Montanari Family

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martedì 21 marzo 2023

Luce della notte, Ilaria Tuti

 Se leggerete questo romanzo avrete fin da subito l'impressione che ci sia qualcosa di diverso rispetto ai due precedenti. C'è come un faro speciale puntato sulla piccola protagonista, Chiara, creatura quasi soprannaturale, delicata e speciale. Solo alla fine della lettura, nelle note dell'autrice e nella dedica finale, scopriremo che l'impressione era giusta: questo non è solo un romanzo, è un canto di dolore dove la scrittura assurge ad un compito terapeutico.

Cronologicamente la storia si svolge tre mesi dopo i fatti di Fiori sopra l'inferno e, nel complesso, si può dire che i bambini sono protagonisti in modo più o meno esplicito. C'è Chiara, c'è un misterioso bambino forse scomparso, c'è Andreas, l'assassino di Travenì, che un bambino lo è rimasto per sempre, c'è il figlio mai nato di Teresa, ci sono il padre ed il figlio del romanzo La strada di Cormac McCarthy, c'è il Piccolo Principe con la sua volpe. E' un romanzo sui bambini, nati perfetti, e sulle sofferenze che vengono loro inflitte da questo nostro mondo di mostri. Mostri non sono solo assassini, rapitori e sfruttatori, mostri siamo noi tutti quando non accettiamo il diverso, lo straniero, quando lo dileggiamo con crudeltà o chiudiamo gli occhi davanti ai soprusi di cui è vittima.

Ho letto molte recensioni poco positive su questo libro. Non sono d'accordo. Credo che sia un libro che va capito e che sia nato senza la velleità di essere un giallo. E' un libro che è nato da un'urgenza, da un bisogno: dare una voce a chi soffre. Il lieto fine non credo sia un caso; spesso nella vita vera il lieto fine non esiste. A me è piaciuto tanto. Consigliato.

Ilaria Tuti


GIUDIZIO PERSONALE: 4,5/5

venerdì 4 giugno 2021

VdL - Ninfa dormiente, Ilaria Tuti

 Dopo il dovuto tempo dall'uscita del libro, ho affrontato "Ninfa dormiente", il secondo lavoro di Ilaria Tuti, giovane scrittrice friulana che proprio nella sua terra ama ambientare le storie che racconta.

Finalmente (devo dire finalmente) ho ritrovato uno dei personaggi più belli che abbia incontrato nella narrativa italiana, Teresa Battaglia. In questo romanzo Teresa è ancora commissario di polizia nonostante l'avanzare della malattia che l'affligge e che tiene nascosta ai colleghi; Teresa infatti, donna non più giovane, nel primo romanzo ha ricevuto una diagnosi tremenda: Alzheimer. Proprio a lei che fa della sua mente acuta ed intuitiva il principale strumento di lavoro! Così Teresa lotta ogni giorno contro i ricordi che spariscono e lo fa scrivendo assiduamente un diario su cui segna il risultato delle indagini, i piccoli grandi accadimenti di tutti i giorni e le sue riflessioni personali.

All'inizio di Ninfa dormiente la malattia di Teresa sta avanzando: spesso non ricorda gli avvenimenti più recenti ed il diario è la sua ancora di salvezza in un mare di ricordi che diventano sempre più confusi.

Ma vediamo la trama:

Il giovane Raffaello Andrian trova un quadro in soffitta, un quadro che è sicuramente dello zio Alessio Andrian; decide di farlo valutare pensando magari di venderlo, ma durante la valutazione emerge un fatto scioccante che provoca il coinvolgimento di Teresa Battaglia e della sua squadra ... il quadro è autentico, risalente all'Aprile del 1945, ed è stato dipinto col sangue. Il quadro ritrae una giovane donna addormentata di una bellezza ultraterrena, appunto una Ninfa Dormiente. Le situazione storico-psicologica in cui quel quadro ha visto la luce affonda le radici quasi nella leggenda; tutto ciò che si sa è che Andrian lo dipinse il 20 Aprile del 1945, mentre era sulle montagne come partigiano e che giorni dopo venne ritrovato in territorio sloveno, ricoperto di sangue non suo, delirante per la febbre e con il quadro stretto fra le mani. Da lui non si seppe mai nulla dell'accaduto perché da quel giorno si rifiutò di parlare e camminare riducendosi, fino ai giorni dell'indagine, ad un corpo inutile sostenuto però da una mente indomita e votata ad uno scopo ignoto a tutti. Si tratta di un "cold case" insomma e Teresa viene incaricata di scoprire cosa accadde quella notte di tanti decenni prima. Le indagini la porteranno in Val Resia, una valle unica a causa della particolarità genetica dei suoi abitanti. Sarà un viaggio in un passato che si protende oscuro sul presente; un viaggio attraverso se stessa, la propria malattia ed i suoi progetti per il futuro della squadra; un viaggio che affronterà insieme a Massimo Marini, il figlio mai avuto, che pure nasconde un segreto enorme. Entrambi dovranno imparare a trovarsi e così ritrovare se stessi, fidandosi e affidandosi l'uno all'altra, perdonandosi per gli errori del passato e da lì ricominciare ad affrontare il futuro. 

