martedì 17 dicembre 2013

In difesa del Natale

A me il Natale piace.
Direte voi " ecchisene..."
Giusto, giustissimo. Allora perché tutti quelli che incontro si premurano di mettermi al corrente che invece loro al Natale darebbero fuoco?!
Ecco allora io voglio proprio dirlo a gran voce :

a me il Natale piace!

Mi piace da sempre, da che mi ricordo. E non conta niente se adesso ho 40 anni e da un pezzo non credo più a Babbo Natale (ehm .... no, non è vero ... io in fondo a Babbo Natale ci credo ancora!).
Mi piace l'atmosfera, che però è sempre più difficile da creare. Sì perché e quella la vera magia del Natale, quel calore nel cuore, quella voglia di stare con chi ami, di abbracciarli e dire loro "grazie perché siete qui".
Mi piace quando nevica la notte di Natale, che allora la magia è completa. Mi piace andare alla messa di mezzanotte, uscire e fare gli auguri a tutti quelli che incontro, che tanto qui il paese è piccolo e ci si conosce tutti. Mi piace aspettare che le bimbe dormano e sgattaiolare in cantina a prendere i regali, dopo settimane che li nascondiamo proprio sotto il loro naso! Mi piace quella dolce attesa, immaginare la loro sorpresa al risveglio e poi viverla, sentirle dire sicure "io mamma l'ho sentito un rumorino" e "sì, io ho sentito i campanelli della slitta!"
Mi piace il pranzo coi tortellini, che senza quelli non è Natale, andare a fare gli auguri alla zia novantenne di mia madre, telefonare allo zio in Svizzera (che se non ci sentiamo almeno per le Feste ...), abbracciare i cugini che non vedi mai e ritrovarsi a sera che un altro Natale è già passato.... e guardarsi negli occhi e, non dirlo, ma pensare "peccato, così in fretta, mi sembra di non averlo gustato bene a modo..."

E allora, per tutte queste cose, a me piace il Natale.... perciò
Buon Natale a tutti, con affetto
Manu

giovedì 12 dicembre 2013

Ritorno

Dopo sei mesi di assenza, rieccomi ad aggiornare il blog.
Mi sono allontanata per motivi personali e famigliari: mio marito ha subito un grave infortunio sul lavoro e l'estate è stata abbastanza dura. Ma ora tutto si è sistemato e si ritorna alla vita normale.
Non so in quanti abbiano notato la mia assenza (tranne Batù che so che l'ha notata! ;-)).
Mi sono lungamente interrogata sulla possibilità di recuperare il blog o di abbandonarlo definitivamente. Per ora ho deciso di recuperare, poi vedrò.
Per il momento, comunque, sono qui; magari non molto assidua, ma ci sono.
Chi altro c'è?

lunedì 3 giugno 2013

Verso la fine, con slancio!


Chi, come me, ha bambini (piccoli o grandi non importa!) saprà che queste ultime settimane pullulano di impegni sfibranti, molto più per i genitori che per i bambini.
Ultimi giorni di scuola, gite, saggi di ogni tipo e recite scolastiche. E tu, mamma e (sarebbe meglio!) papà devi presenziare ovunque! Poi , nel mio caso, sono psicotica e finisce che ci tengo più io che la figlia in questione e allora scatta la ricerca del dettaglio perfetto e la consultazione frenetica delle previsioni meteo se l'evento si tiene all'aperto. Che poi a cosa serve guardare il meteo? Se piove direi che te ne accorgi e non ci puoi fare proprio niente!
Ma tutte le riflessioni sensate non servono a nulla: è più forte di me, mi devo preoccupare. Per cosa non importa, basta che mi preoccupo.
Comunque, un solo evento mi separa dalla pace dei sensi: il saggio di danza. Ormai tutto è pronto. E devo dire che pure le maestre ci mettono del bello e del buono per stressarti il già fragilissimo sistema nervoso. Tutti gli anni ti richiedono capi d'abbigliamento assurdi; magari, che ne so, ti chiedono una calzamaglia di lana e pretendono che tu la trovi in negozio a Giugno! A parte quest'anno che con le temperature artiche che ci sono ci starebbero pure bene, capirete che l'impresa è persa in partenza!
Ma loro no, le vogliono proprio ... e ti costringono a rovistare nelle soffitte o supplicare la lontana cugina di controllare se per caso ne ha una in un cassetto nascosto.
Oppure ti fregano chiedendoti una banalissima t-shirt, ma ......... "deve essere arancione melone pallido, sai quella sfumatura lì quando vira al quasi marcio ma non proprio .... però insomma dev'essere così!".
Benedette ragazze, io vi auguro di non avere uno ma almeno 10 figli, poi ne riparliamo bimbe!
Ma, in qualche modo, anche quest'anno ce l'abbiamo fatta: vestiti pronti, calze pronte, scarpe pronte, nastri per i capelli pronti, biglietti comprati. Ah già ... macchina fotografica pronta!
Speriamo di riuscire a superare anche l'ultimo impegno e poi pure io, fino a ottobre, vado in "ferie psicologiche". Vi farò poi sapere se ce l'abbiamo fatta.

