venerdì 26 giugno 2015

Venerdì del libro - Le rose di Atacama, Luis Sepulveda

Lo ammetto: non avevo ancora letto nulla di Sepulveda. Ma, nonostante ciò, questo libro l'ho sempre avuto nel cuore, fin dalla sua prima uscita nel 2000. Mi attirava e perchè io non l'abbia acquistato fino ad ora rimarrà per sempre un mistero.
Si tratta di una raccolta di racconti, legati tutti da un filo conduttore: narrare storie di uomini e donne "marginali", personaggi poco o per nulla conosciuti che, però, nel loro piccolo hanno contribuito a cambiare il mondo ... almeno un pochino.
Infatti, se ci pensiamo, chi sono gli eroi? Quelli che abbiamo conosciuto sui libri di scuola? Centinaia di libri parlano di loro e noi ne conosciamo a menadito le gesta e, magari, li abbiamo eletti a modelli. Le storie che invece vengono narrate in questo libro, sono le storie di altri uomini: sconosciuti, figure marginali a volte perdenti, ma con la vita illuminata o straziata da un gesto di coraggio straordinario, dalla coerenza e dall'orgoglio con cui hanno affrontato le ingiustizie, cercando di opporsi al potere. Figure che hanno vissuto in ogni parte del mondo, in luoghi geograficamente opposti e che l'autore ha incontrato girovagando nei suoi anni di esilio.
Dalle prime pagine del libro:
"Un paio di anni fa visitai il campo di concentramento di Bergen Belsen in Germania. [...] In un angolo del campo di concentramento, a un passo da dove si innalzavano gli infami forni crematori, nella ruvida superficie di una pietra, qualcuno, chi?, aveva inciso con l'aiuto di un coltello forse, o di un chiodo, la più drammatica delle proteste: "Io sono stato qui e nessuno racconterà la mia storia". [...]
Non so quanto tempo rimasi davanti a quella pietra, ma man mano che scendeva la sera vidi che altre mani passavano sull'iscrizione per impedire che fosse ricoperta dalla polvere dell'oblio. Erano quelle di un tedesco, Fritz Niemand, Federico Nessuno, che sopravvissuto all'orrore nazista gira cieco la Germania cercando le voci dei carnefici. Di un argentino, Lucas, che stufo di discorsi ipocriti decise di salvare i boschi della Patagonia andina con il solo aiuto delle sue mani. Di un cileno, il professor Gálvez, che in un esilio mai capito sognava la sua vecchia aula scolastica e si svegliava con le dita sporche di gesso. Di un ecuadoriano, Vidal, che sopportava i pestaggi dei latifondisti raccomandandosi a Greta Garbo. Di un italiano, Giuseppe, che era giunto in Cile per errore, aveva trovato i suoi migliori amici per errore, era stato felice a causa di un altro enorme errore e rivendicava il diritto di sbagliarsi. Di un bengalese, Simpah, che ama le navi e le porta alla demolizione ricordando loro le bellezze dei mari che hanno solcato. E del mio amico Fredy Taberna, che affrontò i suoi assassini cantando...
Tutti loro, e molti altri, erano lì a togliere la polvere dalle parole incise nella pietra e io capii che dovevo raccontare le loro storie. "

Un libro bellissimo. Ammetto che a più di una pagina mi sono commossa fino alle lacrime. Storie di persone che hanno visto l'inferno e sono sopravvissute per avere giustizia, oppure sono morte ma a testa alta e sfidando la tirannia. Storie meravigliose che parlano di vita, di morte, parlano della Natura e di quanto poco sia rispettata dall'uomo che troppo spesso dimentica di esserne figlio.
Leggetelo.



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3 commenti:

  1. Sepulveda è uno dei miei autori preferiti, non sono certa ma credo di aver letto tutti i suoi libri, e questo è uno di quelli che ho amato maggiormente.

    Se questo ti è piaciuto e ti ha commosso, ti consiglio anche i suoi primi libri, ad esempio " Il vecchio che leggeva romanzi d'amore" o " Patagonia express".

    E' un autore formidabile, anche per il suo vissuto.

    Ciao
    Flavia

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  2. Di Sepulveda non ho letto nulla finora, ma questo libro qui immagino sia emozionante e straziante e bellissimo allo stesso tempo. Le storie così drammatiche, vere, forti la maggiornaza delle volte le lascio stare perchè mi sconvolgono l'anima, ma lo terrò presente (come ho fatto con tante tue segnalazioni!).
    Un bacione, buon weekend.

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  3. Come Maris, anche io non ho ancora letto nulla di questo autore. Di recente ho regalato la trilogia dell'amicizia ad una mia amica me io sono ancora digiuna...

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