Montanari Family

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Robby, Manu, Tata, Pissi, Pepe, Oscar, Giorgio
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martedì 7 giugno 2022

Un'amicizia, Silvia Avallone

 Un'amicizia. Un titolo semplicissimo, quasi scarno, ma è proprio in quell'articolo indeterminativo la forza della scelta. Quella si cui si parla non è "l'amicizia", quella che sta sopra tutte le altre che si allacciano nella vita (anche se poi viene percepita come tale per tutto il libro), è "un'amicizia": lo è per la protagonista e lo è perché è rappresentativa di quel sentimento per molti di noi lettori. Anche se poi in affetti, quest'ultimo romanzo di Silvia Avallone, smuove molti sentimenti ed affronta diversi argomenti. 

Trama:

Elisa ha quattordici anni, viene da Biella ed è stata costretta al trasloco a T. sulla costa Toscana. La sua famiglia è disastrata, i genitori sono separati da molti anni (il padre vive a T) e lei ed il fratello sono sempre stati con la madre, una donna immatura e poco organizzata che ha affrontato la vita e la maternità disarmata, non sapendo bene come affrontare le prove della vita di tutti i giorni, improvvisando parecchio e lasciandoli molto a loro stessi. Elisa si ritrova a T sola con il padre, un mezzo sconosciuto seppur animato dalle migliori intenzioni; è tutto un disastro, Elisa odia T, disprezza se stessa da sempre, non si accetta, non si piace, trova rifugio solo in biblioteca e nella lettura. Poi incontra Beatrice. Diversissima da lei: bella, determinata, anche un po' stronza, ma con le sue fragilità e le sue tenerezze. Forse perché entrambe in qualche modo ai margini, Elisa e Beatrice diventano amiche per la pelle. Il romanzo è il racconto dei loro anni di liceo e del primo anno di università, visto con gli occhi di Elisa.

Primo argomento di dibattito è, ovviamente l'amicizia. Quella tra Elisa e Beatrice è un'amicizia fra ragazze, nata sui banchi, profonda, simbiotica, sbilanciata come spesso sono le amicizie a quell'età: Beatrice guida ed Elisa segue. Questo, è evidente, prelude ad un disastro, perché prima o poi chi è in posizione subalterna si stufa di esserlo e gli equilibri cominciano a vacillare. Siamo ognuna la Beatrice o l'Elisa di qualcuno. Come scrive la Avallone:"La verità è che il lutto per un'amicizia finita non si risolve. Non c'è modo di curarlo, rielaborarlo, chiudere e andare avanti. Rimane lì, piantato in gola, a metà tra il rancore e la nostalgia."

E' vero, per noi come per come Elisa, che passa gli anni a guardare Beatrice da lontano attraverso i social network. 

Secondo argomento, la genesi dei social network. All'inizio delle vicende il web è appena agli albori, nessuno ha il cellulare si usa il telefono fisso: sembra un secolo fa vero? Invece no, solo poco più di una ventina d'anni fa le cose stavano così, poi il mondo è cambiato in modo radicale. Nel romanzo è Beatrice quella che percepisce le possibilità della rete. Elisa incarna i valori della parola stampata e cui rimarrà sempre fedele. La domanda di fondo, cui volutamente non viene data risposta perché ognuno ha la sua, è: quanta realtà c'è nei post dei social? Quanta vita vera c'è lì dentro? Quanto c'è di una persona, dei suoi sentimenti, del suo essere profondo? Il personaggio di Beatrice è un po', dico io, sulla falsariga del personaggio Chiara Ferragni. Alla fine del romanzo non è più Bea, l'amica di gioventù, è "la Rossetti", il personaggio di Instagram che ogni poche ore posta un luogo, un abito, un rossetto insomma una nuova tendenza; per Elisa la sua vecchia amica perde la sua identità in quel mondo d'immagini che si è scelta, non cambia mai, non evolve, è sempre uguale a se stessa, foto, dopo foto, dopo foto. Leggendo questo ho pensato che forse è per questo che, negli ultimi anni, gli influencer hanno aperto le porte delle proprie case ai social network, postando gravidanze, malattie, dispiaceri: un tentativo ultimo di essere autentici, di essere vivi, umani, non solo schiacciati su un'immagine perfetta e sempre identica.

Funziona? Personalmente non lo so, ho qualche dubbio. Ma da come, anche gente che conosco, perde tempo a scrivere sui profili e sui post di certi personaggi noti, forse invece l'illusione della vicinanza sociale funziona. Voglio dire io non riesco a pensare che se seguo Tizio sui social e Tizio comunica al mondo che ha l'influenza ed io gli scrivo un messaggio con i miei migliori auguri, ecco dicevo io non riesco a pensare che Tizio poi lo legga e che gliene freghi qualcosa e che questo sistema crei una connessione fra di noi, ci renda amici. Insomma io non lo farei e non lo faccio. Ma tanta gente sì. Quindi boh alla fine funziona? e magari sbaglio io? beh fa lo stesso, sbaglio volentieri!

Ricapitolando questo libro mi è piaciuto molto. Ho letto recensioni che ne dicevano peste e corna anche a livello stilistico; io non trovo, anzi l'ho trovato molto più maturo di "Acciaio" (l'unico altro libro che ho letto). Ho letto critiche feroci sulla scelta del tema amicizia, di nuovo, dopo Acciaio e Marina Bellezza ... perché? un autore scrive quello che sente fortemente dentro di se, evidentemente la Avallone aveva molto da dire sull'amicizia fra ragazze, probabilmente è stato un punto nodale della sua vita? In un'intervista ho letto che questo romanzo deve appunto chiudere un ciclo, una prima parte della sua vita e della sua opera che aveva bisogno di quest'ultimo romanzo per essere completamente risolta.