mercoledì 22 maggio 2013

Mille volte "sì"


Esattamente nove anni fa, a quest'ora, ero nella chiesa del mio paese e stavo dicendo "sì" a mio marito.
Tante cose sono accadute da quel giorno. In nove anni la nostra vita è cambiata in modo radicale.
Ci sono state grandi gioie, come la nascita delle nostre figlie, e grandi dolori. Ma eravamo insieme ad affrontarli.
Da quando le nostre strade si sono unite non mi sono mai più sentita solo davanti alla vita, come invece mi ero sempre sentita in precedenza.
Lui è la mia forza, la mia vita, il mio coraggio.
Oggi, domani, sempre e per mille volte ancora ripeterei quel "sì".

"A te che hai reso la mia vita bella da morire
che riesci a rendere la fatica un immenso piacere
a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande
a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più
a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo
a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande
a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei
sostanza dei giorni miei...."

martedì 21 maggio 2013

La sfortuna ci vede benissimo





L'attrezzo sopra è esattamente quello che ci vorrebbe in questo periodo sulla porta di casa nostra. Insomma la iella s'è accanita e non ci molla più. Ce ne stanno capitando di tutti i colori dai problemi di salute e quelle cose che ti capitano e ti dici " ma nemmeno se mi concentro e ci provo con tutte le mie forze mi capita"!
Insomma se qualcuno sa fare un esorcismo si faccia vivo.
Noi, per ora, teniamo botta!



giovedì 2 maggio 2013

What's a webox?

Carissime! Questa primavera che non arriva mai e tende piuttosto all'autunno è la causa della mia recente assenza dal blog. Malanni vari ci perseguitano, anzi perseguitano soprattutto le pupe, fin da dopo Pasqua e la  s...a non accenna a diminuire!
Adesso aspettiamo solo la varicella e poi, FORSE, pensiamo di avere finito!
Ma non è questo ciò di cui volevo parlare.
Allora: è successo che, circa 4 mesi fa la sfortuna non aveva ancora deciso di accanirsi; ANZI! Direi che ho conosciuto un periodo piuttosto fortunato (con grandi sfottò di amici e parenti...).
E' successo allora che grazie a una nota marca di carta igienica ( e qui chi prende in giro lo trito!!) ho vinto un week-end "Coccole e Relax", prodotto altrimenti detto webox della Alpitour.
Il premio è arrivato un paio d'ore fa.
Allora a parte la fregatura di partenza che:

  • io il premio l'ho vinto a Gennaio, ma arriva adesso e scade a fine Settembre; perciò sarà complicatissimo trovare una data fruibile, soprattutto in vista dell'estate...
Va beh, a questo ci penseremo.
Ma volevo chiedervi se, per caso, qualcuno di voi ha mai usufruito di questo tipo di prodotti?
Se sì, come vi siete trovati/e?


