venerdì 16 dicembre 2016

VdL - La neve cade sui cedri, David Guterson

Come spesso mi accade anche questo libro ha una sua lunga storia. Il romanzo è stato pubblicato per la prima volta in Italia da Longanesi nel 1996, all'epoca avevo poco più di 20 anni e la trama mi attirò già da allora, ma, ahimé, all'epoca studiavo ed il tempo e il denaro che potevo dedicare ai libri era scrupolosamente centellinato ... insomma questo libro non l'ho mai comprato, perché non l'ho trovato, perché non era il suo momento, perché perché perché...
Ad oggi vi devo dire che sono diventata matta a trovarlo in formato digitale, ma finalmente l'ho trovato e, 20 anni dopo, è venuto il suo turno: un libro molto molto bello.
La vicenda gira attorno al processo che si sta svolgendo sull'isola di San Piedro ai danni del pescatore Kabuo Miyamoto, un americano di origine giapponese, accusato di avere ucciso un altro pescatore Carl Heine trovato morto impigliato nella sua rete. L'evento, che si svolge circa una decina d'anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, sconvolge la piccola comunità dell'isola che partecipa in massa al processo nonostante stia imperversando una tempesta di neve spaventosa.
Fra il pubblico si trova anche il cronista del giornale locale, Ishmael Chambers; su di lui, come sugli altri protagonisti della vicenda, il passato si abbatte come un macigno quando, nell'aula del tribunale, incrocia lo sguardo di Hatsue, la moglie di Kabuo. Hatsue è stata la prima amica ed il primo amore di Ishmael, un amore vissuto per anni in segreto nel tronco cavo di un vecchio cedro, un amore bruscamente interrotto dalla guerra e dal conseguente internamento della famiglia di Hatsue.
In realtà il passato e, nella fattispecie la guerra, incombe pesantemente sull'intera vicenda. Prima del conflitto americani ed immigrati vivevano una realtà di lenta ma serena integrazione sulla piccola isola di San Piedro, situata nel nordovest del Pacifico. Ovviamente l'attacco a Pearl Harbor stravolge le cose; improvvisamente lo storico vicino di casa giapponese diventa il nemico "giap" e viene guardato con odio e sospetto. Il Governo stesso decide per l'internamento dei cittadini di origine nipponica in campi realizzati in zone desertiche del sud-ovest, in quanto considerati possibili spie nonostante la presenza di un'alta percentuale di nippo-americani di seconda generazione che si considerano a tutti gli effetti cittadini americani e che, in quanto tali, decidono di arruolarsi nell'esercito statunitense. Questo aspetto emerge prepotentemente durante il processo, basato prevalentemente su pregiudizi razziali nei confronti di Miyamoto, ex-soldato dell'esercito americano notiamo bene! Ma il pregiudizio è una brutta bestia, ed anche i gli onesti abitanti di San Piedro, lavoratori e timorati di Dio (come americanamente conviene) non ne sono immuni, quindi Kabuo è solo un "giap" e Carl un cittadino meritevole strappato all'amore dei suoi cari.
Alla vicenda, veramente molto ben narrata, fa da sfondo la natura incontaminata dell'isola, descritta in maniera vividissima in tutte le sue manifestazioni, al punto che a tratti mi sembrava di essere lì, nelle foreste immersa nel profumo dei cedri, nei campi coltivati a fragole (le migliori fragole del Paese) o nelle acque tumultuose ove passano i salmoni nel loro lungo viaggio verso casa.
Nel complesso un libro veramente molto bello e completo, una vicenda piena di spunti di riflessione dove Storia e sentimenti si fondono in maniera complessa e imprescindibile e dove Ishmael dovrà alla fine prendere una decisione fondamentale.


Durante la ricerca del libro ho scoperto anche che nel 1999 ne è stata fatta una riduzione cinematografica, che io non ho mai visto, con Ethan Hawke nel ruolo di Ishmael Chambers.

i suggerimenti delle altre lettrici li trovate QUI

venerdì 2 dicembre 2016

VdL - Le (dis)avventure di una wedding planner, Holly McQueen

Per questi primi giorni di dicembre, vi presento un libro leggero leggero adatto per svagarsi un po' rilassando e magari anche divertendosi.
Le (dis)avventure di Isabel Bookbinder, aspirante wedding planner, ricordano abbastanza quelle di una Bridget Jones in versione matrimoniale. Decisamente la nostra Isabel, neoassunta in una agenzia che organizza matrimoni d'alto livello, è una pasticciona non indifferente, tanto che finisce per mandare la sposa di un matrimonio importante nella chiesa sbagliata!
Licenziata in tronco, Isabel non si perde d'animo e, grazie ad una simpatica commedia degli equivoci, si accaparra fra mille bugie il "matrimonio del secolo"! Resta da vedere come se la caverà nell'organizzazione considerando che deve anche nascondersi dall'ex datrice di lavoro ed organizzare il matrimonio di un'amica di famiglia .... Mmm, gli ingredienti perché succeda il finimondo ci sono tutti ... sarà così?? E la vita privata di Isabel che fine farà?
Un libro che non è niente di sensazionale, ma che regala qualche spunto divertente, esattamente come quei film di Hugh Grant che hanno dietro una storia effimera, ma, fra lui che è un bel vedere e i coprotagonisti con molto "sense of humor" britannico, alla fine ti fanno divertire. Quindi per una lettura divertente e leggera lo consiglio senz'altro.



