venerdì 22 marzo 2019

Riflessioni in un giorno di sole

Ed è primavera. Oggi è proprio esplosa nel suo fulgore.
Non ho finito il mio romanzo, quindi non partecipo all'appuntamento del Venerdì del libro, ma ho voglia di lasciarvi a questa chicca di José Saramago:
"C'è chi passa la vita a leggere senza mai riuscire ad andare al di là della lettura, restano appiccicati alla pagina, non percepiscono che le parole sono soltanto delle pietre messe di traverso nella corrente di un fiume, sono lì solo per farci arrivare all'altra sponda, quella che conta è l'altra sponda". José Saramago, La Caverna

venerdì 15 marzo 2019

VdL - Ally nella tempesta, Lucinda Riley

E' ufficiale: mi sono innamorata della serie delle Sette Sorelle di Lucinda Riley!
Questo secondo volume mi ha conquistata tanto quanto quello precedente.

Qui si racconta la storia della seconda sorella, Ally, abbreviazione di Alcyone; profondamente diversa dalla sorella maggiore Maia, a cui comunque o fortemente legata, Ally è la sorella forte, la leader del gruppo. 
Non per niente svolge una professione avventurosa, infatti è una donna di mare, fa regate in equipaggi di soli uomini. Proprio alla fine di una regata Ally incontra Theo, uno skipper di fama mondiale, e fra i due nasce l'amore. E, quando Pa' Salt muore (per questo antefatto vedere qui) Ally si trova in barca con Theo, nel mezzo del Mar Egeo, a trascorrere il loro primo week end d'amore.
Dopo essere tornata a Ginevra per condividere il lutto con le sorelle, Ally decide di tralasciare momentaneamente gli indizi riguardo le sue origini lasciatigli da Pa'Salt e torna in Grecia per affrontare la regata delle isole greche in squadra con Theo. Nonostante il dolore per la perdita del padre, per Ally è un momento magico: ha trovato l'amore della vita e la vittoria in mare.
In attesa di cominciare una nuova regata con Theo, la temibile Fastnet, la ragazza torna a Ginevra dove trova Maia alle battute finali della sua ricerca ed anche lei felice per il nuovo amore trovato. Trovandosi al Atlantis da sola, Ally s'incuriosisce riguardo i propri indizi; anzitutto scopre di essere stata trovata da Pa' Salt in Norvegia, ad Oslo, poi trova una specie di diario scritto in norvegese, non essendo in grado di leggerlo contatta una traduttrice che lo traduca per lei. Dopo di che parte per l'Inghilterra perchè da lì partirà la Fastnet.
Da qui in avanti il destino giocherà crudelmente con la vita di Ally. Tutto quello che accadrà la spingerà a voler approfondire la ricerca sulle proprie origini e la porterà prima ad Oslo e poi a Bergen sulle tracce di un famosissimo compositore. Nuove strade si apriranno davanti a lei ed infine avrà la sua occasione di cominciare una nuova vita.

Anche "Ally nella tempesta" è un romanzo molto ben scritto, i fatti sono incastrati benissimo fra loro anche perché le vite delle sei sorelle s'incrociano nei vari romanzi e la Riley è molto attenta a far combaciare bene tutti i pezzi. La storia personale di Ally, com'era accaduto per Maia, s'intreccia con avvenimenti reali del passato; in questo caso si tratta della messa in scena del Peer Gynt un dramma scritto da Ibsen e messo in musica da Grieg. La vita degli avi di Ally ruota attorno alla prima messa in scena di quest'opera, nel 1876, nel teatro di Christiania, il nome che aveva Oslo all'epoca. Da lì comincia tutto e prosegue, passando per la seconda guerra mondiale e terminando con la protagonista ai giorni nostri.
Anche in questo caso devo ringraziare l'autrice per avermi fatto scoprire molte cose che non sapevo. Prima di tutto che conoscevo la musica di Grieg e non lo sapevo! In realtà tutti noi la conosciamo perché almeno un paio di arie del Peer Gynt sono famosissime e sono state usate e strausate in film e pubblicità: provate a cercare su You Tube "Il Mattino" e "Nell'antro del re della montagna" e vedrete!
Insomma sulla musica ho scoperto molte cose interessanti partendo dal Conservatorio di Lipsia e la sua triste sorte durante gli anni del nazismo fino alla Filarmonica di Bergen.
L'invasione della Norvegia da parte delle truppe del Fuhrer è generalmente un avvenimento di "secondo piano" quando si parla di secondo conflitto mondiale, eppure ebbe ovviamente delle conseguenze tragiche per le città coinvolte. Inoltre alcuni ebrei erano fuggiti dalla Germania e si erano rifugiati proprio in Norvegia che, durante la prima guerra mondiale, era rimasta neutrale contando sul fatto che la neutralità venisse mantenuta. Quindi un dramma nel dramma.
Insomma, care amiche lettrici, ci sono tanti tanti motivi per appassionarsi a questa serie.
Non da ultimo un alone di mistero che percorre ogni romanzo e che riguarda la misteriosa scomparsa di Pa' Salt: l'autrice promette che tutto verrà svelato nell'ultimo romanzo quello, suppongo, dedicato a Merope, la sorella mai trovata...
Consigliatissimo.



