Montanari Family

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Robby, Manu, Tata, Pissi, Pepe, Oscar, Giorgio

venerdì 24 gennaio 2020

VdL - L'anno dei dodici inverni, Tullio Avoledo

Buongiorno colleghe leggione! Il libro di oggi giaceva da molti anni fra i miei ebook ed ora, col senno di poi, mi viene da dire "ma perché cavolo ho aspettato così tanto prima di leggerlo!
Un libro fuori dagli schemi, descritto come di fantascienza ma che sinceramente io non ho la forza di incasellare in un genere preciso. Vediamo quindi un abbozzo della trama, di cui però non voglio dire troppo perché rovinerei il gusto della lettura

Emanuele Libonati, un anziano e distinto signore, bussa alla porta della famiglia Grandi i primi giorni del Gennaio del 1982; si presenta come un giornalista intenzionato a scrivere un saggio sui alcuni bambini nati il 25 Dicembre dell'anno precedente. Nella famiglia Grandi, proprio quel giorno, è arrivata la piccola Chiara, una bellissima bambina molto desiderata e amata. Libonati promette di seguire i bambini nel corso degli anni a venire, presentandosi alle famiglie all'inizio di ogni anno par fare il punto della situazione. Emilio ed Esther Grandi accettano, seppur con qualche perplessità, alimentata anche da alcuni strani dettagli che il loro ospite fa trasparire ad ogni incontro. Con il tempo Libonati diventa un amico, un confidente, pur facendosi vivo solo una volta l'anno; nove anni dopo Emilio, morente, affida a Libonati la tutela della moglie e della figlia e lo strano amico, che sembra non invecchiare mai, mantiene la promessa seppure da lontano e senza mai più presentarsi alla porta di Esther. L'unica cosa che le lascia è la promessa di capire tutto, anche quello che sembra inspiegabile, nell'anno 2017.
Parallelamente viene narrata la vita di un uomo, che prima è un ragazzo difficile e preda della dipendenza, ma poi si salva attraverso la passione per la fotografia e diventa un uomo noto ed un marito e padre felice.
Con un bel colpo di scena ci troviamo nel 2028, a Londra, in un mondo postnucleare in cui è sorta la Chiesa della Divina Bomba, un credo ispirato agli scritti di Philip Dick innalzato al ruolo di santo!
Da qui in avanti scopriremo tutto: i perché ed il come delle azioni di Libonati.

Ammetto che la trovata della Chiesa della Divina Bomba mi ha fatto molto ridere, ma in fondo ... perché no?! Siamo abituati ad abboccare a qualsiasi interpretazione della realtà se fatta da qualcuno che sa essere convincente ...
Per il resto l'amore la fa da padrone. La storia è complessa e ogni congettura faremo si rivelerà essere sbagliata, ma di certo è l'amore che guida le gesta di Libonati. Per amore attraverserà il tempo e lo spazio, sacrificherà se stesso ed il proprio cammino pur di cambiare il destino di un'unica persona.
Può esistere un amore più grande?
Un romanzo che consiglio senza dubbio di leggere; all'inizio un pochino lento, ma la curiosità che suscita non vi permetterà di abbandonarlo.



GIUDIZIO PERSONALE: ❀❀❀❀

Troverete altri suggerimenti di lettura sul blog di Paola, Homemademamma.

venerdì 17 gennaio 2020

VdL - Se lei sapesse, Blake Pierce

Il libro di oggi fa parte di un piccolo esperimento personale. Già da un po' di tempo ero molto incuriosita dagli audiolibri; c'è chi ne è conquistato, chi invece non li ama. Dovevo provare. Ho scaricato questo libro da Google libri perché era gratuito e per cominciare volevo andare sul gratis.
La prova non è andata a buon fine, nel senso che non mi è piaciuto, Molto dipende dalla voce e dal modo in cui viene letto, ma a parte questo ho notato che tendo a distrarmi e a perdere il filo della narrazione quindi non credo proprio che proseguirò con questo tipo di formato.
Per quanto riguarda il romanzo, si tratta di un giallo, senza infamia e senza lode, tutto sommato ben scritto ma senza spunti sorprendenti; il finale è decisamente banale e fiacco, un po' da film di serie B.

Kate Wise ha 55 anni ed è un'agente dell'FBI ormai in pensione. Viene però strappata alla noia della vita di provincia quando la giovane figlia di una sua amica viene barbaramente uccisa durante un'effrazione domestica. L'amica le chiede di indagare per suo conto e dopo poco anche l'FBI le chiede di riprendere il lavoro come consulente.
Nonostante la nascita della sua prima nipotina, Kate si getta nel lavoro che più le viene naturale e che la mancava oltre ogni immaginazione, affiancata dalla giovane agente DeMarco.
Insieme troveranno il colpevole, un serial killer che, nel frattempo, miete giovani vittime nel quartiere in cui è avvenuto il primo omicidio.

Una lettura senza troppe pretese ma scorrevole. Un buon passatempo.