QUI i suggerimenti delle altre lettrici per la giornata di oggi

venerdì 25 novembre 2016

VdL - L'imprevedibile viaggio di Harold Fry, Rachel Joyce

Il giorno in cui ho approcciato questo romanzo, avevo frettolosamente letto qualcosa a proposito del protagonista e Forrest Gump; mi sono detta che magari mi sarei trovata di fronte ad un viaggio fatto senza sapere bene dove andare, ma mi sbagliavo. Qui Forrest Gump non c'entra proprio nulla!
Harold Fry è un tranquillo pensionato che vive con la moglie Maureen a Kingsbridge nel Sud dell'Inghilterra, lui e Maureen non parlano molto, anzi forse non parlano affatto e la loro vita scorre scandita delle piccole monotonie di ogni giorno. La lettera di Queenie Hennessy arriva la mattina di un giorno qualunque. Queenie, molti anni prima, lavorava con Harold al birrificio locale ed aveva stretto con lui una sorta di amicizia. Ora Queenie vive a Berwick-Upon-Tweed, ai confini con la Scozia, e sta morendo: per questo ha scritto ad Harold, per dirgli che sta morendo e per salutarlo. Quando Harold esce di casa per imbucare la lettera di risposta comincia la sua avventura, perché egli finisce per superare la buca della posta ed anche quella successiva e poi il confine della città e poi ... e poi decide che deve andare a piedi a Berwick perché finché lui camminerà Queenie vivrà.
E quello che il protagonista compie è un viaggio a tutto tondo, un viaggio dentro se stesso, un viaggio nella memoria di una vita cosparsa di errori, errori però che ce lo rendono simpatico perché Harold è semplicemente un essere umano. Qualcuno di più grande di noi disse "molto ti sarà perdonato perché molto hai sofferto"; ecco è questo il senso del viaggio, non tanto salvare l'amica che non può essere salvata e soprattutto non ne ha bisogno, Harold deve salvare se stesso, deve espiare la sua colpa e recuperare le fila di una vita che ha smarrito molto molto tempo prima in seguito ad un'atroce disgrazia.
Non è un capolavoro, ma è un libro che si legge bene e soprattutto è pieno di sentimenti; non ci sono solo tristezza e dolore in questo libro, ma la gioia di molteplici incontri inaspettati, l'incanto della natura vissuta giorno per giorno, il piacere della fatica fisica che ti spinge a misurarti con i tuoi limiti.
Come lettrice ho viaggiato a fianco di Harold, dentro le sue inadatte scarpe da vela, patendo il dolore di un fisico anziano e cercando di immaginare città che non conosco come se le vedessi attraverso i suoi occhi, vivendo l'angoscia della sua memoria e sperando di salvare Queenie.
Un bel libro.
Romanzo recensito anche da FedericaSole