GIUDIZIO CRITICO: ❀❀❀❀

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venerdì 1 marzo 2019

VdL - Le sette sorelle. Maia, Lucinda Riley

Il primo volume della serie delle Sette Sorelle mi è stato regalato tempo fa da un'amica. E' rimasto nel dimenticatoio per un bel po' perché inizialmente non ero particolarmente ispirata dal genere. Nel frattempo sono usciti altri quattro volumi e, chiacchiera di qua chiacchiera di là, un po' di curiosità mi è venuta. Ammetto però che mi sono approcciata a questo libro con una punta di scetticismo.
E mi sbagliavo.
Nel giro di poche pagine la lettura mi ha catturata ed ho divorato il romanzo affascinata dalla vicenda e dall'idea di fondo.
Per chi non ne avesse già sentito parlare questa è una breve sintesi:

Maia è la maggiore di sei sorelle, tutte adottate in tempi diversi da un ricco mecenate svizzero che loro chiamano affettuosamente Pa' Salt. I loro nomi derivano dai nomi delle stelle che compongono la costellazione delle Pleiadi dette anche le Sette Sorelle. Dunque Maia è la maggiore, è quella che non ha lasciato l'ovile, una splendida tenuta chiamata Atlantis che sorge sulle rive del lago di Ginevra, e che fatica a trovare la propria strada a causa di una brutta vicissitudine vissuta da ragazza. Mentre è assente da Atlantis per qualche giorno riceve una telefonata da parte di Marina, la governante che le ha allevate, la quale le comunica che Pa' Salt è morto all'improvviso.
Maia avvisa le altre sorelle, tutte sparse per il mondo, ed ognuna di loro fa ritorno ad Atlantis per le esequie. Alla lettura del testamento scoprono che Pa' Salt ha lasciato loro in eredità una sfera armillare, posta nel giardino segreto della villa; su di essa ci sono sette cerchi, su ogni cerchio il nome di una sorella, delle coordinate ed un'iscrizione in greco. Le coordinate corrispondono al luogo esatto in cui Pa' Salt ha trovato ognuna di loro quando ha deciso di adottarle. L'invito del defunto papà è quello di partire ognuna alla ricerca delle proprie origini.
La prima che risponde al richiamo del sangue è proprio la timida e per niente avventurosa Maia; le coordinate la conducono a Rio de Janeiro e le faranno percorrere la storia della sua famiglia d'origine attraverso tre generazioni. Sullo sfondo, nel presente come nel passato, la statua del Cristo Redentore e la montagna del Corcovado. L'amore, in tutte le sue sfaccettature, fa da filo conduttore in tutta la storia di Maia, ma anche la forza, quella forza che non ha mai difettato nelle sue antenate, e che invece in lei sembra essersi persa. Maia è una donna che ha rinunciato a se stessa, rinchiudendosi nella prigione dorata di Atlantis dove il dolore ed il male non la possono toccare. Trovare le proprie origini, conoscere la propria terra natale l'aiuterà a rompere il guscio protettivo, a far emergere la vera Maia ed alla fine, con grande difficoltà, l'aiuterà a riconoscere l'amore vero e a chiudere i conti col passato.