martedì 16 aprile 2013

L'usignolo

La giornata a calda e soleggiata, sicché, lasciando le finestre aperte, sento il canto degli usignoli.
Dopo un lungo inverno passato rinserrati in casa, quasi ci si era dimenticati della piacevolezza dei suoi della natura.
Decisamente ringrazio il cielo di vivere in campagna!
Cosa c'è di più bello dello stare seduti in pace ad ascoltare il canto degli uccelli, mentre il sole ti scalda la fronte?
E mi tornano alla mente i versi di Keats in "Ode a un usignolo":

Tu arborea driade dalle lievi ali
Che in una macchia melodiosa
Di faggi verdi e sparsa d'ombre innumeri
Canti l'estate con la felicità della gola spiegata...

giovedì 11 aprile 2013

La mia mamma - Giveaway

Ho appena finito di leggere un bellissimo post della mia nuova amica Maris. In questo modo sono venuta a conoscenza dell'iniziativa lanciata da Francesca: il giveaway "La mia mamma".


Leggendo anche il suo post mi è venuta voglia di partecipare.
E c'è un motivo particolare.
Il 23 Aprile prossimo saranno trascorsi esattamente 20 dal giorno in cui la nostra vita (a livello di famiglia) è cambiata dall'oggi al domani.
Ma prima di parlare di quello che accadde, due paroline su noi due.
Il rapporto fra me a la mia mamma è complicato da descrivere. Quando ero piccola era la mia eroina e le dedicavo il mio amore incondizionato. E' stata, senza dubbio, una bravissima mamma, mi ha comunicato valori solidi e le sono grata per questo. In seguito ci sono stati i soliti problemi fra figlia adolescente e mamma un po' troppo protettiva, ma tutto sommato niente di eclatante.
Fino a quella notte di 20 anni fa....
Mio padre era partito quella mattina per Francoforte (doveva visitare una fiera per lavoro) e la giornata era passata come al solito: io avevo studiato come una matta perché la mattina dopo avevo un'esame all'università e mi dovevo anche alzare presto, lei aveva fatto un po' di lavoretti in giardino.
Quella sera era stanca e si era addormentata davanti alla TV; quando l'avevo scossa per andare a dormire aveva avuto un sussulto e poi mi aveva seguita.
Siccome non c'era papà ho deciso di dormire con lei per farle compagnia.
Forse il nervosismo per l'esame in vista mi aveva reso il sonno leggero, non lo so, so solo che a mezzanotte mi sono svegliata a causa di un rumore molto forte. Proveniva da lei. Stava rantolando.
All'epoca avevo 19 anni e mai niente aveva turbato la nostra serenità.7
Quella notte mi sono svegliata e mia madre era in coma, lì al mio fianco: la scuotevo e non si svegliava, respirava a fatica.
La rottura dell'aorta cerebrale le aveva causato un'emorragia ed aveva indotto il coma.
In qualche modo ho chiamato i soccorsi e da lì siamo poi finiti a Bologna, ho chiamato mio padre in Germania ed i nostri parenti a Bologna perché mi raggiungessero all'ospedale.
Per farla breve il giorno dopo si è svegliata, anche bene, ma dopo 2 giorni ha avuto una seconda emorragia e l'hanno operata d'urgenza.
La notte in cui fu operata ho pregato molto, moltissimo ... ho promesso e giurato cose che ora nemmeno ricordo, ho donato miei anni di vita purché non mi fosse tolta la mamma. Non potevo pensare di vivere senza di lei: non ero pronta.
Qualcuno mi ha ascoltata quella notte e lei è ancora qui. Certo, ci sono state conseguenze, ma nemmeno così pesanti. Ha dovuto imparare a parlare di nuovo, perché parlava una lingua tutta sua. Ci sono stati cambiamenti di carattere. E' diventata più sensibile, fragile. A quel punto ero io la mamma e lei la figlia. E' stata dura.
Ma siamo qui.
Per me non è facile essere sua figlia. Di base lei mantiene comunque un carattere molto forte, autoritario, diciamo pure che tende a comandare, e, a causa del suo problema le sono cadute delle barriere e le sue razioni tendono ad essere esagerate. E' come se avesse perso i filtri che ci fanno trattenere dal degenerare di fronte alle contrarietà. Per cui per un nonnulla piange disperata o si offende terribilmente. Poi ci ripensa e le passa ma, nei fatti, l'impulsività ha preso il sopravvento.
Sì ... è dura. ma lei c'è. Mi ha vista all'altare e ha visto nascere le mie bambine.
E allora grazie a "chi" quella notte mi ha guidata, mi ha fatto fare le cose giuste nei tempi giusti.
Forse qualcuno si chiederà come ne sono uscita io? Beh ... non è stato facile. Tutt'oggi c'è un intero anno della mia vita che non ricordo affatto: l'ho rimosso. Ero giovane e non avevo le armi per affrontare un simile tsunami emozionale. Piano piano ce c'ho fatta anch'io. E, paradossalmente, ho imparato moltissimo: bisogna stare attenti alla priorità che si da' a certe cose nella vita, perché può sempre arrivare il giorno in cui scopri che hai sbagliato giudizio e devi ricominciare daccapo.
Quindi grazie alla mia mamma perché c'è e mi stressa sempre e mi fa una testa così su tutto!
Ti voglio bene.
Ecco, questo dovrei imparare a dirtelo qualche volta: ti voglio bene.