Oggi le altre lettrici vi consigliano QUI

venerdì 18 novembre 2016

VdL - La casa delle tre sorelle, Jane Smiley

Ricontrollando su Anobii, ho notato che quest'estate ho letto un gran numero di libri che non mi hanno soddisfatta. Però non voglio sempre tediarvi con le mie lamentele, motivo per cui sono andata a scartabellare fra le mie letture più datate ed ho trovato questo romanzo "La casa delle tre sorelle" che, mi dice sempre Anobii, ho letto nel 1993. Ma devo dire che questo romanzo l'ho riletto più di una volta ed è fra i miei favoriti. Il libro, del 1992, è stato insignito del premio Pulitzer (non che questo dia per forza garanzie di nulla, ma per equità ve lo dico lo stesso).
In effetti ho letto recensioni crudelissime su questo romanzo. Beh, io stessa non sono certo tenera se una lettura non mi prende. Fatto sta che questo libro mi piacque; vuoi che fosse l'età, vuoi che fosse l'ambientazione, non so, ma mi piacque.
La storia di svolge in Iowa, uno degli Stati più strettamente agricoli d'America; Larry Cook è l'anziano capostipite di una famiglia d'agricoltori e tiranneggia la vita delle sue tre figlie Ginny, Rose e Caroline. Le tre sorelle sono diversissime tra loro: Ginny, la maggiore, è stata un po' la mamma delle altre sorelle, nonché la figlia che si è sempre occupata del padre e che, più delle altre, ne ha subito e perdonato il brutto carattere; Rose è la ribelle delle tre, lo è sempre stata e così facendo si è attirata il disprezzo del padre; Caroline è la tipica sorella minore viziata e blandita da tutti. Ginny vive nella vecchia casa di famiglia, col marito Ty, bravissimo uomo ma un po' limitato, e senza la consolazione di un figlio visto che è stata vittima di un numero impressionante di aborti. Rose ha un matrimonio tribolato e finito alle spalle e un paio di figli.
Quando Caroline riesce ad ingraziarsi il padre e a farsi intestare tutti i beni di famiglia, escludendo le sorelle, si innesca una catena di eventi ed un turbinio di emozioni che alla fine portano alla luce sentimenti a lungo repressi ed anche la memoria di un fatto abominevole avvenuto fra le mura domestiche.
Alla fine tutto è distrutto. Ma dalle ceneri di una fattoria e di una famiglia rinascono le vite di tutti e forse, finalmente, anche Ginny avrà la sua chance di essere felice.
Ho letto varie volte di un legame fra questo romanzo ed il Re Lear di Shakespeare, ma, ohimè, il Re Lear non l'ho letto o, se l'ho fatto l'ho anche rimosso, quindi non posso dirvi nulla su questo.
A parte ciò, il libro è bello, magari non immediato e veloce da leggere, ma non è una storia da leggere velocemente; è una storia da sorseggiare lentamente, lasciando decantare gli eventi e metabolizzandoli per capire bene le sfumature dei personaggi. Personaggi che possono anche non piacere, a volte, nella loro immobilità, ma verrà per tutti il tempo dell'azione. La mia preferita è Rose, che si sforza di fungere da cuneo ed alla fine riuscirà ad aprire la mente di Ginny, la sorella-madre a cui è molto legata.
Un libro dolente ma bello, se vi va' una difficile storia di famiglia.



QUI i suggerimenti di oggi delle altre lettrici


lunedì 14 novembre 2016

Dolci coccole per la malata

No, stavolta non sono io la malata, ma è la Pissi che per la seconda volta in meno di un mese si trova alle prese con lo streptococco.
Quindi, poiché già da tempo mi chiedeva una torta al cioccolato, ho pensato che le avrebbe fatto piacere una bella fetta di torta per consolarsi dall'isolamento forzato.
Devo ammettere che faccio due-tre tipi di ciambella e di solito piacciono molto a tutti, ma questa volta volevo proprio una "torta al cioccolato" seria, non la mia solita ricetta in variante nera.
Come sempre faccio, visto che non ho libri di ricette, mi sono fiondata su google ed ho scelto la ricetta che più mi ispirava: in Ricette del Mondo, la torta al cioccolato in 5 minuti (le ricette lunghe e macchinose mi smontano subito).
Il risultato è andato al di là di tutte le mie più rosee aspettative!
Ne è uscita una torta golosissima già nel suo aspetto più semplice, soffice, delicata e se la penso farcita e glassata, beh ... l'acquolina ci sta tutta!!



Ingredienti:
200g farina 00, 50g cacao amaro, 200g zucchero, 200ml latte, 2 uova, 100 ml olio di semi (mais), 1 bustina lievito, 1 bustina vanillina, zucchero a velo q.b.

A dire il vero io ho riaggiustato alcune cose: 100ml latte + 100 acqua perché avevo finito il latte; 180g zucchero perchè la volevo meno dolce e secondo me si può calare ancora un po'.

Detto ciò si mettono latte, olio e uova in una terrina capiente e si lavora bene con la frusta a mano.
Dopo di che si aggiungono, piano piano, tutti gli ingredienti secchi, quindi, farina, lievito e cacao setacciati, poi zucchero, vanillina e un pizzichino di sale.
Lavorare bene facendo ben attenzione che non vengano grumi (ma se vengono non disperate: secondo mio marito sembra ci siano le gocce di cioccolato!!).
Intanto preriscaldare il forno a 180° in modalità statico.
Quando l'impasto è pronto, versarlo nello stampo imburrato o rivestito con carta forno; infine porlo nel forno.
A questo punto sulla ricetta c'era scritto di cuocere per 30-35 minuti, ma nel mio caso dopo tale tempo la torta era ancora cruda. Non so se era colpa dell'acqua, boh, comunque io ho cotto per circa 50 minuti e comunque ho sempre controllato col lo stecchino.
Una volta cotta, torglierla dal forno e farla raffreddate bene prima di sformare. L'ultimo tocco è una bella spolverata di zucchero a velo.
Se si vuole si può glassare con cioccolato o come si preferisce.
Et voilà, vi assicuro che la torta è durata pochissimo e solo perché alla fine le facevo la guardia!!
PS: notate la traccia della "pantegana" che è passata a divorarla dopo poco....