Personalmente ho trovato molto della mia vita nelle vicende di Elisa e Beatrice; è stato un doloroso salto nel passato perché anch'io ho la mia amicizia finita che però è, ancora oggi, un lutto irrisolto. Consiglio senza alcun dubbio la lettura di questo romanzo. Vi lascio con questa citazione dal film "Stand by me" tratto dal racconto di Stephen King:

Non ho mai più avuto amici come quelli che avevo a dodici anni. Gesù, ma chi li ha?


PS: la copertina è bellissima

Silvia Avallone

GIUDIZIO PERSONALE: ❀❀❀❀ e 1/2


sabato 4 novembre 2017

Il peso sul cuore

Oggi è una giornata storta. Per la verità è un periodo storto. Anche un po' lungo ormai. Sono sola in casa. Il peso sul cuore che non se ne va... In questi momenti mi manca mia madre. E non perché lei non ci sia più, grazie a Dio è ancora qui. Ma da tanto, tanto tempo non è più la mamma che ti aiuta, ti consola, ti ascolta. Lei, piuttosto, ha bisogno che la mamma sia io. È fragile. E così sono solo io. Con i miei mostri. Mi rigiro fra le mani il cellulare ... chi chiamo? Con chi mi sfogo? Nessuno. Hanno tutti i suoi casini, cosa gli rompo le scatole a fare? Ma chi è che ti ascolta per davvero? In realtà nessuno. Poi arriva lui. Pare che lo senta che qualcosa non va. Mi viene vicino e mi salta in braccio. Mi tocca col suo naso bagnato: e dai lo sai che lo odio! Ma almeno tu mi dai una sorta di conforto e mi strappi un sorriso. Anche per stavolta si va avanti. Grazie Pepe. Ma che fatica...

giovedì 1 giugno 2017

I colori della primavera in vasetto

Domenica 21 Maggio è stata una giornata importante per la nostra famiglia: la Pissi ha ricevuto la Prima Comunione!
Dopo settimane di tempo ballerino e piuttosto freddo, finalmente il sole ha benedetto le nostre teste ed abbiamo avuto la grazia di recarci alla cerimonia senza piumino e moonboot, ma con leggiadri sandalini estivi!
La cerimonia è stata molto carina ed i bimbi, inutile dirlo, erano carinissimi nei loro vestitini della festa e con il loro sorriso più raggiante.
Dopo la messa, le foto, i baci a parenti vicini e lontani convenuti per l'occasione, abbiamo "messo le gambe sotto la tavola" (come dice mio marito) e abbiamo dato il via ad un pranzo ottimo (complimenti come al solito a Mariolina ed Eleonora) nel locale che ormai ha ospitato tutte le occasioni importanti delle mia pupe.
Anche questa volta, come già avevo fatto con la Tata, ho voluto preparare io le bomboniere. Ci tengo, è una cosa che mi diverte e che, ormai, posso fare in compagnia delle bimbe che si sentono così utili ed importanti. Ho fatto una cosa piuttosto semplice perché con sta menata della tiroide ho cominciato tardi e non avevo neanche l'energia di fare lavoretti più complessi.
Così, come potete vedere dalle foto, ho comprato dei vasetti di vetro che a noi sono sembrati molto carini e dei confetti ripieni di 8 colori diversi. A quel punto abbiamo pensato di fare le bomboniere di 8 colori, mettendo sul fondo del vasetto uno strato di zucchero colorato dello stesso colore dei confetti e guarnendo alla fine con un bel fiocco di raso in tinta.




Lo zucchero lo abbiamo colorato io e le bimbe con i coloranti alimentari della Pane Angeli: è stato molto divertente!! Abbiamo giocato al "piccolo artista" mescolando i tre colori primari ah ah ah!!
Il risultato è piaciuto tanto a tutti gli invitati che si sono litigati i vari colori tentando di corrompere la festeggiata che, a onor del vero, è stata molto inflessibile attribuendo a ognuno il colore che riteneva più adatto!!
Ah dimenticavo, come ultimo tocco di fantasia mio marito ha trovato un contenitore/espositore per le bomboniere davvero originale: una cassetta di plastica per le bottiglie della birra Moretti. Lo ha tagliato a misura, per far sporgere i fiocchi, ed io l'ho fasciato con un foulard multicolore per coprire la pubblicità della birra! L'effetto era carino e lo scopo di tenere i vasetti belli dritti, perché zucchero e confetti non si mescolassero, raggiunto!



Finite le bomboniere mancavano i segnaposti, altro oggettino a cui tengo molto quando organizzo una cerimonia. Sull'onda di un abbozzo di idea avevo acquistato mesi fa una serie di confezioni di piccoli ciappettini (così noi chiamiamo le mollette) di legno con emoji e faccine varie per decoro. Ma .... occorreva personalizzare ....
bene alla fine ho trovato sul web un'immagine da Comunione che mi piaceva e mi ricordava la Pissi, l'ho stampata su cartoncino color crema e ho inserito una frase di ringraziamento. Dopo aver ritagliato le immagini le ho incollate sul "gambo" dei ciappetti et voilà ... il segnaposto è servito! Applicato ai bicchieri con dietro il tovagliolo messo a ventaglio, facevano la loro figura.




Non ho fatto niente di sensazionale, ma quello che ho fatto è stato fatto con amore e divertimento da parte di tutti. Spero che le mie idee piacciano anche a voi!!
Attendo commenti!!! BACI!!!!!!!!

