venerdì 18 maggio 2018

VdL - Un suicidio imperfetto. Raul Gardini: storia di una morte sospetta, Fabrizio Spagna

Rieccomi! Devo ammetterlo: portare a termine questo libro è stata un'impresa ardua. Ma partiamo dalla premessa: perché ho deciso di leggerlo? Qualcuno di voi si ricorda di Raul Gardini? Il grande timoniere del Gruppo Ferruzzi, da lui capitanato dopo la morte del suocero, è stato una figura di spicco della finanza internazionale a cavallo degli anni '80/90. Magari c'è chi non ricorda Gardini, ma penso che non ci sia persona che non abbia mai sentito nominare il "Moro di Venezia", vero? Quell'anno, l'ormai lontano 1992, abbiamo tutti sognato l'impossibile, e l'impossibile accadde quando per la prima volta un'imbarcazione italiana vinse la Louis Vuitton Cup battendo l'imbattibile New Zealand ed accedendo di diritto all'America's Cup!
Ecco dietro il Moro di Venezia c'era lui, Raul Gardini, romagnolo verace, marinaio, scaltro giocatore di poker e protagonista degli ultimi anni della finanza italiana prima della bufera di Tangentopoli.
Gardini morì, ufficialmente, suicida il 23 Luglio 1993, all'alba di un mattino in cui avrebbe dovuto recarsi a deporre davanti ad Antonio di Pietro e a Francesco Greco.
All'epoca avevo 19 anni, nutrivo una certa ammirazione per quest'uomo tutto sommato fuori dagli schemi, che parlava sempre fuori dai denti e non mandava a dire nulla a nessuno. E, soprattutto, nel settembre del 1992 mi ero iscritta a Chimica Industriale. La mia iscrizione all'università fu, col senno di poi, molto tribolata, ma all'epoca non mi rendevo conto di essere sbatacchiata di qua e di là come una banderuola. Di mia volontà mi sarei iscritta a biologia senza pensarci due volte, ma insegnanti e genitori cominciarono a mettermi dubbi su dubbi, a parlarmi degli "sbocchi" (se ci penso ora mi viene molto da ridere ... gli sbocchi ...) e così mi feci convincere, lo dico e lo ammetto, MI FECI CONVINCERE a iscrivermi a chimica industriale... bella polla!!!
Ma perché "agli esperti" sembrava una soluzione sicura? Perché si veniva dal grande sogno della Montedison, con enorme stabilimento petrolchimico a Ravenna! Il grande infranto sogno di Gardini: trasformare Ravenna in primis e poi l'Italia nel più importante, ascoltate bene, il più importante polo petrolchimico d'Europa, se non addirittura qualcosa in più!
Poi il sogno s'infranse e Gardini si sparò due colpi alla testa e la chimica in Italia è sostanzialmente naufragata insieme a lui.
E così le mie speranze di lavoro.
Dunque capirete perché mi sono sempre sentita legata a doppio filo col protagonista del libro di oggi. Quando l'ho trovato in rete mi ci sono buttata a capofitto: finalmente un'occasione per capire.
Così è stato anche se francamente mi aspettavo un libro diverso, più biografico diciamo e non così strabordante di concetti di finanza che me ne hanno reso la lettura pesante e difficoltosa.
La vicenda del Gruppo Ferruzzi parte dall'immediato dopoguerra, quando in Europa mancava proprio tutto, in primis i cereali: mancanza non da poco considerando i milioni di persone che soffrivano la fame ormai da anni! Serafino Ferruzzi intuì che il mercato dei cereali prometteva d'essere una miniera d'oro ed andò a spartirsi la torta nientemeno che con gli Stati Uniti che, in veste di unici grandi produttori ed esportatori mondiali, facevano la parte del leone e monopolizzavano il mercato. Ferruzzi seppe crearsi le giuste alleanze ed arrivò a colloquiare da pari con le "cinque sorelle" dei cereali americane. Un'impresa non da tutti! E creò il suo impero.
Gardini ereditò l'impero ma forse non tutte le amicizie, era diverso dal suocero per temperamento ed anche per tipologia di progetti. Purtroppo il sistema remò sempre contro di lui. Personaggio scomodo? Senza dubbio non era semplice fare affari con lui, giocava le sue carte senza girare tanto intorno agli argomenti, dettando le regole, prendendo anche decisioni impopolari. Dopo il grande fallimento di Montedison venne estromesso dal Gruppo Ferruzzi. Ma Gardini aveva l'animo di un pirata, era ben lungi dal ritirarsi ed aveva già intavolato altri progetti.
Tangentopoli travolge tutto. Il "grande baraccone Montedison" ci finisce dentro in pieno. Eppure Gardini non sembrava un uomo finito, distrutto dall'avviso di garanzia, un uomo che vede spalancarsi le porte del carcere; no, era un uomo che diceva "domani ai giudici racconterò la mia verità e ne ho di cose da dire".
Nonostante la famiglia non abbia mai creduto al suicidio, come tale è stata archiviata la sua morte.
Ma se c'è una cosa che questo libro ha chiarito è questa: quando si parla di alta finanza ci sono in gioco interessi economici, equilibri ed assetti politici che nessuna persona comune può nemmeno lontanamente immaginare.
La caduta di Raul Gardini poteva travolgere realtà che non volevano essere coinvolte ... si è parlato anche di una presenza della CIA sulla scena del crimine ...
Non sarà mai fatta luce su ciò che realmente accadde quella mattina a Palazzo Belgioioso. L'Italia era travolta da avvenimenti epocali, la morte di Salvo Lima, di Falcone e quella di Borsellino solo un anno prima, Tangentopoli e la fine della Prima Repubblica, l'attentato in via dei Georgofili. Nei giorni successivi le bombe di Roma fecero calare velocemente il sipario mediatico sulla vicenda.
Non è una lettura facile se non siete frequentatori della finanza e dei suoi giochi, ma contribuisce ad aprire gli occhi sugli intrecci di collusioni ed accordi che si celano dietro i grandi accadimenti della storia. Istruttivo.



GIUDIZIO CRITICO: ❀❀
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3 commenti:

  1. Cavolo, mi piace il legame che hai fatto emergere tra te e il libro. Io nel 1992 avevo 10 anni, sinceramente non so nulla se non per sentito dire, è una parte della storia economica d'Italia che non conoscevo proprio.

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  2. Sono capitato incidentalmente nella lettura di questo blog....e sulla recensione di questo libro. Ho apprezzato la recensione. Io il libro l'ho letto...piu e piu volte...e l'ho anche scritto. Ammetto che sia complesso per chi non mastica di finanza anche perchè la finanza è il mio lavoro.
    Ora sta uscendo la nuova riedizione....con la postfazione di Vanni Ballestrazzi. Avendo letto il libro non mi sento obbligato a spiegare chi sia costui :) ...comunque ho apprezzato davvero e se avete delle domande sarò ben felice di potervi rispondere. Fabrizio Spagna

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    1. Egregio Signor Spagna, sono davvero onorata dal fatto che abbia letto la mia recensione. Nonostante le difficoltà incontrate durante la lettura, vorrei cogliere l'occasione per ringraziarla d'aver scritto questo libro. Come ho scritto nel post, sono sempre stata affascinata dalla figura di Gardini ed in rete si trova incredibilmente poco sulla sua morte. In generale è stato molto interessante capire (anche se a grandi linee nel mio caso) come funziona la finanza e come ad essa si affianchi la vita politica di un Paese.
      Mi fa piacere che abbia apprezzato la mia recensione. Spero di aver contribuito a creare interesse per il suo libro ;-)
      Saluti Emanuela

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