Fra una settimana il presente post sarà linkato nella pagina "Ti prendo per la gola!"

venerdì 11 novembre 2016

VdL - La ragazza del treno, Paula Hawkins

Bene, alla fine sono riuscita a leggere il famosissimo best seller che lo scorso anno (se non erro) imperversava in vetta alle classifiche, "La ragazza del treno", da cui hanno tratto l'omonimo film ora nelle sale.
La trama vede come protagonista Rachel, divorziata da Tom e schiava dell'alcol in modo patologico. Rachel vive in un paesino fuori Londra e tutti i giorni, sobria ma per lo più no, prende il treno per recarsi nella metropoli al lavoro (per lo meno "ufficialmente"). Il tragitto del treno la porta, ogni giorno, a passare davanti alla casa dove viveva con l'ex-marito e dove egli ancora vive con la nuova moglie e la figlioletta in fasce. Ma ciò che Rachel guarda, con curiosità che sfiora il voyerismo, è la casa accanto dove vivono Megan e Scott che, nella sua fantasia, sono la coppia perfetta. Ma un giorno, passando, vede una cosa che la sconvolge e il giorno successivo Megan sparisce e Rachel si sveglia nel suo letto ferita e sanguinante non ricordando nulla della notte predente. Cosa sarà accaduto? E Rachel ha qualcosa a che fare con la scomparsa di Megan?
Beh, raccontato così (che è circa il risvolto di copertina) sembra un gran libro .... eh, che ve li dico a fare, io sono rimasta delusa!
Non per lo stile che scorre via come un fiume in piena, infatti me lo sono letto in due giorni, ma la storia .... e i personaggi!!
Allora Rachel l'ubriacona francamente non attira le simpatie del lettore, anche se la vita e il marito l'hanno resa a pesci in faccia, lei non sa fare altro che bere, bere, bere, fino a vomitare ovunque e non capire nemmeno dove si trova ...... insomma, proprio tutta sta simpatia io non l'ho provata.
Il marito, Tom .... beh, un fedifrago che simpatia ti può suscitare??
La nuova moglie Anna: basta che Rachel si materializzi a 1km da casa sua e comincia a dare i numeri, trema, strepita, avvinghia la figlia manco volessero portagliela in Perù e blatera di farle appioppare un ordine restrittivo ..... vabbè....
Megan, alla fine, squilibrata e disturbata com'è è quella più simpatica (vedete voi); obiettivamente ha subito esperienze molto forti nella vita e se è un po' disturbata è anche da capire.....
Scott .... prima sembra il marito del Mulino Bianco e poi strippa di brutto .... non si sa bene come incasellarlo.
Ecco, con cotali personaggi e considerando che, per l'ennesima volta, a metà libro avevo già intuito chi poteva essere il colpevole, posso solo dirvi che non solo il libro mi ha delusa ma anche, e come spesso accade, mi sono interrogata su come una storia tutto sommato così labile fosse arrivata ai vertici delle classifiche di vendita. Evidentemente pubblicità furbetta e passaparola fanno miracoli.
Lo consiglio solo se proprio ci si vuole togliere lo sfizio.



