito nel 2014 sebbene da allora siano usciti altri 3 volumi (insomma editori italiani mi volete male!).
Attualmente di Nele Neuhaus viene tradotta la serie per ragazzi "Elena", che è la passione di mia figlia, ma al ritmo di 1 volume all'anno ....

Ma torniamo a noi. Anche questo romanzo non mi ha delusa (errore mio se l'ho letto per terzo anzichè per primo...); un bell'intreccio giallo di cui non s'intuisce l'epilogo proprio fino alla fine, come piace a me!

Sabato 27 agosto nella regione del Taunus, in Germania: il suicidio del procuratore Hardenbach sconvolge l'opinione pubblica. Oliver von Bodenstein e la collega Pia Kirchhoff non fanno in tempo ad allontanarsi dalla scena di un suicidio che vengono chiamati per un altro apparente suicidio: la morta è Isabel Kerstner, donna bellissima che pare essersi tolta la vita lanciandosi da una torre di avvistamento. Ma Oliver e Pia capiscono subito che si tratta di una messa in scena e cominciano ad indagare; scoprono così che Isabel era una donna bramata dagli uomini ed invidiata dalle donne, assetata di denaro e di desiderio di piacere ad ogni essere maschile. Del suo presunto omicidio viene incolpato il marito, Michael Kerstner, mite veterinario agganciato dalla donna per coprire una gravidanza imprevista. Entrando nel suo mondo scopriamo che Isabel aveva molti nemici ed anche molti segreti. Chi avrà voluto chiuderle la bocca per sempre?

Niente da aggiungere: il libro è scritto bene, la storia condotta benissimo ed avvincente, non banale per quanto il male, troppo spesso, sia banale.
Consigliato, decisamente.



GIUDIZIO PERSONALE: ❀❀❀ e 1/2

Sul sito di Paola, Homemademamma, trovate altri suggerimenti di lettura interessantissimi.

venerdì 23 agosto 2019

VdL - Due mogli, Maria Pia Ammirati

Bentornati al nostro appuntamento del Venerdì del libro promosso da Paola del blog Homemademamma.

Il titolo del libro di oggi può far pensare a vicende di cuore, ma non è proprio così; o meglio c'è il cuore, c'è la famiglia con i problemi di tutti i giorni e ci sono due matrimoni che sembrano barcollanti a chi li vive dall'interno. Sullo sfondo di queste vicende, una tragedia che ha segnato profondamente il nostro Paese: la strage di Bologna.
Per motivi geografici la strage del 2 agosto è un evento che ci ha colpito moltissimo e ne ho già parlato altre volte su questo blog. Non mi stanco mai di leggere libri o saggi su questo evento, perché voglio sempre saperne di più e voglio sentire il più possibile le testimonianze di chi all'epoca c'era e riusciva a capacitarsi dell'accaduto.
In effetti io il 2 agosto del 1980 c'ero, ma avevo quasi 7 anni (li avrei compiuti 25 giorni dopo), vivevo a 60 km e la mia vita era fatta di prati, giochi e poco altro. Non ricordo molto di quella giornata anche perché in quei tempi non si guardava molto la TV; per lo più in casa si ascoltava la radio e, sicuramente, la notizia della tragedia è arrivata anche a casa mia; ci sarà stata anche una telefonata preoccupata a mia zia che vive a Bologna abbastanza vicino alla stazione. Di tutto questo però non c'è traccia nella mia memoria. Il mio unico, forte, ricordo risale alla sera del 2 agosto. L'ora di cena era il momento in cui la TV entrava in funzione ed io mi sono seduta pensando di apprestarmi a vedere la nuova puntata di Heidi che andava in onda proprio a quell'ora; ma quella sera niente cartone, c'era una diretta dalla stazione. Probabilmente manifestai il mio disappunto, mossa da quell'egoismo che a volte dimostrano i bambini, specialmente se lo usano per difendersi dalla brutture della vita. Mia madre mi rimproverò aspramente dicendo che dovevo invece pensare che anche io e lei potevamo essere là, sotto le macerie. Fu scioccante. Fu scioccante perché era vero e questa verità non mi aveva sfiorata fino a quell'istante. Quando ero piccola io e mia madre andavamo costantemente a Bologna in treno (per mille motivi) ed il nostro treno arrivava proprio al piazzale Ovest, per cui uscivamo o sul posteggio dei taxi (spazzato via dall'esplosione) o passavamo davanti alla sala d'attesa di seconda classe (!) ed uscivamo dall'uscita principale per prendere l'autobus che si fermava lì davanti.
Quella presa di coscienza mi ha seguito fino ad oggi, legandomi profondamente a quella terribile giornata.
Per questa mia vicenda personale mi sento di consigliarvi caldamente il libro di oggi.
Le due mogli di cui parla il titolo vivono a Roma, quindi una città molto lontana da Bologna. Sono amiche e vivono nello stesso palazzo con le rispettive famiglie. Matilde è una donna dall'apparenza austera, un marito lavoratore e metodico, due figli maschi un po' viziatelli; stanno per partire per il mare in quel caldo sabato d'agosto, giusto il tempo di un veloce saluto a Marta, l'amica-vicina così diversa da lei. Marta ha una famiglia numerosa, tutte figlie femmine, la più grande, Gianna, lontana, a Bologna a frequentare l'università. Marta un po' invidia Matilde e la sua vita organizzata, specialmente quel giorno perché ha appena scoperto di essere di nuovo in gravidanza.
Due mogli è vero, ma anche due figlie: Gianna che studia all'università e si sostiene lavorando al bar della stazione; Marina, l'unica figura realmente esistita (Marina Gamberini) di cui l'autrice ci racconta invece le vicissitudini degli ultimi mesi prima della stage. Gianna e Marina vivranno quel giorno da due punti di vista opposti, ma avranno un comune destino: imparare a convivere col fatto di essere sopravvissute.
Il momento dello scoppio travolgerà in maniera inaspettata anche la vita di Matilde e la cambierà per sempre.