Questo post verrà in seguito linkato alla pagina La Casa Fiorita.

venerdì 21 aprile 2017

VdL - L'età dello tsunami, Alberto Pellai & Barbara Tamborini

Dopo qualche settimana d'assenza mi ripresento con questo simpatico libro per genitori. Avendo una figlia di 11 anni e sentendomi assolutamente impreparata alla tempesta "ormonal-emotiva" che sta per investirmi, mi sono sentita subito attratta da questo titolo.
L'età dello tsunami - Come sopravvivere a un figlio pre-adolescente, racconta proprio di questa "età di mezzo" (che qui viene fatta coincidere con i 3 anni delle scuole medie), poco analizzata rispetto all'adolescenza vera e propria ma, decisamente, un'età complicata. Sarà perché per me è stato un periodo bruttissimo, vissuto male, che ha condizionato per anni il concetto che avevo di me stessa, il pensiero che la stessa sorte possa toccare a mia figlia mi angosciava moltissimo.
Devo dire che il libro è molto carino, non pretende di dare ricettine facili facili per crescere figli felici e giulivi, ma soprattutto spiega cosa accade loro in questo periodo di trasformazione. Personalmente ho trovato interessantissima la parte in cui viene spiegato, con parole molto semplici, il funzionamento del cervello di un pre-adolescente rispetto a quello di un bambino e di un adolescente; è bello sapere che gli sbalzi d'umore, gli scatti d'ira sono solo frutto di un cervello non completamente sviluppato. Quindi se tuo figlio ti urla "Ti odio" non è che ti odia davvero, ma semplicemente non ha i mezzi per mediare la sua ira del momento e può solo sfogarla al 100%.
Insomma tutto sommato non è un libro che ti cambierà la vita e ti farà diventare un genitore fantastico, anzi sottolinea spesso che il "genitore perfetto" non esiste, ma ha un effetto tranquillizzante, ti spiega come evitare di perdere la calma ogni 3X2, che le punizioni (ovviamente non corporali) sono necessarie perché spesso i pre-adolescenti non hanno il senso del limite, che il dialogo è importante per costruire un rapporto maturo che prosegua anche dopo l'inevitabile distacco da mamma e papà. Anzi è fondamentale per farli volare con le loro ali, consci che però ci sarà sempre un nido a cui tornare se la tempesta si farà troppo intensa.


Giudizio critico : ❀❀❀
QUI trovate gli altri suggerimenti di oggi

venerdì 7 novembre 2014

Venerdì del libro - Sognavo di correre lontano, Ron McLarty

Ciao a tutte e Buon Venerdì del Libro!
Questa settimana cambiamo totalmente direzione con questo libro, Sognavo di correre lontano di Ron McLarty. L'ho letto alcuni anni fa e mi ha colpito molto; chissà magari l'ho solo letto nel momento giusto per lui (sono fermamente convinta che ogni lettura ha il suo tempo perfetto) ma ricordo che all'epoca mi colpì parecchio.

Trama:
Smithy Ide è un quarantenne decisamente obeso, indolente, ubriacone e fumatore incallito: non è rimasto più nulla del giovane assennato e corridore di un tempo. Perchè?
Beh lo scopriamo lungo un romanzo che è un viaggio: il viaggio che Smithy affronta d'impulso al ritorno dal funerale dei suoi genitori, un viaggio che comincia da East Providence, Road Island e che lo porta a Los Angeles e che Smithy compie in sella alla bicicletta della sua adolescenza.
Ma, attenzione, questa non è la storia di un redivivo Forrest Gump, è la disperata ricerca di un uomo che non è mai diventato tale, bloccato in un'eterno limbo dalla scomparsa della sorella Bethany.
E sono proprio notizie di Bethany che lo spingono a partire da casa dei suoi genitori dove trova la lettera che annuncia il ritrovamento del corpo di sua sorella a Los Angeles. Bethany ... povera, dolce, amata e malata Bethany. Malata di mente. Bethany che sente una voce, una voce che le dice di fare delle cose... E mentre Smithy corre lungo le strade d'America ripercorre il suo passato: un passato comunque sempre di corsa, di corsa a cercare Bethany, nelle sue fughe disperate, fino a quella volta che non l'hanno trovata più. Almeno fino ad ora. Pedalando Smithy perde peso, trova amici, vive avventure, viene rapito, deriso, insultato e scopre che l'amore della sua vita è sempre stato davanti ai suo occhi.



Questo romanzo l'ho comprato per caso, d'impulso e devo dire che la recensione di Stephen King sulla quarta di copertina ha avuto il suo peso sulla scelta! Recentemente ho letto recensioni tremende su questo libro, ma io l'ho amato molto. E' una storia tipicamente in stile americano, sì insomma il potere salvifico della bici e dell'attività fisica e cose così ... ma non è questo che ci ho visto. Io ci ho visto la storia di un fratello schiacciato dall'ingombrante presenza di una sorella bellissima, dolcissima, amata da tutti, ma malata di mente, una malattia molto grave che le fa fare cose assurde e anche cattive. A lei, la meravigliosa Bethany, un angelo caduto in terra. I genitori non hanno la forza di pensare a Smithy; Bethany prosciuga tutte le loro forze. E quando scompare le cose peggiorano. Così Smithy semplicemente smette di lottare per se stesso, getta la spugna e si abbandona al cibo, al fumo e all'alcool. Inconsciamente cerca la morte come fine del dolore, ma senza aver il coraggio di infliggersela, diventa un ignavo. Ma da tutto si può riemergere e Smithy ce la fa, facendo pace con se stesso e con Bethany che comunque ha amato dolorosamente per tutta la vita.
Bello.