lunedì 8 aprile 2013

Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre "Andiamo", e non sanno perché. I loro desideri hanno le forme delle nuvole.

Charles Boudelaire

mercoledì 3 aprile 2013

Birmania o Myanmar?

Un paio di giorni fa ho finito di leggere "Perchè i pesci non affoghino" di Amy Tan.
La Tan, per me un'autentica novità, è un'autrice finemente ironica e spiritosa; nel romanzo da' un'immagine dissacrante del "turista americano" e delle sue idiosincrasie. In questo l'ho trovata davvero geniale ed acuta.
Ma, nel corso della lettura, si capisce bene che la Tan non vuole puntare il dito sull'America, ma sull'Asia e sulla sua situazione politica.
Alcuni giorni fa ho riportato in questo post la frase di un Anonimo che da' il titolo ed apre il libro. L'avevo trovata spiritosa, divertente. Devo ammettere che una volta conclusa la lettura mi ha divertito molto meno.
Per farla breve, il libro narra la strana avventura di 11 turisti americani, in viaggio in Birmania, che vengono "sequestrati" da una tribù di etnia Karen. Tutta la vicenda si sviluppa nel difficilissimo contesto politico birmano. Ma...
Per prima cosa la Birmania non si chiama più così dal 1989, data in cui la giunta militare appena salita al potere le impose il nome di Myanmar definendolo un nome "etnicamente neutro"...
Guidato da un regime militare, il paese è quindi, de facto, una dittatura militare, sebbene giuridicamente si dichiari una repubblica presidenziale.
La popolazione è molto composita e l'integrazione dei vari gruppi etnici è di difficile attuazione, anche perchè le 135 etnie della nazione sono state raggruppate in base a dove sono stanziate piuttosto che in base alle differenze etnico/linguistiche.
L'aspettativa di vita è circa 58 anni per gli uomini e 64 per le donne, la mortalità infantile è del 69 per mille; tutti dati che portano la Birmania nella fascia dei paesi a basso sviluppo. Quasi il 79% della popolazione vive in villaggi.
A " migliorare" le cose mettiamoci anche che nel 1988, quando s'instaurò il potere militare, iniziò una feroce guerra civile. Ogni insurrezione popolare veniva sedata nel sangue ed è ancora in corso un conflitto molto aggressivo fra il governo ed il gruppo etnico dei Karen (... guarda caso proprio "i rapitori" del romanzo...).
L'area più colpita dalle dimostrazioni di violenza dei militari è quella sud-orientale, di conseguenza migliaia di esuli si muovono verso il confine con la Thailandia, dove sono istituiti dei campi profughi. I rifugiati hanno però scarse possibilità di migliorare le loro condizioni di vita, mancando ogni fornitura elettrica e di medicinali. La popolazione è estenuata dalla fame, è malnutrita e molti bambini, per sopravvivere, sono costretti alla prostituzione o al lavoro forzato; motivo per cui le persone sono facile bersaglio di parassiti, vermi, malaria, epatite, malattie veneree e AIDS.
Questa, riassumento moltissimo e semplificando, è la condizione politica della Birmania. Immaginate 11 turisti americani che di tutto ciò non vedono nulla ( diciamo pure che un po' hanno gli occhi foderati di prosciutto e un po' il regime si preoccupa molto del fatto che nulla trapeli delle atrocità che accadono nel paese).
Poi, improvvisamente, vengono rapiti dalla popolazione di un piccolo villaggio Karen che vede in un ragazzo della comitiva il proprio Messia reincarnato, la speranza di un futuro libero. Ecco, questo rapimento, che rapimento non è, apre loro gli occhi: attraverso i racconti degli abitanti vengono a conoscere la verità. E decidono così di aiutarli. A questo punto si capisce il vero significato del titolo. Gli 11 americani, in buonissima fede, una volta liberati, veramente sono convinti di aiutare i loro amici Karen ( non vi dico il modo perchè il libro merita di essere letto), ma ciò che ottengono è esattamente quello che accade ai pesci pescati e portati a riva affinchè non affoghino... E questo lascia un grande amaro un bocca ...
E' la dura realtà di tanti e tanti popoli: l'happy ending non esiste. Triste ma vero. Certe situazioni non sono così semplici da risolvere; non basta un po' di campagna in TV e due articoli di giornale. I regimi hanno il braccio e la memoria lunga e, prima o poi, il conto lo vengono sempre a saldare.