GIUDIZIO PERSONALE: ❀❀❀

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venerdì 20 dicembre 2019

VdL - In tempi di luce declinante, Eugen Ruge

Trent'anni fa cadeva il muro di Berlino. Per chi, come me, c'era ed aveva l'età per comprendere sa che fu un avvenimento epocale, nel senso che proprio finì un'epoca, quella della guerra fredda, dei missili e dello spettro della terza guerra mondiale sempre dietro l'angolo.

Questo libro si articola su tre generazioni si una stessa famiglia, una famiglia che viveva della DDR: il nonno Wilhelm e la nonna Charlotte ne vedono la costituzione; il loro figlio Kurt rientra dalla Russia, dopo aver subito la prigionia in un gulag sovietico, con la moglie Irina; il nipote Alexander è testimone della caduta del muro e del blocco sovietico.

L'argomento è molto interessante, ma, intendiamoci, il libro non è che sia indimenticabile. Gli avvenimenti storico-politici rimangono sullo sfondo della vita privata dei protagonisti. Le difficoltà della vita quotidiana, la mancanza di varietà di cibo, diciamo la mancanza di varietà di tutto, traspaiono delle osservazioni dei personaggi. Solo uno di loro però, Wilhelm, è perfettamente adattato alla vita e agli schemi della DDR. Gli altri, compresa la nonna Charlotte che rimpiange i cieli del Messico dove erano fuggiti durante la guerra, mal si adattano al grigiore, alle ristrettezze, ai clientelismi ed alle connivenze dell'ex Germania Est. Tant'è vero che il nipote, la summa di tutte le insofferenze, fugge all'ovest proprio la notte della caduta del muro.

La lettura è tutto sommato interessante anche se non mi ha convinta fino in fondo. Manca un po' di vivacità nella narrazione ma, chissà, magari è voluto, magari vuol sottolineare proprio l'immobilismo che regnava a quel tempo.
Personalmente quello che mi è mancato in questo romanzo è un approfondimento sulla vita nella DDR. Paradossalmente si hanno più notizie della vita in Unione Sovietica, patria di Irina, che di quella al di qua del muro.
Probabilmente cercherò altro sull'argomento che mi ha sempre molto affascinato.




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venerdì 22 novembre 2019

VdL - Alle radici del male, Roberto Costantini

La Trilogia del Male di Roberto Costantini si conferma essere un prodotto di alta qualità. Ho appena finito di leggere "Alle radici del male", il secondo volume della serie, e sono pienamente soddisfatta, anzi sto bramando di leggere anche il terzo!
Vi avevo scritto qui la recensione del primo "Tu sei il male" che già mi era piaciuto moltissimo, ma a mio parere il secondo romanzo è ancora superiore. Ritroviamo il commissario Michele Balistreri, ma stavolta la narrazione comincia ai tempi della sua infanzia e prosegue fino alla sua giovinezza, vissuta a Tripoli, nel periodo che va dalla fine degli anni '50 fino al 1970.

Trama:
Michele Balistreri vive la propria giovinezza in Libia, a Tripoli, essendo figlio di genitori trasferitisi lì ai tempi dell'occupazione italiana del territorio. La famiglia di Michele è ricca e potente ed il padre Salvatore, di umile origine siciliana, sa dove farsi le giuste alleanze anche e soprattutto politiche, sia in Libia che in Italia. Michele però ha un rapporto difficile col padre, lui è più figlio della madre Italia, di profonde idee fasciste, ma onesta e orgogliosa. Michele cresce negli agi insieme agli amici d'infanzia Ahmed, Karim e Nico con i quali stringe un patto di sangue. Quel patto li terrà fraternamente uniti fino al 1969, quando due avvenimenti sconvolgono la vita di Michele per sempre: l'uccisione di Nadia, sorella di Ahmed e Karim, e la misteriosa morte di sua madre Italia. Le conseguenze di questi tragici fatti lo porteranno per sempre lontano dalla Libia, in Italia, il paese che odia e disprezza. Da qui veniamo catapultati al 1982, nel periodo subito successivo ai fatti del primo romanzo. Balistreri è reduce dal clamoroso insuccesso dell'indagine sull'omicidio di Elisa Sordi: la sconfitta gli brucia ma tutto quello che vuole è cadere di nuovo nell'apatia del tempo che scorre senza che nulla accada. Tutto ciò che vuole è farsi un paio d'anni in polizia, senza tante rotture di scatole, e poi tornare in Africa, a cacciare i leoni. Ma il ritrovamento del corpo senza vita di Anita Messi, appena arrivata dell'Argentina, lo costringe a mettersi al lavoro. In più ha la palla al piede della giovane Claudia Teodori, figlia scapestrata di un suo superiore in fin di vita il quale lo ha pregato di vegliare sulla ragazza. Neanche a dirlo Michele non ne vuole sapere di occuparsi di una ragazzina che sembra voglia far successo in TV e che lui considera solo una stupida sciacquetta. Ma qualcosa lo trascina nelle indagini suo malgrado e finirà per capire che forse c'è qualcosa che unisce Claudia, Anita e Nadia...

