Montanari Family

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venerdì 28 agosto 2020

VdL - Il seggio vacante, J.K. Rowling

Se, pensando alla Rowling, vi vengono subito in mente Harry Potter e Tu-Sai-Chi oppure Newt Scamander e gli animali fantastici, siete nel giusto ma non aspettavi niente di tutto ciò dal Seggio Vacante.
Intendiamoci, la mano dell'autrice è riconoscibile, il libro è scritto davvero molto bene, ma l'argomento trattato è quanto di più lontano si possa immaginare dal mondo magico a cui la Rowling ci ha abituati.

La, tutto sommato banale, morte improvvisa di Barry Fairbrother, consigliere della ridente cittadina di Pagford, scatena una serie di eventi, tutto sommato altrettanto banali, che però sfociano in una tragedia collettiva che cambierà molte vite e ne segnerà per sempre altrettante.

Non è un libro piacevole, nel senso emotivo della parola. Non conosco i chiari e gli scuri della media società inglese, ma ho trovato in questo libro una chiara denuncia sociale.
Nella vicenda compare netta la linea di separazione fra le classi più disagiate e problematiche che vengono seguite dai servizi sociali in maniera approssimativa e comunque fortemente condizionata dalla mancanza di finanziamenti e mezzi.
C'è poi la vita sociale del paese di provincia, con tutte le sue pochezze intellettuali ed empatiche; gelosie, segreti, intrighi, violenze domestiche, la provincia inglese compare qui in tutto il suo squallore.
A farne le spese sono spesso i figli: fra chi viene picchiato e vive nel terrore del padre, fra chi non si sente apprezzato dai "perfetti genitori", fra chi viene sradicato alla propria quotidianità, fra chi esibisce un atteggiamento da bullo per mascherare le proprie fragilità, fra chi vive in una famiglia problematica e cerca di fare del proprio meglio per salvare almeno se stesso e i fratelli da un destino di squallore ... sì, sono proprio i ragazzi che pagano il prezzo più alto per gli errori degli adulti.
Anche questa tematica è molto chiara: la distanza comunicativa, a tratti incolmabile, fra adulti e ragazzi.
Di fronte all'inevitabile qualche adulto si ravvede, comprende il proprio errore e decide di cambiare. Alcuni non cambieranno mai e finiranno le loro vite ripercorrendo gli stessi errori.
Come spesso accade a questo mondo, ci vuole la tragedia per aprire gli occhi alle persone.
Si tratta di un romanzo duro, difficile ed il finale è un cazzotto nello stomaco. Ma io ve lo consiglio.
Dopo questa lettura non ho più dubbi nel cimentarmi con le altre opere "non harrypotteriane" di quest' autrice, quindi ben venga Cormoran Strike! 

J. K. Rowling


GIUDIZIO PERSONALE: ❀❀❀❀

Oggi troverete altre belle letture sul blog di Paola, Homemademamma.





venerdì 29 settembre 2017

VdL - Harry Potter e la maledizione dell'erede, J.K. Rowling

Complice il fatto che, durante i caldissimi pomeriggi di quest'estate rovente, la mie figlie si sono fatte una ri-visione totale della saga cinematografica di Harry Potter, ad un certo punto mi è venuta voglia di leggere questo famigerato 8° libro della saga. Di fatto la storia riprende le fila da dove l'avevamo lasciata ma fisicamente si propone in modo completamente diverso: è uno spettacolo teatrale e come un copione teatrale è stato scritto.
Sono passati un po' di anni da quando avevamo lasciato i nostri eroi al binario 9 e 3/4, adulti, sposati e genitori; ora tocca ai figli frequentare Hogswarts e, nella fattispecie, questo è il primo anno per Albus Severus che, poverino, già nei nomi si trova gravato da un'eredità micca da ridere! Anche lui, come il padre a suo tempo, teme di finire in Serpeverde, il saggio papà gli dice di non temere, che il Cappello Parlante tiene conto del desiderio dello studente, questo era nell'ultimo film e l'abbiamo visto tutti. La novità è che stavolta il Cappello Parlante fa di testa sua ed Albus Severus finisce proprio a Serpeverde ... santi numi! Un Potter a Serpeverde!! Il buon Harry rischia l'infarto quando viene a saperlo! Ginny, da brava mamma, calma le acque, ma il fatto influisce sul legame fra Harry ed il figlio ed il loro rapporto diventa sempre più teso, anno dopo anno. Inoltre Albus Severus è una schiappa di mago e fa pure comunella col figlio di Draco Malfoy, Scorpius, ovviamente anche lui a Serpeverde. Nel mezzo di una furibonda lite famigliare adulti e ragazzi dovranno di nuovo affrontare le forze del male che vogliono pasticciare col tempo per rimettere Voldemort sul trono del mondo magico e non.
Il libro, appunto scritto in forma teatrale, si legge tutto sommato velocemente anche se non in modo agevole perché bisogna sempre concentrarsi su chi sta parlando in quel momento. Ci sono anche alcune descrizioni, succinte, finalizzate alla messa in scena, ma mancano, assolutamente mancano, le splendide descrizioni  dei libri precedenti che tanto contribuivano a creare l'atmosfera magica a cui eravamo abituati. In realtà c'è almeno un precedente di romanzo scritto in forma di screenplay, parlo, ma che ve lo dico a fare, di La tempesta del secolo di Stephen King (di nuovo lui). In my opinion in quel caso il ritmo narrativo non ha sofferto del tipo di narrazione, mentre in quest'ultimo libro della Rowling c'è un senso di riuscito a metà. Nel complesso la trama è un po' banale, ma, bisogna anche dire che era difficilissimo eguagliare la monumentalità dalla saga. Certo i nuovi protagonisti finiscono per ricalcare le orme dei genitori, ficcanasando dove non devono e combinando pasticci con gli eventi passati e futuri che sarà poi però fin troppo facile rimettere a posto (delusione su questo punto). Ad un certo punto vengono messi in scena tanti passati e presenti alternativi che si fa un po' fatica a mantenere il filo.
Punto di forza sono, come sempre, i personaggi, diversi ma uguali, maturi ma incasinati come da ragazzi; l'impressione generale è di ritrovarsi in mezzo a vecchi amici che non si vedono da un po': chi si è sposato, chi ha fatto carriera, chi ha subito dolorose perdite, chi ha la pancetta e chi ha perso i capelli. Sì, i personaggi di Harry Potter sono come gli ex compagni di scuola che si rivedono dopo 20 anni: riaffiorano antichi conflitti oppure vecchi rancori possono essere superati ed anche i nemici di un tempo divengono alleati per un bene comune. Con questo voglio dire che è stato un piacere leggere questo libro, sapere la fine della storia, perché Harry Potter & Co. sono stati una compagnia fissa per un lungo periodo della mia vita; nonostante all'epoca fossi già adulta non ho potuto fare a meno d'innamorarmi del mondo magico e delle vicende del piccolo mago orfano. Il punto vincente della saga è proprio il fatto di saper abbracciare e affascinare lettori di tutte le età. Con quest'ultimo libro tutto questo un po' viene perso, della vicenda ti rimane abbastanza poco se non, appunto, il piacere di aver avuto notizie dei personaggi. Nonostante ciò spero di aver ancora il piacere di leggere altre storie con Harry, Ron e Hermione!


Giudizio critico : ❀❀❀
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