venerdì 29 marzo 2013

Aspettando la Pasqua

Ci sono tradizioni che porto dentro il cuore e che, quindi, non posso fare a meno di rispettare.
Una di queste è la decorazione delle uova benedette. Lo facevo sempre da bambina ed era una delle attività più divertenti che facessi con mia madre.
Certo a quei tempi non si badava molto alla tossicità di questo o quello ed io decoravo le uova con i pennarelli che, invariabilmente, "passavano sotto" il guscio e quindi finiva che ti mangiavi anche il colore!
Va beh ... nessuno è morto per quello e siamo ancora tutti qui.
Cmq, all'insegna del "bio" and "health safe" oggi compio quest'attività, con le mie bambine ovvio (!), usando prodotti non inquinanti.
L'anno scorso ho provato a colorare le uova con coloranti naturali (rapa rossa, spinaci e zafferano): è stato un fiasco totale.
Quindi quest'anno sono tornata ad una tecnica che avevo già sperimentato e che da' risultati molto carini oltre ad essere semplicissima per i bambini.
Chiamiamolo "decoupage su uovo" fatto con carta da cucina e albume d'uovo come collante. Di certo lo conoscerete tutti. Beh noi ci siamo divertite un sacco stamattina e questi sono i risultati:



mercoledì 27 marzo 2013

Primavera

Sarà un volto chiaro.
S'apriranno le strade
sui colli di pini
e di pietra...
I fiori spruzzati
di colore alle fontane
occhieggeranno come
donne divertite: le scale
le terrazze le rondini
canteranno nel sole.

Cesare Pavese

mercoledì 20 marzo 2013

Perché i pesci non affoghino

Un uomo pio spiegò ai suoi discepoli: “Togliere la vita è un’azione malvagia, salvare una vita è un’azione nobile. Ogni giorno giuro di salvare cento vite. Getto la rete nel lago e la ritiro con dentro un centinaio di pesci. Metto i pesci sulla riva, dove si contorcono e si dibattono goffamente. ‘Non abbiate paura’ dico loro. ‘Vi ho salvato impedendo che affogaste.’ Poco dopo i pesci si calmano e restano immobili. Eppure, è triste dirlo, arrivo sempre troppo tardi. I pesci muoiono. E siccome ogni spreco è un male, porto i pesci morti al mercato e li vendo ricavandone un certo guadagno. Con il denaro  compro  altre  reti,  così  potrò  salvare  un maggior numero di pesci”.

