martedì 9 agosto 2011

Fuori dalla mia finestra le nuvole nere si rincorrono veloci. C'è profumo di pioggia imminente.
E invece è il caldo del sole quello che vorrei sentire. Il suo calore che mi penetra nella pelle, il dolce tepore che va' a lenire il mio dolore.
Oggi sono stanca. Sento il vuoto nella testa e vago confusa non sapendo bene cosa fare.
E' uno di quei giorni in cui vorrei tante cose che non posso avere. Vorrei il mondo a portata di mano, ma il mondo non è disponibile. Devo accontentarmi di quello che in una vita posso ottenere.
A volte penso che non mi basterà mai...
Come mai sono nata con questa sete spasmodica conoscere, di vedere, sapere, sentire, assaporare e sperimentare?
Facevo sogni ambiziosi, ma quello che ho è una vita normale.
Eppure sono felice.
Non rimpiango la carriera. Non rimpiango i viaggi mai fatti e solo sognati.
Ho l'amore.
Ho una casa.
Grazie a Dio ho anche la salute.
Ho due piccoli spicchi d'immenso che sono le mie figlie.
Solo che a volte la "me stessa" inquieta ed esigente ritorna a farsi viva.
La mia anima è un puledro selvaggio: nessuno è mai riuscito a domarla... nemmeno io.

7 commenti:

  1. perchè mai dovresti domarla? lasciala libera, sempre più... l'inqietudine mette radici spesso con la costrizione. Un abbraccio forte-forte e.. sincero

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  2. la costrizione..... da quando ho letto il tuo commento mi frulla in testa questa parola:"costrizione". Più passano gli anni più mi ribello ad essa. Sono stata una figlia ubbidiente e remissiva; sono diventata una donna ribelle e battagliera. Insegno alle mie figlie a non subire. Abbiamo il diritto di essere ciò che siamo e di perseguire i nostri aneliti. Quindi hai ragione: non devo domarla.

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  3. .....io e te passeremmo ore ed ore a parlare senza temere pause imbarazzanti, senza temere parole che libere si susseguono una dopo l'altra senza rete. Ne ho sempre avuto il sospetto, ora ne sono certa :-)

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  4. Spero leggerai questo mio commento anche se è fatto ad un post di un anno e 7 mesi fa.
    Non immagini quanto io mi ritrovi in tanto di ciò che hai scritto qui. Non rimpiango di aver messo in un cassetto la laurea, di aver scelto di essere mamma e moglie, non rimpianogo i sacrifici per star ditro ai problemi della mia bimba (ha un disturbo pervasivo dello sviluppo, nel blog ne parlo)...ma nel fondo dell'anima c'è a volte un pò di nostalgia per ciò che avevo in mente quando ero una ragazza piena di sogni (molti oggettivamente irrealizzabili).
    Se non si è in questa stessa dimensione, se non si prova questa sensazione, non si può capire.
    Dal di fuori potrebbe sembrare solo che io sia insoddifatta, ma non è così. Sono felice, come te. Ma come te ho un lato "esigente e irrequieto" che ogni tanto fa capolino.

    Non è facile spiegarlo, ma io ti ho compreso e sono certa che tu comprenderai me.

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    1. Infatti capisco benissimo. A volte, sai, penso che sia bello che questo lato ribelle si manifesti: vol dire che è vivo, vuol dire che, in fondo chissà dove, non mi sono ancora arresa...

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