Montanari Family

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Robby, Manu, Tata, Pissi, Pepe, Oscar, Giorgio

lunedì 14 novembre 2016

Dolci coccole per la malata

No, stavolta non sono io la malata, ma è la Pissi che per la seconda volta in meno di un mese si trova alle prese con lo streptococco.
Quindi, poiché già da tempo mi chiedeva una torta al cioccolato, ho pensato che le avrebbe fatto piacere una bella fetta di torta per consolarsi dall'isolamento forzato.
Devo ammettere che faccio due-tre tipi di ciambella e di solito piacciono molto a tutti, ma questa volta volevo proprio una "torta al cioccolato" seria, non la mia solita ricetta in variante nera.
Come sempre faccio, visto che non ho libri di ricette, mi sono fiondata su google ed ho scelto la ricetta che più mi ispirava: in Ricette del Mondo, la torta al cioccolato in 5 minuti (le ricette lunghe e macchinose mi smontano subito).
Il risultato è andato al di là di tutte le mie più rosee aspettative!
Ne è uscita una torta golosissima già nel suo aspetto più semplice, soffice, delicata e se la penso farcita e glassata, beh ... l'acquolina ci sta tutta!!



Ingredienti:
200g farina 00, 50g cacao amaro, 200g zucchero, 200ml latte, 2 uova, 100 ml olio di semi (mais), 1 bustina lievito, 1 bustina vanillina, zucchero a velo q.b.

A dire il vero io ho riaggiustato alcune cose: 100ml latte + 100 acqua perché avevo finito il latte; 180g zucchero perchè la volevo meno dolce e secondo me si può calare ancora un po'.

Detto ciò si mettono latte, olio e uova in una terrina capiente e si lavora bene con la frusta a mano.
Dopo di che si aggiungono, piano piano, tutti gli ingredienti secchi, quindi, farina, lievito e cacao setacciati, poi zucchero, vanillina e un pizzichino di sale.
Lavorare bene facendo ben attenzione che non vengano grumi (ma se vengono non disperate: secondo mio marito sembra ci siano le gocce di cioccolato!!).
Intanto preriscaldare il forno a 180° in modalità statico.
Quando l'impasto è pronto, versarlo nello stampo imburrato o rivestito con carta forno; infine porlo nel forno.
A questo punto sulla ricetta c'era scritto di cuocere per 30-35 minuti, ma nel mio caso dopo tale tempo la torta era ancora cruda. Non so se era colpa dell'acqua, boh, comunque io ho cotto per circa 50 minuti e comunque ho sempre controllato col lo stecchino.
Una volta cotta, torglierla dal forno e farla raffreddate bene prima di sformare. L'ultimo tocco è una bella spolverata di zucchero a velo.
Se si vuole si può glassare con cioccolato o come si preferisce.
Et voilà, vi assicuro che la torta è durata pochissimo e solo perché alla fine le facevo la guardia!!
PS: notate la traccia della "pantegana" che è passata a divorarla dopo poco....


Fra una settimana il presente post sarà linkato nella pagina "Ti prendo per la gola!"

venerdì 11 novembre 2016

VdL - La ragazza del treno, Paula Hawkins

Bene, alla fine sono riuscita a leggere il famosissimo best seller che lo scorso anno (se non erro) imperversava in vetta alle classifiche, "La ragazza del treno", da cui hanno tratto l'omonimo film ora nelle sale.
La trama vede come protagonista Rachel, divorziata da Tom e schiava dell'alcol in modo patologico. Rachel vive in un paesino fuori Londra e tutti i giorni, sobria ma per lo più no, prende il treno per recarsi nella metropoli al lavoro (per lo meno "ufficialmente"). Il tragitto del treno la porta, ogni giorno, a passare davanti alla casa dove viveva con l'ex-marito e dove egli ancora vive con la nuova moglie e la figlioletta in fasce. Ma ciò che Rachel guarda, con curiosità che sfiora il voyerismo, è la casa accanto dove vivono Megan e Scott che, nella sua fantasia, sono la coppia perfetta. Ma un giorno, passando, vede una cosa che la sconvolge e il giorno successivo Megan sparisce e Rachel si sveglia nel suo letto ferita e sanguinante non ricordando nulla della notte predente. Cosa sarà accaduto? E Rachel ha qualcosa a che fare con la scomparsa di Megan?
Beh, raccontato così (che è circa il risvolto di copertina) sembra un gran libro .... eh, che ve li dico a fare, io sono rimasta delusa!
Non per lo stile che scorre via come un fiume in piena, infatti me lo sono letto in due giorni, ma la storia .... e i personaggi!!
Allora Rachel l'ubriacona francamente non attira le simpatie del lettore, anche se la vita e il marito l'hanno resa a pesci in faccia, lei non sa fare altro che bere, bere, bere, fino a vomitare ovunque e non capire nemmeno dove si trova ...... insomma, proprio tutta sta simpatia io non l'ho provata.
Il marito, Tom .... beh, un fedifrago che simpatia ti può suscitare??
La nuova moglie Anna: basta che Rachel si materializzi a 1km da casa sua e comincia a dare i numeri, trema, strepita, avvinghia la figlia manco volessero portagliela in Perù e blatera di farle appioppare un ordine restrittivo ..... vabbè....
Megan, alla fine, squilibrata e disturbata com'è è quella più simpatica (vedete voi); obiettivamente ha subito esperienze molto forti nella vita e se è un po' disturbata è anche da capire.....
Scott .... prima sembra il marito del Mulino Bianco e poi strippa di brutto .... non si sa bene come incasellarlo.
Ecco, con cotali personaggi e considerando che, per l'ennesima volta, a metà libro avevo già intuito chi poteva essere il colpevole, posso solo dirvi che non solo il libro mi ha delusa ma anche, e come spesso accade, mi sono interrogata su come una storia tutto sommato così labile fosse arrivata ai vertici delle classifiche di vendita. Evidentemente pubblicità furbetta e passaparola fanno miracoli.
Lo consiglio solo se proprio ci si vuole togliere lo sfizio.


