venerdì 7 novembre 2014

Venerdì del libro - Sognavo di correre lontano, Ron McLarty

Ciao a tutte e Buon Venerdì del Libro!
Questa settimana cambiamo totalmente direzione con questo libro, Sognavo di correre lontano di Ron McLarty. L'ho letto alcuni anni fa e mi ha colpito molto; chissà magari l'ho solo letto nel momento giusto per lui (sono fermamente convinta che ogni lettura ha il suo tempo perfetto) ma ricordo che all'epoca mi colpì parecchio.

Trama:
Smithy Ide è un quarantenne decisamente obeso, indolente, ubriacone e fumatore incallito: non è rimasto più nulla del giovane assennato e corridore di un tempo. Perchè?
Beh lo scopriamo lungo un romanzo che è un viaggio: il viaggio che Smithy affronta d'impulso al ritorno dal funerale dei suoi genitori, un viaggio che comincia da East Providence, Road Island e che lo porta a Los Angeles e che Smithy compie in sella alla bicicletta della sua adolescenza.
Ma, attenzione, questa non è la storia di un redivivo Forrest Gump, è la disperata ricerca di un uomo che non è mai diventato tale, bloccato in un'eterno limbo dalla scomparsa della sorella Bethany.
E sono proprio notizie di Bethany che lo spingono a partire da casa dei suoi genitori dove trova la lettera che annuncia il ritrovamento del corpo di sua sorella a Los Angeles. Bethany ... povera, dolce, amata e malata Bethany. Malata di mente. Bethany che sente una voce, una voce che le dice di fare delle cose... E mentre Smithy corre lungo le strade d'America ripercorre il suo passato: un passato comunque sempre di corsa, di corsa a cercare Bethany, nelle sue fughe disperate, fino a quella volta che non l'hanno trovata più. Almeno fino ad ora. Pedalando Smithy perde peso, trova amici, vive avventure, viene rapito, deriso, insultato e scopre che l'amore della sua vita è sempre stato davanti ai suo occhi.



Questo romanzo l'ho comprato per caso, d'impulso e devo dire che la recensione di Stephen King sulla quarta di copertina ha avuto il suo peso sulla scelta! Recentemente ho letto recensioni tremende su questo libro, ma io l'ho amato molto. E' una storia tipicamente in stile americano, sì insomma il potere salvifico della bici e dell'attività fisica e cose così ... ma non è questo che ci ho visto. Io ci ho visto la storia di un fratello schiacciato dall'ingombrante presenza di una sorella bellissima, dolcissima, amata da tutti, ma malata di mente, una malattia molto grave che le fa fare cose assurde e anche cattive. A lei, la meravigliosa Bethany, un angelo caduto in terra. I genitori non hanno la forza di pensare a Smithy; Bethany prosciuga tutte le loro forze. E quando scompare le cose peggiorano. Così Smithy semplicemente smette di lottare per se stesso, getta la spugna e si abbandona al cibo, al fumo e all'alcool. Inconsciamente cerca la morte come fine del dolore, ma senza aver il coraggio di infliggersela, diventa un ignavo. Ma da tutto si può riemergere e Smithy ce la fa, facendo pace con se stesso e con Bethany che comunque ha amato dolorosamente per tutta la vita.
Bello.

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2 commenti:

  1. Ho letto la tua recensione, così sintetica eppura densa di emotività e partecipazione a un dramma umanissimo, che può essere di tutti. Un libro che certamente varca la sensibilità della distrazione e dell'egoismo che segna la nostra epoca.
    Saluti cari
    Fata C

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  2. Una storia molto umana, molto vicina alle tante storie di tutti i giorni che si consumano in una scietà poco attenta e poco sensibile... Ne prendo nota, non lo conoscevo...

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