Anonimo

mercoledì 13 marzo 2013

Ho vinto un premio!

Non succede mai e sono davvero contenta di poter dire che ho vinto un premio!




La carisssima Malù (a proposito visitate il suo blog perchè è fantastico) mi ha voluto premiare e la ringrazio tantissimo per questo.
Ora devo ricambiare il favore in tre semplici passi:


  1. Ringraziare chi me lo ha mandato
  2. Elencare 7 mie caratteristiche
  3. Premiare 15 blog con meno di 200 followers

Allora punto 1: fatto.
Punto 2:
  • mi piace l'ordine e la precisione
  • quando viaggio amo conoscere le caratteristiche del posto in cui mi trovo
  • amo sperimentare
  • ho scoperto che giardinaggio e orticultura mi appassionano
  • sono una gattofila
  • sono una lettrice "quasi" compulsiva
  • mi piace la tranquillità e il silenzio
Punto 3:



Purtroppo io devo fermarmi qui, perchè tutti gli altri blog che seguo hanno ben più di 200 followers...
Cmq ora, se vi va', care amiche dedicate il premio ad altri/e bravi/e bloggers!


lunedì 11 marzo 2013

Cestino in feltro

Ecco la mia ultima creazione in feltro decorata con ricami a punto croce a da fiorellino in feltro fatto da me.
Realizzato per il compleanno della mia cognatina. La piantina (a proposito qualcuno sa cos'è?) è stata scelta da Valentina apposta per la zia!

Com'è venuto?



giovedì 7 marzo 2013

"Il male che c'è nel mondo deriva quasi sempre dall'ignoranza, e le buone intenzioni possono risultare nocive quanto la malvagità se difettano di intelligenza"
Albert Camus

domenica 24 febbraio 2013


«"Per sempre" è un'espressione effimera che racchiude la nostra voglia caparbia di perdurare nel tempo. Non esiste nulla per sempre, a parte le cose tangibili, ritenute erroneamente inanimate, come le pietre di fiumara, le montagne della Sila, il mare nostro, il vento. Per sempre è la collina del Rossarco.» Ripensavo spesso alle parole di mio padre, alle storie che mi raccontava. Erano disseminate di certezze e disillusioni, di spine e fiori, in fondo servivano soprattutto a lui, a scacciare le ombre più insidiose del suo passato, così cupe da offuscargli la vita.

(La collina del vento - Carmine Abate)

martedì 5 febbraio 2013

Carnevale!

In occasione del Carnevale, e perché ne avevo una gran voglia, oggi ho cucinato un dolcetto bolognese tipico del periodo carnevalesco: tortelli di crema fritti!
La bimbe hanno gradito e ... pure io ... vedremo che dirà il maritino.
Vi posto la foto dei tortelli.
Che ne dite?
E se partecipassi anch'io al contest di Batù?
Eh lo so, il giudice micca può!

sabato 2 febbraio 2013

Stelle e amori





"Gli amori impossibili sono come alcune stelle. Nel cielo della memoria, seppure lontanissime, sono quelle che brillano di più."
(Antonio Curnetta)








Mai come in questi giorni queste parole hanno un senso .... Senza alcun motivo la nostalgia è arrivata una notte, nei miei sogni, e da allora mi perseguita .... 
Un passato che non c'è stato e che gioca a tormentarmi con i suoi "se" impossibili. Lo accetto, come un amico dispettoso, perché so che non è pericoloso. Lascio che la stella brilli, lontanissima, e mi chiedo se pure lei mi vede brillare da lontano o se non mi vede affatto. Ma non ha importanza, perché il sole, che ho qui vicino a me, mi scalda e mi da' vita.

martedì 29 gennaio 2013

- Gesti d'amore che ho sempre desiderato con tutta me stessa e che mai, o quasi mai, ho ricevuto:

1. Lettere, tante lettere. Così tante da consumare scatole intere di penne, da ridurre i quaderni da cui si strappano le pagine in copertine senza contenuto, da far piangere il cuore e poi gli occhi, da rileggere stringendosele al petto, da far riempire scatole e cassetti. Lettere ogni mese. Lettere ogni sera. Lettere del buongiorno e poi della buonanotte. (Eh, l'ho detto che è un sogno, vero?)