Giudizio critico : ❀❀
QUI i suggerimenti odierni delle altre lettrici

venerdì 4 novembre 2016

Vdl - Il cappello di Mr. Briggs, Kate Colquhoun

Salve a tutte/e, ritorno dopo un altro lungo periodo d'assenza. Purtroppo non è stata un'estate facile, la mia tiroide ha deciso di comiciare a fare i capricci e ci ho messo un po' ad accorgermene. Ancora non sto tanto bene e non ho nemmeno una diagnosi certa, comunque in qualche modo supereremo anche questa. Nel frattempo continuo con le mie letture anche se un po' a rilento.
Il romanzo di cui voglio parlarvi oggi è "Il cappello di Mr. Briggs ovvero il mistero della carrozza 69" di Kate Colquhoun. Si tratta di una storia vera, un fatto di cronaca avvenuto nella Londra del 1864: il bancario Mr. Thomas Briggs prende il treno per rientrare a casa in una calda sera di luglio, sale sulla carrozza 69 e, a suo modo, entra nella storia. Alcuni minuti e poche fermate dopo lo scompartimento viene trovato vuoto e lordo di sangue; ore dopo l'ormai morente Mr. Briggs viene rinvenuto esanime sui binari del treno. Cos'è successo all'interno della carrozza 69?
Il romanzo è un fedele report delle indagini di Scotland Yard che, spinta dalle forti pressioni della nascente industria ferroviaria, del Governo e della popolazione atterrita, scatena un'imponente caccia all'uomo.
Gli indizi sono pochi, primo fra essi un cappello a cilindro ritrovato nella carrozza 69 ... il cappello di Mr. Briggs o quello del suo assassino?
Di fatto su quel cappello si fonderà tutta l'accusa: un cappello scambiato, insanguinato, schiacciato e rivenduto; su quello e su una catena da orologio che ha seguito circa le stesse vicissitudini. In base ad essi ed ai loro passaggi di proprietà si individua il colpevole in un povero sartino tedesco (la Germania, non era molto amata all'epoca in Gran Bretagna) che viene riacciuffato al di là dell'oceano e ricondotto in Patria per essere giudicato. Un processo viziato da preconcetti, inattendibili testimonianze ed una giurisprudenza che di fatto impediva la difesa. Il carpo espiatorio, chiesto a gran voce dalla nazione, è stato trovato e giustizia è stata fatta ..... davvero?!? Di fatto si tratta di uno dei primi delitti irrisolti documentati nella storia, non sapremo mai chi davvero si accanì con ferocia quel 9 luglio 1864 sul povero Mr. Briggs all'interno della carrozza 69.
Per chi ama il dettagliato collocamento storico delle vicende, questo è certamente un romanzo molto interessante. Non tanto magari per la storia in se, ma sicuramente per lo spaccato che apre sull'Inghilterra di quel periodo. Una società severamente suddivisa in classi, un pensiero scientifico ancora decisamente agli albori, una paura atavica per il nuovo, nuovo che all'epoca era rappresentato dai viaggi in treno.
Veramente una lettura valida, ben strutturata e dettagliata (a volte pure troppo), forse non scorrevole ma vale la pena fare lo sforzo.
Se vi piace conoscere in modo più approfondito il passato, allora leggete questo libro e non sarete delusi,


Giudizio critico : ❀❀

QUI i libri di oggi

venerdì 22 luglio 2016

VdL - Trilogia del mondo d'inchiostro - Cornelia Funke

L'interesse per la trilogia che vi presento oggi mi è stato trasmesso da mia figlia maggiore: ha visto il film Cuore d'inchiostro (carino per me, fantastico per lei) ed ha cominciato a chiedermi del libro; ho cercato un po' e alla fine ho scaricato la trilogia (mai fare le cose a metà).
Così ci siamo messe a leggerlo entrambe.