Giudizio critico : ❀❀❀❀

Trovate QUI gli altri suggerimenti di oggi!

martedì 16 settembre 2014

Anche questa è andata

Intendo l'inizio del nuovo anno scolastico.
Ieri 15 settembre le mie bimbette hanno affrontato il primo giorno di scuola: la grande (ormai una veterana) in 4a elementare e la Piccola Pulce in 1a!
Sì, ieri è stato il suo primissimo giorno di scuola!
La signorinella era già gasatissima da parecchio e la sera prima è andata a letto dicendo :"Evvai, evvai, vado a scuola!!"
L'impatto è stato buono, considerando anche che sono solo in 4 che vengono dallo stesso asilo, quindi si sono un po' trovati come dei pesciolini fuor d'acqua poverini. Però i bambini hanno mille risorse e sono fiduciosa del fatto che sapranno integrarsi velocemente al resto della classe.
Ieri si è molto giocato (le maestre hanno fatto trovare un peluce su ogni banco perchè facesse compagnia al bambino nel suo primo giorno da "grande") e si sono imparate alcune regole di base. Le maestre sono sembrate "brave e buone" e la scuola interessante.
Unico appunto: "Mamma, ci danno pochissimo da mangiare!" Detto da una che andava inseguita per casa col cibo perché non mangiava un tubo, non c'è male!!!
E quindi Buon Anno Scolastico a voi, bambine mie, che possiate viverlo con grande serenità!

martedì 27 maggio 2014

Fiori sulle tegole e cuori sulla tavola!

Domenica 18 la mia Tata ha fatto la Prima Comunione.
Inutile dire che ho cominciato a organizzare tutta la "faccenda" diversi mesi fa.
Nella fattispecie ho deciso di fare io le bomboniere e, pensa che te pensa, alla fine ho optato per delle tegoline decorate col decoupage con una fantasia di fiori.
Non so cosa ne pensiate voi, ma io sono soddisfattissima del risultato, considerando anche che era la prima volta che mi cimentavo nell'arte del decoupage.


Siccome erano per una bimba ho voluto farle colorate e di tre fantasie diverse: una rosa con i tulipani, una gialla con fiori bianchi e gialli ed una avorio con i bucaneve. I sacchettini portaconfetti li ho acquistati arancioni e gialli, i confetti erano a cuore e multicolori.
Infine le ho sistemate in una bella cesta che avevo adornato con nastri di raso gialli e arancioni


All'ultimo momento ho deciso di fare in casa anche i segnaposto da portare al ristorante. Siccome avevo fretta e mi serviva un'idea abbastanza veloce ho realizzato dei cuoricini di pasta di sale sui quali ho inciso l'iniziale della festeggiata



una volta cotti (santo cielo, devo aver speso un patrimonio di corrente!!) li ho dipinti con colori acrilici e lacca trasparente impermeabilizzante ed infine ho applicato un nastrino di raso bianco



Sul tavolo facevano la loro figura!
Insomma due idee che richiedono un po' di manodopera, ma che permettono di risparmiare sulle spese del festeggiamento.
Ciao a tutte, spero che vi siano piaciute!!

giovedì 22 maggio 2014

Più di ieri, meno di domani








"Meglio essere in due che uno solo, perché due hanno un miglior compenso nella fatica. Infatti, se vengono a cadere, l'uno rialza l'altro. Guai invece a chi è solo: se cade, non ha nessuno che lo rialzi. Inoltre, se due dormono insieme, si possono riscaldare; ma uno solo come fa a riscaldarsi? Se uno aggredisce, in due gli possono resistere e una corda a tre capi non si rompe tanto presto." 
(Qoèlet - 4,9-12)


Tanti auguri amore mio perché 10 anni fa abbiamo fatto una delle cose migliori delle nostre vite: le abbiamo unite.







giovedì 6 marzo 2014

La sfilata di Carnevale

L'altro giorno, martedì grasso, la Piccola Pulce ha preso parte all'ultima recita (purtroppo) dell'asilo: la sfilata di Carnevale.
Visto che quest'anno il tema educativo vede il "castello" come sfondo fantastico è inutile dire che i costumi erano tutti inerenti il tema del castello. Quindi c'era la strega, narratrice della storia, il re, la regina, le dame, i cavalieri, le guardie ecc... La Piccola Pulce faceva la sbandieratrice e, oltre a denotare un certo talento nel maneggiare lo stendardo, era carinissima nel suo costumino bicolore fatto con la carta crespa (che artiste che sono quelle maestre!).
Dopo la sfilata i bambini cantano alcune canzoncine, sempre vicine all'argomento, ed è proprio su una di queste canzoncine che voglio attirare la vostra attenzione. Chiaro che in questi casi si va' sempre a pescare nel repertorio dello Zecchino d'Oro; stavolta la canzone in questione è "La guerra dei mutandoni". I bambini l'hanno cantata benissimo ed il trasporto con cui cantavano "no" alla guerra era di una tenerezza infinita.
Sono due giorni che non faccio che ripetermi che il mondo dovrebbe essere governato dai bambini: per loro è talmente evidente che le guerre non servono a niente e portano solo dolore che davvero ci si chiede con che cervello noi adulti ci finiamo sempre dentro ... anche se "tutti alla fine perdono, tutti alla fine piangono"...
Quindi oggi vi faccio omaggio di questa bella canzoncina per ricordarci che
"bisogna che nel mondo s'impari a dire no!"