Quello di Maia è un bel personaggio, mi piace molto, mi ci identifico, è stato facile immedesimarsi in lei.
Una piacevolissima sorpresa è stata l'ambientazione, sia per quanto riguarda la Svizzera ed il lago di Ginevra, sia e soprattutto per quanto riguarda Rio de Janeiro. Non avevo mai letto nulla ambientato a Rio e la descrizione dei luoghi insieme alla storia della costruzione del Cristo Redentore mi hanno fatto venire una gran curiosità di visitarla. Le vicende del passato sono ambientate circa nel 1927: molto interessante la descrizione del tessuto sociale brasiliano dell'epoca, l'intrico di etnie, i nuovi ricchi che subentrano alla nobiltà decadente di origine portoghese. Anche la parte ambientata a Parigi nello stesso periodo (Parigi bohemien, e periodo dell'Art Déco) è molto interessante.
Quindi, in sintesi, un bel romanzo, piacevolissimo da leggere pur senza essere un capolavoro assoluto. La storia è veramente originale sia nell'idea di fondo sia nello sviluppo della singola vicenda. Le figure femminili sono il fulcro di questo romanzo e, suppongo anche di quelli successivi; gli uomini sono un corollario importante ma non indispensabile. Credo, e vedrò se i libri successivi lo confermeranno, che l'intento dell'autrice sia proprio dare voce a figure di donna che si emancipano da ciò che la società, i costumi, la religione o il destino vorrebbero per loro.
Indimenticabile e molto mia è la frase in greco che Pa' Salt lascia a Maia "Non lasciare mai che la paura decida del tuo destino".



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venerdì 15 febbraio 2019

VdL - La banda degli invisibili, Fabio Bartolomei

Non è facile affrontare l'argomento della terza età senza scadere nei clichè, ma questo scrittore, di cui non avevo mai letto nulla, ci riesce egregiamente. Anzi, fa molto di più, con eleganza e delicatezza riesce a fare della critica sociale. Cominciando dal titolo che è già espressione del contenuto, "La banda degli invisibili", perché gli anziani sono "invisibili" a tutti, alle istituzioni senza dubbio visto che vengono ignorati da decenni, ma anche dagli altri cittadini, che li costringono a lottare contro la maleducazione, la burocrazia che per un anziano è una vera tortura, contro un mondo che viaggia troppo veloce senza alcun rispetto per le loro gambe stanche...
Ma vediamo un po' di cosa si parla in questo romanzo:

Angelo è un ultrasettantenne ex-partigiano; è rimasto vedovo da tempo e come parenti gli rimangono solo due nipoti che non si fanno mai vedere. Il nucleo della sua vita sono tre amici del circolo anziani, Filippo, Ettore e Osvaldo e Lauretta, amore mai sbocciato di gioventù. Con loro Angelo passa le sue giornate, anche perché i 4 vecchietti hanno capito che devono aiutarsi da soli a non affondare nella vecchiaia vera, quella che ti ruba le forze, i ricordi e la voglia di andare avanti. La vecchia vera non ha nulla a che fare con l'età anagrafica, ma piuttosto col rimanere soli, abbandonati, chiusi in casa senza stimoli di alcun genere. Per sfuggire a questo il gruppo di anziani signori si dedica a svariate attività: sabotare le corse delle auto blu sulle corsie preferenziali, spedire buste piene di cacca di cane a cittadini maleducati, e via di seguito fino ad arrivare a progettare il rapimento del premier (all'epoca Silvio Berlusconi)!