"Meggie è una ragazzina amante dei libri, niente di strano visto che suo padre Mo è un rilegatore; a causa del suo lavoro (almeno così sembra) viaggiano molto e non si fermano mai a lungo in un posto. Meggie è orfana di madre, il papà le detto che sua madre Resa è partita quando lei era molto piccola perché voleva vedere il mondo. Ma una notte di pioggia cambia tutta la vita di Meggie, la notte in cui Dita di Polvere bussa alla loro porta. Quello che Dita di Polvere finirà per farle raccontare da suo padre è impossibile: Dita di Polvere è un mangiafuoco ed è il personaggio di un libro ed è stato suo padre Mo a farlo uscire dal libro e a portarlo nel nostro mondo, suo padre che il girovago chiama Lingua di Fata. Tutto è partito da un libro, appunto Cuore d'inchiostro, e Mo non ha fatto uscire sono Dita di Polvere dal libro, ma anche personaggi meno simpatici, primo fra tutti il crudelissimo Capricorno. Capricorno, dice Dita di Polvere, possiede tutte le copie esistenti del libro da cui proviene perché ... non vuole tornarci! Dita di Polvere invece sì ed è questo che chiede a Mo: trovare Capricorno, rubargli il libro e rimandarlo là, dalla donna che ama. Mo accetta ma per un altro motivo: la notte in cui Dita di Polvere uscì da Cuore d'inchiostro, vi entrò Resa la mamma di Meggie. E' questo il terribile segreto del libro: qualcuno esce e qualcun'altro entra. Da questi presupposti parte una storia fantastica che si svolgerà per 3 romanzi ed alla fine porterà i nostri protagonisti dentro il mondo d'inchiostro a combattere i cattivi. Torneranno indietro?"

Come in tutte le saghe c'è il libro meglio riuscito e quello peggio. Per quanto mi riguarda devo dire che il primo mi ha deluso rispetto al film, lento, desolante e anche un po' sbrigativo nel finale che sarebbe invece l'apice della storia. Bisogna dire però che l'idea da cui parte tutta la storia è veramente buona. Il secondo invece è avvincente e ci presenta finalmente il mondo d'inchiostro che, essendo un mondo si favola, è ovviamente molto più interessante del mondo reale descritto nel primo romanzo (fra l'altro in parte si svolge in Liguria che è descritta in modo così tetro che, se non la conoscessi, non ci andrei di certo). Il terzo romanzo è l'ovvia conclusione di tutta la storia.

Nel complesso la lettura è stata piacevole, non posso dire che sia la mia saga fantasy favorita, ma non è male. Mi sento di consigliarla a chi fosse curioso di conoscere meglio la storia. Tutto sommato una buona trilogia.



Giudizio critico : ❀❀❀

Qui i suggerimenti di oggi

venerdì 15 luglio 2016

Vdl - L'uomo di Marte, Andy Weir

Per il mio ritorno dopo molti mesi d'assenza, ho scelto un libro suggerito a suo tempo da Maris: L'uomo di Marte di Andy Weir.

"Quando Mark Watney apre gli occhi si trova ferito, solo e ... su Marte! Il naufrago interstellare è uno dei componenti della missione Ares 3, i suoi compagni se ne sono andati da Marte in seguito ad una grave tempesta di sabbia e credendolo morto: un bel problema!
Mark è solo su un pianeta freddo e desertico con solo le razioni di cibo di tutto l'equipaggio che non basteranno mai ad alimentarlo fino all'arrivo di Ares 4 di lì a 4 anni, senza contare che la destinazione della missione seguente si trova a 3200 km da dove lui si trova e che sulla Terra tutti lo credono morto.
Ma Mark non si scoraggia e comincia la sua dura lotta per la sopravvivenza."

Non aggiungo altro perché toglierei tutto il gusto della lettura, ma posso dirvi che davvero il nostro protagonista se ne inventa di tutti i colori per portare a casa la pelle.
Il libro è avvincente e devo dire che l'ho divorato in pochi giorni. Indubbiamente la vicenda s'adatta perfettamente ad essere trasformata in un film come in effetti è successo (io non l'ho visto).
Maris, all'epoca, si lamentò delle numerossime e dettagliate descrizioni di esperimenti, manovre calcoli ecc... beh come avevo anticipato allora a me sono piaciute, anche se in effetti potevano essere meno, ma la mia è una deviazione professionale. Poi, diciamocelo, cosa poteva mai altri fare un poveraccio solo per più di due anni su Marte!?
Ecco questa è la parte del libro che mi ha convinto un po' meno: il protagonista mantiene fino alla fine uno humor ed una fiducia che trovo poco credibili. Insomma rischia varie volte di morire, si nutre per due anni di cibi liofilizzati e patate cotte al microonde, ascolta solo disco music degli anni 70 e vede serie televisive degli anni 80; anche quando poi riesce a comunicare con la Terra può farlo solo in maniera molto limitata ..... boh, una persona normale avrebbe dato di matto! Ma, come viene sottolineato nel libro, gli astronauti sono tutti un po' pazzi quindi sarà per quello che il buonumore di Mark non viene mai a mancare....
A parte questo è un libro veramente godibile e lo consiglio!



Giudizio critico : ❀❀❀

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