QUI i suggerimenti odierni delle altre lettrici

venerdì 4 novembre 2016

Vdl - Il cappello di Mr. Briggs, Kate Colquhoun

Salve a tutte/e, ritorno dopo un altro lungo periodo d'assenza. Purtroppo non è stata un'estate facile, la mia tiroide ha deciso di comiciare a fare i capricci e ci ho messo un po' ad accorgermene. Ancora non sto tanto bene e non ho nemmeno una diagnosi certa, comunque in qualche modo supereremo anche questa. Nel frattempo continuo con le mie letture anche se un po' a rilento.
Il romanzo di cui voglio parlarvi oggi è "Il cappello di Mr. Briggs ovvero il mistero della carrozza 69" di Kate Colquhoun. Si tratta di una storia vera, un fatto di cronaca avvenuto nella Londra del 1864: il bancario Mr. Thomas Briggs prende il treno per rientrare a casa in una calda sera di luglio, sale sulla carrozza 69 e, a suo modo, entra nella storia. Alcuni minuti e poche fermate dopo lo scompartimento viene trovato vuoto e lordo di sangue; ore dopo l'ormai morente Mr. Briggs viene rinvenuto esanime sui binari del treno. Cos'è successo all'interno della carrozza 69?
Il romanzo è un fedele report delle indagini di Scotland Yard che, spinta dalle forti pressioni della nascente industria ferroviaria, del Governo e della popolazione atterrita, scatena un'imponente caccia all'uomo.
Gli indizi sono pochi, primo fra essi un cappello a cilindro ritrovato nella carrozza 69 ... il cappello di Mr. Briggs o quello del suo assassino?
Di fatto su quel cappello si fonderà tutta l'accusa: un cappello scambiato, insanguinato, schiacciato e rivenduto; su quello e su una catena da orologio che ha seguito circa le stesse vicissitudini. In base ad essi ed ai loro passaggi di proprietà si individua il colpevole in un povero sartino tedesco (la Germania, non era molto amata all'epoca in Gran Bretagna) che viene riacciuffato al di là dell'oceano e ricondotto in Patria per essere giudicato. Un processo viziato da preconcetti, inattendibili testimonianze ed una giurisprudenza che di fatto impediva la difesa. Il carpo espiatorio, chiesto a gran voce dalla nazione, è stato trovato e giustizia è stata fatta ..... davvero?!? Di fatto si tratta di uno dei primi delitti irrisolti documentati nella storia, non sapremo mai chi davvero si accanì con ferocia quel 9 luglio 1864 sul povero Mr. Briggs all'interno della carrozza 69.
Per chi ama il dettagliato collocamento storico delle vicende, questo è certamente un romanzo molto interessante. Non tanto magari per la storia in se, ma sicuramente per lo spaccato che apre sull'Inghilterra di quel periodo. Una società severamente suddivisa in classi, un pensiero scientifico ancora decisamente agli albori, una paura atavica per il nuovo, nuovo che all'epoca era rappresentato dai viaggi in treno.
Veramente una lettura valida, ben strutturata e dettagliata (a volte pure troppo), forse non scorrevole ma vale la pena fare lo sforzo.
Se vi piace conoscere in modo più approfondito il passato, allora leggete questo libro e non sarete delusi,



QUI i libri di oggi

venerdì 22 luglio 2016

VdL - Trilogia del mondo d'inchiostro - Cornelia Funke

L'interesse per la trilogia che vi presento oggi mi è stato trasmesso da mia figlia maggiore: ha visto il film Cuore d'inchiostro (carino per me, fantastico per lei) ed ha cominciato a chiedermi del libro; ho cercato un po' e alla fine ho scaricato la trilogia (mai fare le cose a metà).
Così ci siamo messe a leggerlo entrambe.

"Meggie è una ragazzina amante dei libri, niente di strano visto che suo padre Mo è un rilegatore; a causa del suo lavoro (almeno così sembra) viaggiano molto e non si fermano mai a lungo in un posto. Meggie è orfana di madre, il papà le detto che sua madre Resa è partita quando lei era molto piccola perché voleva vedere il mondo. Ma una notte di pioggia cambia tutta la vita di Meggie, la notte in cui Dita di Polvere bussa alla loro porta. Quello che Dita di Polvere finirà per farle raccontare da suo padre è impossibile: Dita di Polvere è un mangiafuoco ed è il personaggio di un libro ed è stato suo padre Mo a farlo uscire dal libro e a portarlo nel nostro mondo, suo padre che il girovago chiama Lingua di Fata. Tutto è partito da un libro, appunto Cuore d'inchiostro, e Mo non ha fatto uscire sono Dita di Polvere dal libro, ma anche personaggi meno simpatici, primo fra tutti il crudelissimo Capricorno. Capricorno, dice Dita di Polvere, possiede tutte le copie esistenti del libro da cui proviene perché ... non vuole tornarci! Dita di Polvere invece sì ed è questo che chiede a Mo: trovare Capricorno, rubargli il libro e rimandarlo là, dalla donna che ama. Mo accetta ma per un altro motivo: la notte in cui Dita di Polvere uscì da Cuore d'inchiostro, vi entrò Resa la mamma di Meggie. E' questo il terribile segreto del libro: qualcuno esce e qualcun'altro entra. Da questi presupposti parte una storia fantastica che si svolgerà per 3 romanzi ed alla fine porterà i nostri protagonisti dentro il mondo d'inchiostro a combattere i cattivi. Torneranno indietro?"

Come in tutte le saghe c'è il libro meglio riuscito e quello peggio. Per quanto mi riguarda devo dire che il primo mi ha deluso rispetto al film, lento, desolante e anche un po' sbrigativo nel finale che sarebbe invece l'apice della storia. Bisogna dire però che l'idea da cui parte tutta la storia è veramente buona. Il secondo invece è avvincente e ci presenta finalmente il mondo d'inchiostro che, essendo un mondo si favola, è ovviamente molto più interessante del mondo reale descritto nel primo romanzo (fra l'altro in parte si svolge in Liguria che è descritta in modo così tetro che, se non la conoscessi, non ci andrei di certo). Il terzo romanzo è l'ovvia conclusione di tutta la storia.

Nel complesso la lettura è stata piacevole, non posso dire che sia la mia saga fantasy favorita, ma non è male. Mi sento di consigliarla a chi fosse curioso di conoscere meglio la storia. Tutto sommato una buona trilogia.