2. Cd. Non quelli che si comprano in negozio, che compri giusto perché "sì, mi sembra di aver sentito nominare questa band da lei, non ho mai sentito una loro canzone, ma chissenefrega, giusto per farla contenta". No. Io dico quelli che masterizzi sul computer sforzando la tua mente e il tuo cuore a ricordare quali canzoni ti ricordano lei, quali canzoni ascoltavi con lei, quali canzoni piacevano a lei e ti aveva nominate, ma forse tu eri così distratto da non capire che le sue parole volevano dire soltanto "vai, ascolta questa canzone, mi fa pensare a te". Quei cd masterizzati dove devi sforzarti per disegnare o creare una copertina decente, che può essere una semplice dedica, o una foto, o un titolo ad effetto. Quei cd dove magari scrivi pure una frase per ogni traccia, perché no, quei brani non sono lì per caso, non è così?

3. Libri. "Perché so che ti piace scrivere, e penso che più tu legga e più tu possa migliorare". "Perché così potrai rifugiarti nelle sue parole quando la realtà sarà opprimente". E non perché "so che ti piace leggere, toh, beccati 'sto libro che è il primo che ho trovato in libreria: fattelo andare bene".



4. Video. Quei video con mille effetti di transizione, e video ritrovati in qualche cartella sperduta in un vecchio computer, e foto oscene che non si è mai osato tirare fuori. E frasi che non devono essere cancellate.


5. Foto. Foto stampate. Foto da incorniciare. Foto da piegare e custodire nel portafoglio. Foto da mettere sotto il cuscino. Foto da rinchiudere in un cassetto aspettando che il destino ce le faccia riguardare un giorno, quando sarà passato il tempo. Foto da toccare con le mani. Foto da stringere. Foto da odorare. Foto da strappare. Foto da rovinare a furia di ammirarle.




6. I fatti.
7. L'amore.
8. La sincerità.
9. L'empatia.
10. Resta. Per tanto tempo, non per sempre. Soltanto per tanto tanto tanto tanto tanto tanto tanto tanto tanto tanto tempo. Resta fino a quando resteremo vivi.


giovedì 24 gennaio 2013

Contest "Dolci Fritti"

Con grande gioia sono stata nuovamente chiamata dalla mia amica Batù a fare da giuria per il suo nuovo contest di cucina. Tema del contest saranno i dolci fritti e, devo dire che, in periodo carnevalizio, la cosa ci sta proprio a pennello!
Partecipate numerose che Batù ci tiene e se lo merita!
Mi raccomando: massima sportività. I contest si fanno per divertirsi e per condividere, in questo caso, ricette non per vincere a ogni costo. E se poi si porta a casa il premio ben venga ma che questo sia solo una piccola soddisfazione finale.
Attendo con ansia le prime ricette e già mi sberlecco!!


lunedì 14 gennaio 2013




Guardarsi negli occhi è più indecente che andare a letto insieme
Boris Vian 

PS: Tom è un po' suonato da Scientology, è vero,però sexy è sexy ....

lunedì 7 gennaio 2013

Ricamino "giallo-blu"

Allora dopo una latitanza quasi vergognosa (il blocco dello scrittore evidentemente viene anche a chi non è scrittore!) vi posto la mia ultima creatura a punto croce.
Si tratta del gagliardetto del Parma che ho avuto il grande piacere di ricamare per il figliolo della mia carissima amica Batù.
Che ne dite?