La guerra dei mutandoni

Guidobaldo, dei Baldoni,
il marchese di Belmonte,
è arrabbiato col visconte
Passepartout de Champignon.
I suoi panni ad asciugare,
gli nascondono il tramonto,
“Non sopporto questo affronto!”
Il marchese manda a dir.
“Non sopporto questo affronto!”
Il marchese manda a dir.
Ma il visconte a lui risponde:
“Stenderò quando mi pare
se il tramonto vuoi guardare
sulla torre puoi andar!”
Nessun cede allora è guerra,
i due eserciti schierati
ma ad un tratto fra i soldati
una voce salta su:
Eh no! Eh no!
La guerra proprio no!
Tutti alla fine perdono,
tutti alla fine piangono.
Eh no! Eh no!
La guerra proprio no!
Bisogna che nel mondo
si impari a dire no!
Bisogna che nel mondo
si impari a dire no!
Eh no! Eh no!
Eh no! Eh no!
“Mentre noi ci busseremo
con i pugni e gli spintoni,
lui non sposta i mutandoni,
l’altro non fa un passo in piu’.
Ed allora ogni soldato
giocherà a rubabandiera
così ognuno questa sera
dai suoi cari tornerà.
così ognuno questa sera
dai suoi cari tornerà.
Il marchese è qua stupito,
stupefatto è là il visconte
Nella piana di Belmonte
questa guerra non si fa.
Danno ordini arrabbiati
con tamburi e con fanfare
ma son lì tutti a giocare
e la guerra non si fa.
Eh no! Eh no!
La guerra proprio no!
Tutti alla fine perdono,
tutti alla fine piangono.
Eh no! Eh no!
La guerra proprio no!
Bisogna che nel mondo
si impari a dire no!
Bisogna che nel mondo
si impari a dire no!
Eh no! Eh no!
La guerra proprio no!
Tutti alla fine perdono,
tutti alla fine piangono.
Eh no! Eh no!
La guerra proprio no!
Bisogna che nel mondo
si impari a dire no!
Bisogna che nel mondo
si impari a dire no!
Eh no! Eh no!
Eh no! Eh no!

giovedì 13 febbraio 2014

Quando nascere è un lusso

Oggi sono davvero arrabbiata. Non solo arrabbiata ... ma delusa, avvilita e sconfortata.
Per chiarirvi la faccenda faccio una piccolo quadro della situazione. Noi "quasi montanari" viviamo, come sapete, in un paese dell'Appennino a 60km dalla città più vicina. Fin dal secolo scorso nella nostra valle c'è sempre stato un ospedale; piccolo, diciamo a modo suo incompleto e pieno di difetti, ma c'è sempre stato. E in questo piccolo ospedale in mezzo ai monti si nasceva ... generazioni di "quasi montanari" sono nati in quell'ospedale. Poi, alcuni anni fa, qualcuno si è accorto che il piccolo ospedale era vecchio e scomodo e ne hanno costruito uno nuovo. Tutti i "quasi montanari" hanno gioito per il nuovo grande ospedale, bello comodo e che prometteva di essere pieno di servizi.
Ma il nostro Paese va' male, gente, e questo lo sappiamo tutti. Ciò, in soldoni, vuol dire che a pagare il prezzo più caro debbano essere sempre i più deboli e disagiati. Così, da venerdì 14 febbraio (che ironia, proprio il giorno di S. Valentino...) il punto nascita del nuovo ospedale verrà chiuso. Per sempre.
Così i "piccoli quasi montanari" dovranno andare a nascere a Bologna, dove le maternità sono già oberate di lavoro, ma chissenefrega, meglio chiudere un piccolo centro che però raccoglie tutta la vallata del Reno, dove addirittura si partorisce in acqua, dove si fanno corsi preparto in acqua termale e dove si fanno corsi postparto di massaggio del bambino. Meglio fa sparire tutto questo, tanto a che serve?
Tanto chissenefrega di quattro montanare che possono anche muovere il culo, salire in macchina e farsi 60 km di strada piena di curve e buche magari con le doglie in atto, magari con la paura di partorire e metà strada, magari con l'angoscia perché sanno di aver bisogno di una flebo d'antibiotico.
Oh, ma l'Ausl ha tirato fuori dal cappello una soluzione "all'italiana": pagherà (se poi sarà vero!) il soggiorno in residence a Bologna alle madri a fine termine.... Scusate ma c'è qualcosa che mi sfugge in questo ragionamento .... ah ecco cos'è: ma non dovevano risparmiare??
Poi scusate, ma a me pare che la proposta (mi auguro, almeno, fatta da un uomo) è di una mancanza di rispetto spaventosa: ma secondo voi una donna, vicina al parto, deve essere costretta a fare fagotto e ad andare in un residence ad aspettare delle doglie che chissà quando si presenteranno? Senza considerare che un sacco di bambini non nascono a fine termine; che ne diciamo dei prematuri o di quelli che nascono anche due settimane dopo?
Insomma amiche questa cosa mi sconforta riguardo il futuro che questo Paese può offrire alle mie bambine. Come posso dire loro che vale ancora la pena lottare per migliorare le cose, quando la nostra valle è destinata a morire molto prima che loro diventino adulte? Come posso esimermi dal dire loro di fuggire via, lontano da tutto questo fallimento, da un futuro che viene loro portato via prima ancora che inizino a pensarci? Come posso non fare a meno di pensare che, forse, quello che ci attende dietro l'angolo è una vecchia valigia di cartone....