Qui i suggerimenti di oggi

venerdì 15 luglio 2016

Vdl - L'uomo di Marte, Andy Weir

Per il mio ritorno dopo molti mesi d'assenza, ho scelto un libro suggerito a suo tempo da Maris: L'uomo di Marte di Andy Weir.

"Quando Mark Watney apre gli occhi si trova ferito, solo e ... su Marte! Il naufrago interstellare è uno dei componenti della missione Ares 3, i suoi compagni se ne sono andati da Marte in seguito ad una grave tempesta di sabbia e credendolo morto: un bel problema!
Mark è solo su un pianeta freddo e desertico con solo le razioni di cibo di tutto l'equipaggio che non basteranno mai ad alimentarlo fino all'arrivo di Ares 4 di lì a 4 anni, senza contare che la destinazione della missione seguente si trova a 3200 km da dove lui si trova e che sulla Terra tutti lo credono morto.
Ma Mark non si scoraggia e comincia la sua dura lotta per la sopravvivenza."

Non aggiungo altro perché toglierei tutto il gusto della lettura, ma posso dirvi che davvero il nostro protagonista se ne inventa di tutti i colori per portare a casa la pelle.
Il libro è avvincente e devo dire che l'ho divorato in pochi giorni. Indubbiamente la vicenda s'adatta perfettamente ad essere trasformata in un film come in effetti è successo (io non l'ho visto).
Maris, all'epoca, si lamentò delle numerossime e dettagliate descrizioni di esperimenti, manovre calcoli ecc... beh come avevo anticipato allora a me sono piaciute, anche se in effetti potevano essere meno, ma la mia è una deviazione professionale. Poi, diciamocelo, cosa poteva mai altri fare un poveraccio solo per più di due anni su Marte!?
Ecco questa è la parte del libro che mi ha convinto un po' meno: il protagonista mantiene fino alla fine uno humor ed una fiducia che trovo poco credibili. Insomma rischia varie volte di morire, si nutre per due anni di cibi liofilizzati e patate cotte al microonde, ascolta solo disco music degli anni 70 e vede serie televisive degli anni 80; anche quando poi riesce a comunicare con la Terra può farlo solo in maniera molto limitata ..... boh, una persona normale avrebbe dato di matto! Ma, come viene sottolineato nel libro, gli astronauti sono tutti un po' pazzi quindi sarà per quello che il buonumore di Mark non viene mai a mancare....
A parte questo è un libro veramente godibile e lo consiglio!





QUI i suggerimenti degli altri lettori


venerdì 8 aprile 2016

VdL - L'elastico viola, Patricia Daniels

Il romanzo che voglio presentarvi oggi mi ha molto angosciata ed ho avuto bisogno di un po' di tempo per metabolizzare la vicenda e riuscire a scriverne qui. Forse perchè parla di due sorelline, non posso fare a meno di sentirmi male pensando al dolore di questa storia.

Sara ed Elena sono due sorelline di 6 e 3 anni, sono felici anche se la loro bellissima mamma è un po' strana, e di certo non penserebbero mai a ciò che le aspetta quando la madre le veste di tutto punto per andare a fare una passeggiata in "un posto speciale". Infatti ciò che accade è che la madre le abbandona in un collegio di suore; qui vengono immediatamente separate in base all'età e possono vedersi solo nelle sale comuni e in cortile. Il collegio in questione è quanto di più classico, squallido e freddo ci si possa immaginare sia un collegio gestito dalle suore (diciamo che stiamo parlando degli anni '60-'70)... un carcere, dove le bambine sono umiliate, castigate con crudeltà e separate per il puro gusto di farle soffrire. Sara giura a se stessa che proteggerà la sorellina da ogni sopruso, attirando così su di se l'antipatia delle suore e subendo ingiustizie di ogni tipo. Il simbolo della sua protezione è l'elastico viola per capelli che lascia sotto il cuscino della sorella Elena a testimoniarle la sua presenza al suo fianco. Dopo anni in cui Sara diventa dura e ribelle ed Elena dolce e remissiva la madre disgraziata le torna a prendere e le porta a vivere con se e con il nuovo marito. Le salva dall'inferno per precipitarle in un limbo di indifferenza, sopportazione e solitudine.
Alla fine è la vita che le separa, sciogliendo quella solidarietà tra sorelle che le aveva salvate dalla mancanza di sentimenti del collegio. Ognuna di loro cercherà di trovare la propria strada tra errori enormi, perdite inimmaginabili e dolore ad ogni svolta. La felicità arriva solo a tratti ed è seguita dal senso di abbandono.
La sorte si mostra crudele per la giovane Elena, che non ha mai imparato ad combattere e cade nel vortice della droga.
Il finale è amaro, ma un ultimo particolare riscatta gli eventi e l'ultimo atto d'amore fa capire che quell'amore era stato sempre presente, per tutta la vita.



