venerdì 18 novembre 2016

VdL - La casa delle tre sorelle, Jane Smiley

Ricontrollando su Anobii, ho notato che quest'estate ho letto un gran numero di libri che non mi hanno soddisfatta. Però non voglio sempre tediarvi con le mie lamentele, motivo per cui sono andata a scartabellare fra le mie letture più datate ed ho trovato questo romanzo "La casa delle tre sorelle" che, mi dice sempre Anobii, ho letto nel 1993. Ma devo dire che questo romanzo l'ho riletto più di una volta ed è fra i miei favoriti. Il libro, del 1992, è stato insignito del premio Pulitzer (non che questo dia per forza garanzie di nulla, ma per equità ve lo dico lo stesso).
In effetti ho letto recensioni crudelissime su questo romanzo. Beh, io stessa non sono certo tenera se una lettura non mi prende. Fatto sta che questo libro mi piacque; vuoi che fosse l'età, vuoi che fosse l'ambientazione, non so, ma mi piacque.
La storia di svolge in Iowa, uno degli Stati più strettamente agricoli d'America; Larry Cook è l'anziano capostipite di una famiglia d'agricoltori e tiranneggia la vita delle sue tre figlie Ginny, Rose e Caroline. Le tre sorelle sono diversissime tra loro: Ginny, la maggiore, è stata un po' la mamma delle altre sorelle, nonché la figlia che si è sempre occupata del padre e che, più delle altre, ne ha subito e perdonato il brutto carattere; Rose è la ribelle delle tre, lo è sempre stata e così facendo si è attirata il disprezzo del padre; Caroline è la tipica sorella minore viziata e blandita da tutti. Ginny vive nella vecchia casa di famiglia, col marito Ty, bravissimo uomo ma un po' limitato, e senza la consolazione di un figlio visto che è stata vittima di un numero impressionante di aborti. Rose ha un matrimonio tribolato e finito alle spalle e un paio di figli.
Quando Caroline riesce ad ingraziarsi il padre e a farsi intestare tutti i beni di famiglia, escludendo le sorelle, si innesca una catena di eventi ed un turbinio di emozioni che alla fine portano alla luce sentimenti a lungo repressi ed anche la memoria di un fatto abominevole avvenuto fra le mura domestiche.
Alla fine tutto è distrutto. Ma dalle ceneri di una fattoria e di una famiglia rinascono le vite di tutti e forse, finalmente, anche Ginny avrà la sua chance di essere felice.
Ho letto varie volte di un legame fra questo romanzo ed il Re Lear di Shakespeare, ma, ohimè, il Re Lear non l'ho letto o, se l'ho fatto l'ho anche rimosso, quindi non posso dirvi nulla su questo.
A parte ciò, il libro è bello, magari non immediato e veloce da leggere, ma non è una storia da leggere velocemente; è una storia da sorseggiare lentamente, lasciando decantare gli eventi e metabolizzandoli per capire bene le sfumature dei personaggi. Personaggi che possono anche non piacere, a volte, nella loro immobilità, ma verrà per tutti il tempo dell'azione. La mia preferita è Rose, che si sforza di fungere da cuneo ed alla fine riuscirà ad aprire la mente di Ginny, la sorella-madre a cui è molto legata.
Un libro dolente ma bello, se vi va' una difficile storia di famiglia.



QUI i suggerimenti di oggi delle altre lettrici


1 commento:

  1. In effetti da ciò che dici della trama il legame con Re Lear c'è perché quest'ultimo disereda la figlia Cordelia, unica ad amarlo, in favore di altre figlie più dure di cuore. Quindi una vaga somiglianza c'è. Buon week end Chiara

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