giovedì 16 gennaio 2014

Scuola 2.0

Ieri mattina ho accompagnato la mia Piccola Pulce all'asilo. Siamo all'ultimo anno, quindi, a questo punto ci troviamo ad affrontare "l'iscrizione alla scuola elementare". Beh, nessuno problema, già fatto 3 anni fa con la Tatona. Allora stavamo per cambiare casa quindi avevamo la preoccupazione che ce l'accettassero nella scuola del futuro comune di residenza; stavolta tutto tranquillo basta andare in segreteria e .....
.... e invece no. Eh eh, quest'anno entra in scena la scuola italiana 2.0: iscrizione online obbligatoria! Per risparmiare, dicono.
Ma siamo in Italia quindi anche questa novità tecnologica ha qualcosa di veramente ridicolo.
Dunque, occorre iscriversi al sito del Miur (ammetto da bella ignorante che non sapevo cos'era il Miur! Ministero dell'Istruzione Università e Ricerca) che già io mi chiedo :- Ma perchè mi devo iscrivere? Micca me la compro la scuola ... - dicevo bisogna iscriversi, MA, siamo in Italia, quindi ciò si potrà fare SOLO dal 27 Gennaio in poi. Ma perchè?? Per trovarci in 200 milioni di fessi genitori italiani che si devono iscrivere ed intasano il sito?? Non sarebbe intelligente lasciare sempre aperta la possibilità, almeno, di iscriversi al sito??
In Italia pare di no.
Dopo essersi faticosamente iscritti avremo tempo un mese (3-28 Febbraio) per accedere al fantomatico Modulo di Iscrizione Online. Ora, mi auguro che cotale modulo sia semplice e lineare, non vorrei iscrivere mia figlia di 6 anni al primo anno di Ingegneria Civile ...
Ma la cosa che più mi turba è che l'andamento dell'iscrizione ci sarà comunicato, passo passo (ma passo passo che? o me la iscrivi o no non ci sono vie di mezzo ...) via email .....
Ecco questa cosa mi turba perchè da un po' di tempo a questa parte le mie mail hanno personalità multiple. Cioè ponendo che io mi chiami Elena Bianchi e che la mia mail sia elena.bianchi@mail.it e che detta mail mi è stata confermata come disponibile dal gestore, io mi aspetto che non esista un'altra mail identica alla mia intestata ad un'altra persona che ha la ventura di avere il mi stesso nome. Cioè questo non dovrebbe proprio accadere. Invece no. Ultimamente mi arrivano mail, anche personali, evidentemente indirizzate a qualcuno che si chiama come me ma che non sono io.
Quindi il mio turbamento ha un senso: e se ci sono problemi con l'iscrizione e il messaggio arriva alla mia omonima single e senza figli? La poveretta preme il tasto "elimina" e la Piccola Pulce rimane così, senza una classe, senza una maestra anzi 4, senza zainetto e .... gulp .... senza mamma che mi arrestano per non averla mandata a scuola!!! Vedi che ho ragione a preoccuparmi!! Ne va' della mia fedina penale!
Insomma vorrei dire al caro/a ministro dell'istruzione (che manco so chi è lo ammetto): ma veramente dite che si risparmia in questa maniera? Boh sì la carta forse sì, ma la nostra cara vecchia amata segretaria che ci sta a fare là, sola soletta, senza nessuno che bussa alla sua porta, senza tutti quei bei modulini da riempire ... si sentirà triste e inutile poverina ... E poi se noi il modulino online lo facevamo riempire a lei, che magari di burocratese ne sa cmq più di noi? No io non voglio sembrare antica, anzi; è che però della new technology all'italiana io ... beh proprio non mi fido!

lunedì 3 giugno 2013

Verso la fine, con slancio!


Chi, come me, ha bambini (piccoli o grandi non importa!) saprà che queste ultime settimane pullulano di impegni sfibranti, molto più per i genitori che per i bambini.
Ultimi giorni di scuola, gite, saggi di ogni tipo e recite scolastiche. E tu, mamma e (sarebbe meglio!) papà devi presenziare ovunque! Poi , nel mio caso, sono psicotica e finisce che ci tengo più io che la figlia in questione e allora scatta la ricerca del dettaglio perfetto e la consultazione frenetica delle previsioni meteo se l'evento si tiene all'aperto. Che poi a cosa serve guardare il meteo? Se piove direi che te ne accorgi e non ci puoi fare proprio niente!
Ma tutte le riflessioni sensate non servono a nulla: è più forte di me, mi devo preoccupare. Per cosa non importa, basta che mi preoccupo.
Comunque, un solo evento mi separa dalla pace dei sensi: il saggio di danza. Ormai tutto è pronto. E devo dire che pure le maestre ci mettono del bello e del buono per stressarti il già fragilissimo sistema nervoso. Tutti gli anni ti richiedono capi d'abbigliamento assurdi; magari, che ne so, ti chiedono una calzamaglia di lana e pretendono che tu la trovi in negozio a Giugno! A parte quest'anno che con le temperature artiche che ci sono ci starebbero pure bene, capirete che l'impresa è persa in partenza!
Ma loro no, le vogliono proprio ... e ti costringono a rovistare nelle soffitte o supplicare la lontana cugina di controllare se per caso ne ha una in un cassetto nascosto.
Oppure ti fregano chiedendoti una banalissima t-shirt, ma ......... "deve essere arancione melone pallido, sai quella sfumatura lì quando vira al quasi marcio ma non proprio .... però insomma dev'essere così!".
Benedette ragazze, io vi auguro di non avere uno ma almeno 10 figli, poi ne riparliamo bimbe!
Ma, in qualche modo, anche quest'anno ce l'abbiamo fatta: vestiti pronti, calze pronte, scarpe pronte, nastri per i capelli pronti, biglietti comprati. Ah già ... macchina fotografica pronta!
Speriamo di riuscire a superare anche l'ultimo impegno e poi pure io, fino a ottobre, vado in "ferie psicologiche". Vi farò poi sapere se ce l'abbiamo fatta.

mercoledì 22 maggio 2013

Mille volte "sì"


Esattamente nove anni fa, a quest'ora, ero nella chiesa del mio paese e stavo dicendo "sì" a mio marito.
Tante cose sono accadute da quel giorno. In nove anni la nostra vita è cambiata in modo radicale.
Ci sono state grandi gioie, come la nascita delle nostre figlie, e grandi dolori. Ma eravamo insieme ad affrontarli.
Da quando le nostre strade si sono unite non mi sono mai più sentita solo davanti alla vita, come invece mi ero sempre sentita in precedenza.
Lui è la mia forza, la mia vita, il mio coraggio.
Oggi, domani, sempre e per mille volte ancora ripeterei quel "sì".