QUI gli altri suggerimenti di oggi


venerdì 11 marzo 2016

VdL - La guerra del basilico, Nico Orengo

Buongiorno a tutte. Dopo la solita sospensione, dovuta alla varicella della Tata, rieccomi a presentare un libro piuttosto insolito "La guerra del basilico" di Nico Orengo.

Era la prima volta che mi avvicinavo a questo autore e devo dire che faccio un po' fatica a dare un giudizio; lo stile mi piace molto, disincantato e ironico, d'altra parte il patos della narrazione si è un po' spento nel corso del romanzo.
Ma vediamo la trama:
Un'alga assassina tropicale, la Caulerpia Taxifolia, infesta misteriosamente la Riviera di Ponente e minaccia tutto il Mediterraneo. Sandra, una biologa ricercatrice italiana, viene inviata al Museo Oceanografico di Montecarlo per collaborare ad una risoluzione ed investigare sull'origine della diffusione dell'alga. Non trovando posto a Montecarlo, Sandra trova alloggio appena al di qua della frontiera, all'albergo Tropicana, struttura in disfacimento in cui s'incrociano le vite di personaggi paradossali e quasi incredibili ma ingegnosamente pensati. In questo luogo paradossale aleggia il fantasma di in passato fiorente ormai finito ed anche quello di un amore impossibile e perduto nel tempo del quale rimangono solo una gonna gialla ed un'enorme pianta di basilico. 

Lo stile è molto piacevole: una commedia brillante leggermente tinta di giallo. Ho letto da qualche parte che Orengo, in questo libro, si diverte a sedurre e forse è vero, presenta personaggi atipici, strampalati e interessanti, costruendo situazioni fuori dal comune, strappandoci sorrisi, incantandoci con parentesi fiabesche per poi lasciare a bocca asciutta le velleità buoniste di noi lettori romantici. A riprova di ciò il finale è aperto e imprevedibile (e francamente lascia un po' delusi) ma ciò che rimane di questo romanzo è l'azzurro del mare, l'odore avvolgente del basilico ed una storia leggera, ironica, divertente ed il piccolo mistero di un'attrice giunta a Monaco da oltre oceano per girare "Caccia al ladro" con Hitchcock...



QUI i suggerimenti della altre lettrici

venerdì 26 febbraio 2016

VdL - La pioggia fa sul serio, Guccini-Macchiavelli

Buongiorno lettrici! Nonostante i virus ci abbiano presi di mira ed ancora non mollino la presa, provo a buttare giù la recensione di questo libro che ho letto poco tempo fa: "La pioggia fa sul serio" di Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli.
Premettiamo un paio di cose. Sono una grande fan di questo duetto letterario perché ha scritto gialli molto belli e ben congeniati e perché i loro romanzi sono tutti ambientati qui dove vivo io; infatti il buon Guccini ha deciso di trasferirsi in zona circa 10-15 anni fa ed è una sorta di vicino di casa che incontri al mercato del sabato piuttosto che al cinema (giuro che l'ho visto in fila per il cartone "Inside Out"!). Del resto, non per tirarsela ... (ma anche un po' sì), siamo terra di cantanti e da ragazza incontravo Vasco in discoteca e Dalla faceva la spesa da mia nonna .... insomma robe così!
Comunque torniamo a noi ed al nostro romanzo.
Si tratta del secondo volume del filone di Marco Gherardini, ufficiale della forestale di queste abbandonate montagne. Il primo volume, "Malastagione" aveva inaugurato il suo ruolo di protagonista ed ambientava le vicende ai giorni nostri (ho parlato di questo libro su questo blog alcuni anni fa).
Non vi faccio il solito riassunto della trama perché, in questo caso non rende. E' di base un giallo, ci sono omicidi misteriosi (specialmente per un posto come questo!) e strani traffici fra montagna e pianura che nascondono un bel giro di soldi. Ma, al di là della storia di base, ciò che amo molto in questi libri è la volontà di far conoscere alla massa una realtà che attraversa un periodo di grande difficoltà. C'è un grosso problema di spopolamento della montagna, le fabbriche chiudono e bisogna trasferirsi in pianura, e l'abbandono ulteriore e l'incuria di chi rimane è la causa di enormi problemi di origine idrogeologica. Le montagne abbandonate franano, lo sanno tutti.
Poi c'è anche una frana che definirei sociale, la scomparsa di una realtà, di un modo di vivere anche il territorio che erano l'eredità dei nostri nonni, ma che noi non siamo stati capaci di fare nostri e di tramandare ai nostri figli. La montagna non è un posto per la frenesia; qui il modello cittadino non può portare a nulla di buono, non si può vivere qui come si vive a Bologna. O si accetta questo e si cerca di creare un'economia che abbracci la realtà del luogo o si è destinati al fallimento.
Ecco, tutto questo ho trovato nel libro di Guccini e Macchiavelli, e per questo lo consiglio.
Forse non è un libro che tutti possono capire, ma con un piccolo sforzo è possibile approcciarsi ad un tipo di vita che viaggia ad una velocità diversa e che racchiude una sua peculiare e grande bellezza.