Un libro breve, che si legge velocemente, ma un libro che dovrebbe essere letto da tutti, specialmente dai giovani, che non sanno, non capiscono perché non c'erano e perché i giovani sono così, lo siamo stati anche noi, "roba vecchia, dai mamma che palla che sei, sempre con queste storie drammatiche!"

Non si tratta di un resoconto delle strage, ma di uno scorcio sulle vite che sono state stravolte da un avvenimento tragico. Si parla di gente comune in questo romanzo; niente terroristi, niente politici, solo gente che lavora, studia, viaggia e tira avanti come meglio può ogni singolo giorno. Gente che ha sogni, speranze, paure, soddisfazioni e prospettive. Poi all'improvviso tutto si ribalta. La scala di valori salta. Quello che temevi diventa la tua forza. Quello che ti sembrava importante non lo è più.



GIUDIZIO PERSONALE: ❀❀❀❀

PS: Marina Gamberini aveva 20 anni il 2 agosto del 1980; fu l'unica a sopravvivere fra le "ragazze della Cigar", l'azienda che si occupava della ristorazione all'interno della stazione. Gli uffici della Cigar si trovavano sopra la sala d'aspetto di seconda classe: lo scoppio risucchiò tutte le impiegate tranne Marina che venne inchiodata sulla sua scrivania da una trave crollata e questo la salvò. Marina Gamberini ha impiegato gli ultimi 39 anni a cercare di accettare il fatto di essere sopravvissuta alle sue amiche. Sta ancora cercando di riuscirci.

foto-simbolo di Marina quando venne estratta dalle macerie


Potete trovare altri suggerimenti di lettura qui.


venerdì 26 luglio 2019

VdL - La notte alle mie spalle, Giampaolo Simi

Archiviate ormai le ferie anche per quest'anno, ho inaugurato un periodo di totale riposo che prevede anche il "no reading", almeno per il momento desidero avere la mente vuota al 100%.

Questo libro però risale al periodo pre-vancanziero e desidero parlarvene perché, sebbene attendesse il suo turno da anni, è stato una totale sorpresa.
Sì, una sorpresa, anche perché probabilmente a suo tempo lessi la quarta di copertina un po' frettolosamente e quella che mi attendevo era una storia completamente diversa da quella che in effetti ho poi letto.

Furio Guerri è un mostro. Ha un buon lavoro, una bella casa nuova, una moglie bellissima ed una bimba viziata e adorabile. Eppure due volte a settimana si apposta fuori da una scuola superiore e guardare le ragazzine. No, in effetti non è corretto: a guardare una certa ragazzina. Proprio in uno di questi giorni parte la sua narrazione; così, davanti ai nostri occhi si dipana la vita di un uomo ambizioso, che attraversa la Toscana a bordo del suo inseparabile Duetto per curare i suoi clienti, inseguendo gli obiettivi sempre più ardui che però l'azienda gli impone. La vita è dura per un rappresentante. Il tenore di vita a cui ha abituato moglie e figlia è piuttosto alto e Furio fa letteralmente carte false per aumentare il fatturato e non perdere il posto. 
Lentamente passato e presente si separano, si definiscono; cominciamo a capire che gli eventi di cui parla non sono tutti sullo stesso piano temporale. E capiamo perché Furio Guerri è un mostro.