"A te che hai reso la mia vita bella da morire
che riesci a rendere la fatica un immenso piacere
a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande
a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più
a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo
a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande
a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei
sostanza dei giorni miei...."

martedì 21 maggio 2013

La sfortuna ci vede benissimo





L'attrezzo sopra è esattamente quello che ci vorrebbe in questo periodo sulla porta di casa nostra. Insomma la iella s'è accanita e non ci molla più. Ce ne stanno capitando di tutti i colori dai problemi di salute e quelle cose che ti capitano e ti dici " ma nemmeno se mi concentro e ci provo con tutte le mie forze mi capita"!
Insomma se qualcuno sa fare un esorcismo si faccia vivo.
Noi, per ora, teniamo botta!



giovedì 2 maggio 2013

What's a webox?

Carissime! Questa primavera che non arriva mai e tende piuttosto all'autunno è la causa della mia recente assenza dal blog. Malanni vari ci perseguitano, anzi perseguitano soprattutto le pupe, fin da dopo Pasqua e la  s...a non accenna a diminuire!
Adesso aspettiamo solo la varicella e poi, FORSE, pensiamo di avere finito!
Ma non è questo ciò di cui volevo parlare.
Allora: è successo che, circa 4 mesi fa la sfortuna non aveva ancora deciso di accanirsi; ANZI! Direi che ho conosciuto un periodo piuttosto fortunato (con grandi sfottò di amici e parenti...).
E' successo allora che grazie a una nota marca di carta igienica ( e qui chi prende in giro lo trito!!) ho vinto un week-end "Coccole e Relax", prodotto altrimenti detto webox della Alpitour.
Il premio è arrivato un paio d'ore fa.
Allora a parte la fregatura di partenza che:

  • io il premio l'ho vinto a Gennaio, ma arriva adesso e scade a fine Settembre; perciò sarà complicatissimo trovare una data fruibile, soprattutto in vista dell'estate...
Va beh, a questo ci penseremo.
Ma volevo chiedervi se, per caso, qualcuno di voi ha mai usufruito di questo tipo di prodotti?
Se sì, come vi siete trovati/e?


giovedì 11 aprile 2013

La mia mamma - Giveaway

Ho appena finito di leggere un bellissimo post della mia nuova amica Maris. In questo modo sono venuta a conoscenza dell'iniziativa lanciata da Francesca: il giveaway "La mia mamma".


Leggendo anche il suo post mi è venuta voglia di partecipare.
E c'è un motivo particolare.
Il 23 Aprile prossimo saranno trascorsi esattamente 20 dal giorno in cui la nostra vita (a livello di famiglia) è cambiata dall'oggi al domani.
Ma prima di parlare di quello che accadde, due paroline su noi due.
Il rapporto fra me a la mia mamma è complicato da descrivere. Quando ero piccola era la mia eroina e le dedicavo il mio amore incondizionato. E' stata, senza dubbio, una bravissima mamma, mi ha comunicato valori solidi e le sono grata per questo. In seguito ci sono stati i soliti problemi fra figlia adolescente e mamma un po' troppo protettiva, ma tutto sommato niente di eclatante.
Fino a quella notte di 20 anni fa....
Mio padre era partito quella mattina per Francoforte (doveva visitare una fiera per lavoro) e la giornata era passata come al solito: io avevo studiato come una matta perché la mattina dopo avevo un'esame all'università e mi dovevo anche alzare presto, lei aveva fatto un po' di lavoretti in giardino.
Quella sera era stanca e si era addormentata davanti alla TV; quando l'avevo scossa per andare a dormire aveva avuto un sussulto e poi mi aveva seguita.
Siccome non c'era papà ho deciso di dormire con lei per farle compagnia.
Forse il nervosismo per l'esame in vista mi aveva reso il sonno leggero, non lo so, so solo che a mezzanotte mi sono svegliata a causa di un rumore molto forte. Proveniva da lei. Stava rantolando.
All'epoca avevo 19 anni e mai niente aveva turbato la nostra serenità.7
Quella notte mi sono svegliata e mia madre era in coma, lì al mio fianco: la scuotevo e non si svegliava, respirava a fatica.
La rottura dell'aorta cerebrale le aveva causato un'emorragia ed aveva indotto il coma.
In qualche modo ho chiamato i soccorsi e da lì siamo poi finiti a Bologna, ho chiamato mio padre in Germania ed i nostri parenti a Bologna perché mi raggiungessero all'ospedale.
Per farla breve il giorno dopo si è svegliata, anche bene, ma dopo 2 giorni ha avuto una seconda emorragia e l'hanno operata d'urgenza.
La notte in cui fu operata ho pregato molto, moltissimo ... ho promesso e giurato cose che ora nemmeno ricordo, ho donato miei anni di vita purché non mi fosse tolta la mamma. Non potevo pensare di vivere senza di lei: non ero pronta.
Qualcuno mi ha ascoltata quella notte e lei è ancora qui. Certo, ci sono state conseguenze, ma nemmeno così pesanti. Ha dovuto imparare a parlare di nuovo, perché parlava una lingua tutta sua. Ci sono stati cambiamenti di carattere. E' diventata più sensibile, fragile. A quel punto ero io la mamma e lei la figlia. E' stata dura.
Ma siamo qui.
Per me non è facile essere sua figlia. Di base lei mantiene comunque un carattere molto forte, autoritario, diciamo pure che tende a comandare, e, a causa del suo problema le sono cadute delle barriere e le sue razioni tendono ad essere esagerate. E' come se avesse perso i filtri che ci fanno trattenere dal degenerare di fronte alle contrarietà. Per cui per un nonnulla piange disperata o si offende terribilmente. Poi ci ripensa e le passa ma, nei fatti, l'impulsività ha preso il sopravvento.
Sì ... è dura. ma lei c'è. Mi ha vista all'altare e ha visto nascere le mie bambine.
E allora grazie a "chi" quella notte mi ha guidata, mi ha fatto fare le cose giuste nei tempi giusti.
Forse qualcuno si chiederà come ne sono uscita io? Beh ... non è stato facile. Tutt'oggi c'è un intero anno della mia vita che non ricordo affatto: l'ho rimosso. Ero giovane e non avevo le armi per affrontare un simile tsunami emozionale. Piano piano ce c'ho fatta anch'io. E, paradossalmente, ho imparato moltissimo: bisogna stare attenti alla priorità che si da' a certe cose nella vita, perché può sempre arrivare il giorno in cui scopri che hai sbagliato giudizio e devi ricominciare daccapo.
Quindi grazie alla mia mamma perché c'è e mi stressa sempre e mi fa una testa così su tutto!
Ti voglio bene.
Ecco, questo dovrei imparare a dirtelo qualche volta: ti voglio bene.