Dei due autori vorrei segnalare anche il ciclo del Maresciallo Santovito, ambiantato sempre negli stessi luoghi ma in un diverso periodo storico, dal periodo fascista e della seconda guerra mondiale fino circa agli anni 60. Romanzi molto belli che ho amato anche di più di quelli recensiti. Ci sentivo il ricordo dei miei nonni in quelle storie, non potevo non amarle!



QUI i suggerimenti di oggi!



venerdì 12 febbraio 2016

VdL - Il segreto della libreria sempre aperta, Robin Sloan

Questa settimana vi s-consiglio un libro. Si tratta di "Il segreto della libreria sempre aperta" di Robin Sloan. L'ho approcciato sedotta dal titolo, già m'immaginavo una fantastica storia di libro misteriosi, magari magici, inseguimenti qua e là per mondo modello Indiana Jones ed invece ... è un libro pieno di nerd.
Non che io abbia qualcosa contro i nerd, d'altro canto ho fatto parte della categoria per buona parte dell'adolescenza, ma dentro un libro fanno un po' fatica ad accalappiare l'attenzione del lettore, no?
 Comunque, questa è la trama:

Clay, giovane talentuoso della rete in cerca di lavoro, trova un impiego notturno nella libreria del Sig. Penumbra; lo strano, ovviamente è che si tratta di una libreria aperta 24 ore su 24 ed ancora più strano è che si vendono pochissimi libri, più spesso alcuni strani volumi, pieni di lettere messe a casaccio, vengono presi in prestito da curiosi individui che paiono studiare qualcosa di molto misterioso. Poichè il nostro protagonista non è proprio rimbambito, comincia a sottrarre volumi e a condurre ricerche col sussidio "nientepopodimenoche" dello staff di Google. Insomma si scopre che il Sig. Penumbra fa parte di una strana setta di lettori, devoti ad un misterioso e inconpresibile (perché codificato) libro di Aldo Manunzio.
Dopo molte traversie informatiche il codice viene craccato (mi piace un sacco questa parola) dal nostro eroe e il tutto si scioglie in bolla di sapone. 

Tutto sommato il libro è abbastanza divertente, ironico quanto basta, ma fatica a decollare e, di fatto, non lo fa mai. L'inizio è sicuramente la parte migliore, ma poi la storia perde anche quel poco di mordente che aveva e il finale è scontatissimo. I personaggi rimangono piatti, non si approfondisce nessun rapporto personale ed il misterioso Sig. Penumbra alla fine è solo un vecchietto strambo e sognatore che, di fatto, lascia fare tutto agli altri e non fa altro che sparire dalla circolazione al momento meno opportuno.
Lo consiglierei solo per una lettura leggerissima, tipo sala d'attesa, quando si legge ma la testa è un po' da un'altra parte.

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venerdì 5 febbraio 2016

VdL - Il tribunale delle anime, Donato Carrisi

Rieccomi dopo lunga assenza. I libri in lista di recensione sono tanti, ma comincerò dall'ultimo che ho finito di leggere ieri, Il Tribunale delle Anime di Donato Carrisi.
Dello stesso autore avevo già letto La Donna dei Fiori di Carta, molto molto bello, ma decisamente diversissimo da questo.

Trama:
In una Roma stranamente piovosa e scura si intrecciano le storie dei due protagonisti: Marcus e Sandra. Sandra è un agente di polizia a Milano, il suo ruolo e compiere le rilevazioni fotografiche sui luoghi dei crimini; Sandra ha 29 anni ma è già vedova, suo marito, fotografo freelance, è morto 5 mesi prima per uno strano incidente verificatosi proprio a Roma. Marcus è un prete o, per meglio dire, un prete-detective, i criminali che cerca sono colpevoli di delitti atroci e la sua missione è top secret.

In realtà quello che Carrisi mette magistralmente in scena è una perfetta concatenazione di delitti e di colpevoli, di cause ed effetti, perchè il male generato genera altro male.
I misteri ed i colpi di scena non mancano in questo romanzo che, senza alcun dubbio, ha il pregio di tenere incollati alle pagine. Devo dire che, ad un certo punto, la girandola di "delitti e castighi" mi ha un po' confusa, ma il libro è indubbiamente ben congegnato ed il meccanismo scorre liscio e inesorabile lungo tutte le pagine.
Senza dubbio un romanzo da leggere.
Un unico avviso: lascia l'amaro in bocca.



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