venerdì 20 novembre 2015

Venerdì del Libro - Maledetta primavera, Paolo Camilli

Carissime amanti dei libri, mi ripropongo dopo parecchio tempo che non posto nulla. Abbiate pazienza ma gli impegni non mi permettono di essere molto presente.
Il romanzo di oggi l'avevo recuperato un po' di tempo fa e, piena di aspettative, mi sono gettata nella lettura ... non so perché ogni tanto prendo delle tranvate del genere! Forse perché, appunto, mi presento alla lettura piena di aspettative e, se esse non sono attese, la delusione mi porta a smontare il libro in oggetto.
Beh, neanche a dirlo, stavolta è andata così.
Non che il libro sia brutto o sia scritto male, anzi è anche una lettura piacevole, ma io mi aspettavo una cosa profonda con risvolti psicologici, e invece...
Ma, insomma, ecco la trama:

A Settimo Naviglio, periferia di Milano, la vita è di una noia mortale. A movimentare le cose ci vuole una "resa dei conti" fra un trentacinquenne fuori forma e fuori moda ed una ragazzetta tanto bella quanto strafottente. Beh ci vuole anche un bel giallo estivo perché sennò non basterebbe il resto a risollevare gli spiriti a Settimo Milanese. Così entrano in campo tutte le fasce sociali: Fabrizio Montagner, playboy stagionato ed importato dall'alta Toscana, e Carlotta dolce, bella e tonta fuori misura, fanno parte del ceto medio; Ginevra, Umberto e Renato sono vip, abituati a buttare soldi come fossero coriandoli e ad avere tutto quello che vogliono, subito. Come finirà? Chi avrà la meglio?

Ribadendo che la storia non è malissimo e che il colpo di scena finale mi ha colta di sorpresa, nel complesso devo dire che sono rimasta delusa. Se c'è una cosa che non sopporto sono le storielle della cronaca rosa e qui sembra di aprire un qualsiasi settimanale di pettegolezzi: il calciatore festaiolo che cambia una velina al giorno, la figlia della nota conduttrice televisiva che fa il bello e il cattivo tempo nella "Milano da bere", la ragazzotta troppo bella per non fare gola a tutti, lo sciatore in pensione che si sballa nella movida milanese, il "bravo studente" sospettato però di aver fatto a pezzi la fidanzata, il buttafuori di provincia, rozzo, sfigatissimo ma alla fine l'unico con un'anima. Gente qui sembra di essere a Verissimo!! Del tutto inutile la solita frase iniziale "Ogni riferimento a presone e fatti ecc... ecc... è puramente casuale": ma va'!! Che potrei dire nome e cognome di ogni personaggio inscenato!
La mia conclusione è che, purtroppo, non avevamo bisogno di un romanzo che parla di efferati fatti di cronaca e di amori, veri o presunti, fra calciatori e donne dello spettacolo: per questo bastava accendere la TV o andare in edicola.
Ho letto anche che questo Settimo Milanese assomiglia pericolosamente a Ischiano Scalo di Ammaniti, c'è della verità in questo e non c'è nulla di male nell'ispirarsi, ma decisamente qui manca qualcosa di più profondo.
Non ci resta che fare come il personaggio principale: accendere la radio e cantare a squarciagola "Maledetta Primavera"!



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1 commento:

  1. Le recensioni negative sono anche piu' utili di quelle positive...il tempo è troppo poco per sprecarlo in letture cosi'!!!

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