venerdì 29 marzo 2013

Aspettando la Pasqua

Ci sono tradizioni che porto dentro il cuore e che, quindi, non posso fare a meno di rispettare.
Una di queste è la decorazione delle uova benedette. Lo facevo sempre da bambina ed era una delle attività più divertenti che facessi con mia madre.
Certo a quei tempi non si badava molto alla tossicità di questo o quello ed io decoravo le uova con i pennarelli che, invariabilmente, "passavano sotto" il guscio e quindi finiva che ti mangiavi anche il colore!
Va beh ... nessuno è morto per quello e siamo ancora tutti qui.
Cmq, all'insegna del "bio" and "health safe" oggi compio quest'attività, con le mie bambine ovvio (!), usando prodotti non inquinanti.
L'anno scorso ho provato a colorare le uova con coloranti naturali (rapa rossa, spinaci e zafferano): è stato un fiasco totale.
Quindi quest'anno sono tornata ad una tecnica che avevo già sperimentato e che da' risultati molto carini oltre ad essere semplicissima per i bambini.
Chiamiamolo "decoupage su uovo" fatto con carta da cucina e albume d'uovo come collante. Di certo lo conoscerete tutti. Beh noi ci siamo divertite un sacco stamattina e questi sono i risultati:



lunedì 11 marzo 2013

Cestino in feltro

Ecco la mia ultima creazione in feltro decorata con ricami a punto croce a da fiorellino in feltro fatto da me.
Realizzato per il compleanno della mia cognatina. La piantina (a proposito qualcuno sa cos'è?) è stata scelta da Valentina apposta per la zia!

Com'è venuto?



giovedì 4 ottobre 2012

Ciao...

Via delle Pescherie Vecchie, Quadrilatero - Bologna
Questa strada è stata la tua vita per tantissimi anni ... credo che ora manchi a quelle pietre così come manchi a noi. Ciao nonna.

martedì 12 giugno 2012

Consumisti in crisi!

"Corso di sopravvivenza per consumisti in crisi"- Lia Celi

da "Insieme" n° di Giugno 2012:

  • Non illuderti: non riuscirai mai a riprodurre a casa il makeup che ti ha fatto il visagista in profumeria. Nemmeno se compri gli stessi prodotti che ha usato lui.
  • Sei single e cerchi un buon partito? Lascia perdere le discoteche e frequenta i negozi fai-da-te, dove vanno gli uomini che amano la casa, e all'occorrenza sanno aggiustarla risparmiando...
  • Nei negozi di intimo si vendono SOLO reggiseni imbottiti o col ferretto. Non è contemplato che una donna sia soddisfatta delle tette come gliele ha fatte madre Natura.
  • Ci tieni alla tranquillità? Non comprare un divano bianco. Si sporca già nella tua mente, figuriamoci in salotto. Un divano fantasia è meno chic, ma più adatto agli esseri viventi.
  • Sorella, ricordati che sei biodegradabile. Ma i tuoi assorbenti no.
  • Se a cambiare i bimbi fossero i padri, sarebbe stato inventato da un pezzo un farmaco che inibisce la defecazione nel neonato finchè non ha l'età per usare il water.
  • Perdiamo il nostro partner in un centro commerciale. Dopo quanto ce ne accorgiamo?
  • Nessuno uomo ci chiederebbe fedeltà dopo il primo appuntamento. I negozi invece ci propongono la cartà fedeltà già al primo acquisto e ci fanno raccontare tutto di noi su un modulo. Romantici eh?
  • Non diffidiamo dei negozi cinesi. Sono gli unici posti dove si compre a buon mercato una bandiera italiana. Fatta in Cina naturalmente.
  • Ci vestiamo tutti in modo scontato. Non perchè il nostro stile sia banale, ma perchè l'abbigliamento a prezzo pieno ormai è introvabile. E poi, francamente, chi lo comprerebbe?

PS: non so voi, ma io adoro l'ironia di questa donna!