La prima parte, ambientata nella Libia degli anni '60, è bellissima. Prima d'oggi non avevo mai letto di questo paese e degli avvenimenti che portarono al potere il colonnello Gheddafi. Non sapevo nulla della presenza di un numero di coloni italiani molto alto e del fatto che vennero cacciati dalla Libia spogliati di tutti i loro averi e che vennero "accolti" dalla loro terra d'origine, l'Italia, come rappresentanti di quel fascismo che ancora bruciava sulle coscienze degli italiani. Sì, perché gli strascichi di odio che una guerra civile si lascia dietro sono durissimi a morire.
Michele è un privilegiato nella Libia di allora, figlio di un padre il cui nome incute timore, e ne approfitta per mettere in piedi con gli amici un'organizzazione che di legale non ha proprio nulla! E' un giovane delinquente il nostro Balistreri anche se il suo animo non è malvagio, infatti non si da pace per l'omicidio di Nadia e fa di tutto per trovare l'assassino. Così facendo però mette i bastoni fra le ruote ai traffici ben più loschi e pericolosi del padre che ripetutamente gli intima di lasciar perdere. Le cose peggiorano quando non può darsi pace della morte, ritenuta volontaria, dell'amatissima madre Italia; Michele incolpa il padre, secondo lui reo di voler rompere il matrimonio per vivere liberamente con la presunta amante. Nelle sue attività investigative Balistreri procede per tentativi pasticciati sia da giovanissimo che da più adulto, al commissariato di Vigna Clara. La sua nota identificativa è il disinteresse e l'indolenza iniziale nell'indagine, ma anche quando qualcosa accende la sua attenzione l'investigazione procede viziata dai suoi preconcetti (e non sono pochi!).
In definitiva il nostro personaggio e un poliziotto potenzialmente in gamba, ma con un'indole svogliata, egoista e menefreghista che ne vizia inesorabilmente le capacità, anche come uomo. Alla luce delle sue vicende giovanili siamo in grado di comprendere il perché del suo comportamento e a perdonarlo, almeno in parte; anche perché poi Michele finisce sempre per mettersi in moto, anche con grande autocritica, ed allora è evidente che, malgrado sia ritenga lui stesso mediocre, in realtà è un ottimo poliziotto ed una persona capace di capire l'animo altrui. Tutto questo per dire che nonostante le sue idee politiche, la sua ignavia e la sua recondita violenza, Michele Balestrieri alla fine è un personaggio che conquista; un eroe imperfetto che infatti arriva sempre troppo tardi e che non salva nessuno, ma che comunque il suo lavoro lo fa nonostante o forse proprio perché lo rende un personaggio scomodo per molti di coloro che siedono in alto.
Bello, bello bello. Trilogia consigliatissima.
Vi ragguaglierò quanto prima sull'ultimo volume "Il male non dimentica".



GIUDIZIO PERSONALE : ❀❀❀❀❀

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venerdì 15 novembre 2019

VdL - Il libro delle verità nascoste, Amy Gail Hansen

Il libro di oggi è un realtà un dis-like: una storia che partiva con una discreta idea iniziale si è persa in un finale, scusate se sono impietosa, da film di serie B.

Trama:
Ruby ha avuto un'esperienza traumatica, circa un anno prima degli eventi narrati ha cercato di togliersi la vita; era molto giovane e frequentava il college femminile di Tarble, ma all'ultimo anno le è capitato qualcosa, un segreto che nessuno deve sapere e di cui ha parlato solo alla sua analista. Ora vuole solo dimenticare. Ma la valigia smarrita di Beth, una sua ex compagna di college, la catapulta di nuovo in quei giorni e, nonostante sia l'ultimo posto al mondo in cui vuole trovarsi, la riporta a Tarble. Ma Beth è scomparsa da giorni e Ruby ha dei sospetti e tutto punta verso la sua ex scuola...

La prima parte del romanzo non è male. Ruby racconta il suo passato di studentessa brillante, il suo amore per la letteratura e la scrittura, il suo sentirsi in colpa per la morte del padre, avvenuta un anno prima: è una ragazza molto intelligente, brillante direi, ma fragile, facile preda di persone viscide. Molto interessante la sua analisi di "Una stanza tutta per se" di Virginia Woolf, scrittrice su cui si basa una sua importante tesina; ma durante la stesura della tesina le cose comincia ad andare male, dentro e fuori di lei, fino a sconvolgerle la mente. Fin qui tutto bene, seppure con qualche forzatura ma perdonabile. Il finale invece, che mi aspettavo essere entusiasmante, è di una banalità che fa strappare i capelli. Insomma come sempre non posso dire altro per non rovinare la lettura a nessuno, ma credetemi che se decidete di accantonarlo guadagnate solo tempo da dedicare a letture più meritevoli!



GIUDIZIO PERSONALE: ❀❀

Andate a trovare Paola, promotrice del venerdì del libro, sul suo blog per suggerimenti di lettura.