Come prima cosa vi dico cosa non mi ha convinto fino in fondo: il movente del delitto. La storia del culto del femminino sacro che impera nella valle l'ho sinceramente trovata un po' forzata e poco supportata poi dalla storia... Direi piuttosto che il culto della Dea è una scusa utilizzata da una mente nata malvagia per giustificare il suo gusto per il dominio, la violenza e la cattiveria. Questo è il mio punto di vista.

Tutto il resto è bellissimo. La storia di Alessio Andrian è bellissima, commovente e romantica. Le storie personali di Teresa e di Marini, che qui finalmente si svelano, sono profonde e sconvolgenti. L'autrice è bravissima a descrivere la psicologia dei personaggi, il loro mutare nel corso degli eventi, crescendo, cambiando, nel tentativo di trovare finalmente pace. Massimo la troverà nella paternità; Teresa alla fine non si sa bene; sappiamo che sta creando una squadra forte che sarà in grado di andare avanti da sola quando lei dovrà fermarsi e sappiamo che sentimentalmente troverà una sorta di famiglia in Marini. Il romanzo finisce 7 mesi dopo l'epilogo finale delle indagini e non ci viene detto chiaramente come sta Teresa, ma parrebbe ancora in grado di discernere. Quindi la domanda è: ci sarà altro? Parrebbe di sì visto che ho sentito vociferare di un terzo romanzo con la Battaglia come protagonista. 

Insomma mi pare ovvio che io ve lo consiglio tantissimo, anzi avrei piacere di confrontarmi con altri lettori sulla faccenda del femminino sacro! Quindi commentate se l'avete letto, per favore!!

Ilaria Tuti


GIUDIZIO PERSONALE: ❀❀❀❀

Altri suggerimenti di lettura li potete trovare sul blog Homemademamma ideatrice del Venerdì del Libro.

venerdì 24 maggio 2019

VdL - Fiori sopra l'inferno , Ilaria Tuti

Buongiorno lettrici!
Il libro di oggi "Fiori sopra l'inferno" è l'opera prima di una giovane scrittrice italiana ed è stata una bellissima rivelazione.
Per l'ennesima volta di tratta di un thriller (pare che in questo periodo non riesca a leggere altro), ma diverso dal comune, per alcuni particolari mi ha ricordato Donato Carrisi che, in effetti, è lo scrittore prediletto dall'autrice.
Il personaggio principale poi, il commissario Teresa Battaglia. è veramente originale, fuori da tutti gli stereotipi del genere: di mezz'età, in sovrappeso, diabetica e con i primi sintomi di una nuova temibile malattia che comincia a farsi viva. Decisamente non la detective stilosa e/o belloccia a cui spesso siamo abituati. Questo, la sua fragilità unita alla sua forza, il suo acume straordinario e la sua profonda umanità ce la fanno amare fin da questo primo romanzo.

Gli abitanti di Travenì, un paesino di montagna abbarbicato ai confini fra Italia a Austria, vivono in una sorta di isolamento fisico ma anche sociale, non così raro nei paesi di montagna, che li rende duri, refrattari al contatto con "lo straniero di città", tendenti a risolversi da soli i loro problemi.
Ma un assassinio terribile sconvolge la quotidianità di Travenì e il commissario Teresa Battaglia, donna dai modi ruvidi e spicci, viene incaricata delle indagini. La modalità dell'omicidio, strane e particolarmente brutale, disorientano Teresa, ottima profiler che però non riesce ad incasellare nella comune casistica questo particolare assassino. Una cosa è certa le case e i boschi di Travenì non sono più un posto sicuro per nessuno, perché, Teresa ne è certa, il mostro colpirà ancora...

Un libro scritto benissimo, la suspance dosata con grande maestria, tutto ciò ti tiene incollata alle pagine. Ci sono alcuni ingredienti riconoscibili che conducono al successo quest'opera. Uno è sicuramente il bellissimo personaggio di Teresa che, come ho già detto, si distingue dal classico investigatore dei romanzi del genere. Un'altro ingrediente è, a mio parere, l'ambientazione che, personalmente ho amato molto essendo io stessa amante delle montagne. La scrittrice rende protagonista la sua regione, il Friuli, ed i suoi conterranei. Le descrizioni paesaggistiche sono eseguite così bene che ho avuto l'impressione vivida di trovarmi nei boschi di Travenì, di sentire il fruscio degli animali selvatici ed i profumi del sottobosco.
Anche lo scavo psicologico dei personaggi mi è piaciuto molto; in questo romanzo non ci sono personaggi banali, i protagonisti sono tutti ben delineati ed evolvono nel corso della narrazione. Credo che una particolare plauso lo meriti proprio la figura dell'assassino, una vittima a sua volta e vittima di qualcosa di veramente atroce. Qui il concetto di colpa vacilla vistosamente: quanto quest'uomo è veramente colpevole degli atti che compie?
Insomma un gran bel libro che consiglio calorosamente. Fatemi sapere la vostra opinione!



GIUDIZIO CRITICO: ❀❀❀❀

Trovate altre indicazioni di lettura sul blog di Paola, Homemademamma, promotrice dell'iniziativa.