Ci sono pagine che fanno sorridere a denti stretti. Troppe volte le persone anziane vengono irrise più o meno velatamente, senza pensare che magari hanno delle necessità diverse da quelle di un giovane: per esempio non possono stare in fila per ore senza che le gambe facciano male o che la vescica reclami brutalmente attenzione! Eppure il gruppo degli invisibili c'è per chi ha bisogno di una mano. Come per andare in ospedale a trovare un vecchietto privo di memoria e abbandonato dai parenti, i quattro lo vanno a visitare fingendosi vecchi compagni di scuola. Oppure per occuparsi di Domitilla, la figlia cerebrolesa di una conoscente a cui il comune ha tolto l'assistenza.
La parte finale, con il rapimento del premier, è veramente ben riuscita a cavallo fra l'inaspettato ingenio dei quattro (ma non dimentichiamo, come non lo dimenticano loro, che sono ex-partigiani) e il folklore di un piano impossibile ma che invece riesce alla grande.
Insomma questo romanzo lo consiglio perché apre gli occhi su un fatto lampante ma che a volte tutti dimentichiamo: essere anziani non vuol dire essere delle cose, incapaci d'intendere e di volere e, peggio, di provare emozioni, ma essere uomini e donne che hanno dato tanto e che ancora possono dare moltissimo e che avrebbero bisogno di molte più attenzioni e amore da parte dei parenti, in primis, ma anche maggior comprensione da parte di tutti.



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venerdì 1 febbraio 2019

VdL - Ferite profonde, Nele Neuhaus

Ho scoperto Nele Neuhaus per caso con il suo libro più famoso "Biancaneve deve morire" (di cui vi ho parlato QUI) e sono stata conquistata dal suo stile e dal ritmo narrativo.
"Biancaneve deve morire" fa parte di una serie di romanzi che hanno come protagonisti il commissario capo Oliver von Bodenstein e la sua collega Pia Kirchhoff; quello di cui vi scrivo oggi è uno dei primi della serie.

David Joshua Goldberg, novantaduenne ebreo appena tornato in Germania, viene ucciso nella sua casa di Kelkheim; le modalità dell'omicidio fanno pensare ad un'esecuzione: un colpo alla testa con un proiettile di grosso calibro, la vittima in ginocchio sul pavimento.
I successivi due ritrovamenti rendono il caso ancora più inquietante: i numeri 1 - 6 - 1 - 4 - 5 scritti su uno specchio con il sangue ed un tatuaggio sul braccio della vittima ... un tatuaggio tipico delle SS, un loro segno di riconoscimento scritto in caratteri gotici. 
Di lì a poco vengono trovate uccise nello stesso modo altre due persone. A legare le tre vittime, oltre alla vetusta età e al numero 16145, c'è anche il fatto che tutti erano stati invitati al compleanno di Vera Kaltensee, ricca vedova ultraottantenne e famosa filantropa che vive con l'ambiguo figlio Elard. Ma cosa può unire questa donna, cui il nazismo aveva tolto tutto, a tre uomini che pare facessero parte delle SS?

Anche questo romanzo è veramente molto bello e ben strutturato; la storia è avvincente e non ci si fa mancare nulla, da un tuffo in un tristissimo periodo della storia europea ad un bel groviglio di intrighi famigliari. I personaggi sono numerosi, profondi, mai banali e le loro vicende affiorano lentamente nello scorrere della narrazione sapientemente dosata per mantenere alta la tensione narrativa.
Una storia originale, sconvolgente e con un finale assolutamente imprevedibile. Inutile dirlo, lo consiglio caldamente!
Vorrei segnalare che Nele Neuhaus è anche autrice di una serie di libri per ragazzi di cui ho acquistato i primi due volumi per la Tata: ne è rimasta conquistata! La protagonista è Elena, tredicenne amante dei cavalli (e la Tata non poteva che immedesimarsi!).
Purtroppo, e non ne capisco il motivo, i libri di questa autrice sono tradotti in italiano con estrema lentezza. Per esempio la serie per ragazzi vede tradotti finora solo i primi due volumi.
Ho poi notato, cercando sul web, che anche la serie poliziesca è stata tradotta solo in parte, secondo me sull'onda del successo di "Biancaneve deve morire". E' un grosso peccato perché l'autrice scrive molto molto bene e, personalmente, preferisco il suo stile a quello di molti altri "più blasonati" (o gettonati...) autori nord europei. Ma purtroppo tant'è...



GIUDIZIO CRITICO: ❀❀❀❀

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