Mi aspettavo un thriller, lo ammetto, ed invece ho trovato una storia comune. Una storia che potrebbe appartenere a ognuno di noi. Una delle tante storie di cui leggiamo sui giornali, ogni giorno. E mi è piaciuto anche di più.
Questo è un libro con un grande contenuto: a volte la vita ci travolge, ci trascina in un baratro; le aspettative nostre e dei nostri cari sono pesanti macigni sul nostro quotidiano. Andare avanti diventa pesante, difficile, bisogna magari scendere a compromessi per non deludere nessuno. E se proprio chi deve sostenerci invece non comprende il nostro sacrificio e ci volta le spalle? Cosa può accadere? Può essere che il mostro si celi in ognuno di noi? Può essere che la follia derivante dalla stanchezza, dall'insofferenza, dalla delusione ci rovini la vita?
Sì, secondo l'autore può essere. E può essere che poi non basti il resto dell'esistenza per rimediare. Ci sono errori troppo grandi per cui non esiste rimedio e perdono.
Un libro certo non allegro, con un protagonista controverso ma molto interessante.



GIUDIZIO PERSONALE: ❀❀❀ e 1/2

Oggi vi attendono altri suggerimenti di lettura si Homemademamma, promotrice dell'iniziativa del Venerdì del Libro.

venerdì 21 giugno 2019

VdL - Wool, Hugh Howey

Buongiorno amiche lettrici! Oggi vi porto per mano in una nuova trilogia chiamata la Trilogia del Silo, di cui vi presento il primo volume "Wool".

Ambientato in futuro distopico e postapocalittico, ci porta in una Terra che non vorremmo mai vedere! L'aria è tossica ed irrespirabile da tempi immemori e l'umanità è stata costretta a rifugiarsi sottoterra. Qualcuno nel passato ha costruito il Silo (perché inizialmente è uno) e vi ha rifugiato dentro un certo numero di persone, istituendo regole e suddividendo scrupolosamente i compiti e i settori abitativi.

Holston è lo sceriffo dei piani alti, quelli che possono godere della Vista: una serie di schermi giganti su cui le telecamere esterne proiettano il paesaggio circostante. La Vista è veramente desolante, anche se gli abitanti del silo non hanno mai conosciuto nulla di diverso, se non sui libri per bambini che vengono da un passato lontano ... ma si sa i libri per bambini stravolgono la verità! Quindi il mondo esterno non è altro che terra polverosa, erba marrone e secca, rocce battute da un vento incessante e velenoso, nubi nere e assassine, resti lontani di una città abbandonata da secoli.
Periodicamente però scoppiano rivolte nel silo, rivolte che finiscono sempre male per i rivoltosi. E chi sono i rivoltosi? Quelli che cominciano a farsi domande, a dubitare, quelli che vorrebbero vedere il mondo esterno con i loro occhi per vedere se è vero che è così inospitale. E, di solito, vengono accontentati: condannati alla Pulizia. Condannati ad uscire dentro una tuta protettiva che però, sanno già, non resisterà molto agli agenti corrosivi che abbondano all'esterno. Il loro ultimo compito è pulire le lenti delle telecamere; finito questo, dopo poco, generalmente stramazzano al suolo.
E la storia comincia da qui; da Holston che sceglie volontariamente la Pulizia, come sua moglie 3 anni prima, e comincia a farci capire qualcosa... Il suo ruolo di sceriffo viene affidato a Juliette, una donna molto in gamba del reparto meccanica; troppo in gamba perché indaga dove non deve e si mette nei guai, in grossi guai. Ma mette anche in moto un meccanismo che non può più essere fermato e che porterà ad una cambiamento epocale.

Il romanzo è bello, godibile, innesca una storia originale e molto interessante che, fondamentalmente, porta a farsi delle domande sull'esistenza e sulle caratteristiche innate dell'"animale uomo". Può mai l'uomo arrendersi ad una vita limitata ad uno spazio finito? O l'anelito alla conoscenza e all'esplorazione lo porterà inevitabilmente e farsi delle domande? Può vivere di luce artificiale, di aria riciclata, senza sapere nulla del passato e senza poter dire liberamente la propria opinione?
Al di là degli eventi riportati, sono queste le domande che sottendono il romanzo. Alla luce dei cambiamenti climatici e dell'ignoto futuro che aspetta i nostri pronipoti devo ammettere che è un libro che mette un po' di malessere. Senza dubbio consigliato.



GIUDIZIO CRITICO: ❀❀❀❀

Oggi trovate altri suggerimenti di lettura su Homamademamma, promotrice del Venerdì del Libro.