Montanari Family

Montanari Family
Robby, Manu, Tata, Pissi, Pepe, Oscar, Giorgio

venerdì 28 settembre 2018

VdL - Una vita perfetta, Renée Knight

In occasione della puntata al mare di fine estate, mi sono buttata sul cartaceo con questo romanzo comprato online "sulla fiducia" visto che le recensioni non erano delle più entusiasmanti.
Invece a me è piaciuto ed ho trovato la trama per nulla banale come invece i più asserivano.

Catherine Ravenscroft non riesce più a dormire da quando, durante il trasloco nella nuova casa, un libro è misteriosamente comparso fra le sua cose. Non si riesce a capire da dove sia arrivato, ma quel libro parla di lei; di lei e di un lontano pomeriggio in cui è accaduto qualcosa, qualcosa che Catherine ha imposto a se stessa di dimenticare. E pensare che Catherine avrebbe già abbastanza a cui pensare: un matrimonio che si tiene a galla per inerzia, un figlio che la respinge e che è a sua volta problematico. Ma questo lo sa solo Catherine; agli occhi del mondo la sua vita è perfetta: un lavoro di successo come documentarista, un marito premuroso, un figlio che ha trovato un lavoro (magari non proprio il lavoro dei sogni) e sembra aver superato il suo momento difficile, una bella casa nuova. E adesso quel libro che la ossessiona e che comincia ad aprire una crepa nella facciata di perfezione della sua vita. Chi può sapere qualcosa che nessuno al mondo dovrebbe sapere? Cosa vuole da lei? Catherine comincia ad indagare e piano piano capisce chi può essere ad avercela tanto con lei.

Ci sono molti modi di mistificare la verità e, a volte, si può fare anche in buona fede, convinti di essere nel giusto. Questo romanzo tratta di questo: le molte facce della verità. Non sempre le cose sono come sembrano e prima di trarre conclusioni da fatti circostanziali sarebbe opportuno indagare più a fondo o quantomeno concedere il beneficio del dubbio. Ma, in realtà, tutti tendiamo a saltare alle conclusioni e a puntare il dito contro il colpevole.
Ma la realtà è un'altra cosa.
Scritto bene e con una trama interessante e dolorosamente realistica. Lo consiglio comunque come lettura leggera.



GIUDIZIO CRITICO: ❀❀❀

Grazie ad Homemademamma per l'iniziativa ed i suggerimenti di oggi

venerdì 21 settembre 2018

VdL - Open La mia storia, Andre Agassi

Benritrovate care amiche!
Quando si tratta di letture, io non sono molto il tipo da biografie specialmente se narrate dal protagonista della storia. Meno che meno se si tratta di biografie di sportivi forse anche perché non seguo assiduamente nessuno sport. Ovviamente si sono le debite eccezioni. Il tennis è uno sport che mi ha sempre affascinato, da ragazzina ho anche un po' giocato e quando Agassi era all'apice della sua carriera avevo l'età in cui un vago interesse per lo sport nasce in tutti, anche nei più refrattari come me! Inoltre ho letto un gran bene di questo libro, quindi ho pensato che era arrivata la sua ora.
Non sono rimasta delusa. Si tratta di una bella biografia, raccontata bene e molto particolare.
Anzitutto la prima cosa che Agassi ci tiene a dirci è che odia il tennis! Ha sempre odiato il tennis! Nonostante ciò o forse proprio per questo (leggetelo e lo scoprirete) Agassi è stato uno dei tennisti più longevi.
Si parte dall'infanzia, a Las Vegas, con un padre autoritario ed irascibile che ha deciso che Andre deve diventare il numero uno del tennis mondiale. Allenamenti massacranti, pressione psicologica, iscrizione ad una strana scuola-collegio sportivo in Florida e via, verso il successo, ma con calma e passando da tante tante tante sconfitte.
Bello lo scavo psicologico che Agassi riesce a fare su se stesso, su come alla fine il suo più temibile avversario fosse la propria insicurezza, la propria rabbia, la propria paura di perdere.
Ne esce il ritratto di una sportivo forte e fragile al tempo stesso, una persona sensibile, aperta verso il prossimo fino all'ingenuità, una bella persona.
Intorno a lui un mondo, quello dello sport, che non perdona nessuno sbaglio, nessuna caduta di stile e che giudica ogni tua mossa, ogni sorriso, ogni parola. Che ti cuce addosso un personaggio, che magari non sei tu, ma te lo tieni cucito finché non esci dal giro e magari, alla fine, fingi di esserlo quel personaggio perché è quello che si aspettano da te.
Devo proprio dirlo, un bel libro. Mi sono ritrovata a cercare su YouTube i filmati degli incontri di cui Agassi racconta, alcuni di questi hanno fatto la storia del tennis.
Consiglio senza dubbio di leggerlo!



GIUDIZIO CRITICO: ❀❀❀❀
le altre letture consigliate oggi le trovate su Homemademamma, promotrice di quest'iniziativa.

venerdì 31 agosto 2018

VdL - Vita sentimentale di un camionista, Alicia Gimenez-Bartlett

Finalmente rieccoci al venerdì del libro di Homemademamma!
Quest'estate ammetto di aver letto poco; siamo andati in montagna e ci siamo dati a lunghe ed impegnative camminate, quindi la voglia di leggere era sotto zero.
Fra poco fare qualche giorno di mare e lì, magari, mi rifarò del tempo perduto.
Per questo primo appuntamento vi proporrei un libro che ho letto un po' di tempo fa, "Vita sentimentale di un camionista" della Gimenez-Batlett.
All'epoca scelsi questo romanzo principalmente perché mio marito è un camionista e volevo vedere come veniva presentata questa particolare figura lavorativa.

Le vicende si svolgono in Spagna ed il protagonista è Rafael, camionista di 34 anni. Non è un bel personaggio Rafael, è un uomo che ama "detenere il potere" nei rapporti con gli altri, detesta i legami, gli obblighi, l'oppressione di un rapporto a due. E' sposato ed ha due figlie, ma la sua vita è sulla strada, una vita senza radici l'unico modo in cui riesce a sentirsi vivo.
"La gente non si muove mai, rimane sempre nello stesso posto, appiccicata a quel che vede dalle finestre di casa, tante volte il muro del vicino, un palo della luce. Lui non ce la faceva. Come camionista lavorava di più, ma ogni giorno vedeva una città diversa. Poteva godersi il piacere di correre sul camion mentre gli altri dormivano nei loro buchi, piantati lì come alberi in fila".
In giro Rafael ha parecchie "fidanzate" che tratta come oggetti e da cui non vuole essere stressato. Se non desidera avere a che fare con loro, si rivolge alle prostitute. Rafael è il prototipo del maschilista, sessista che crede di avere il diritto di calpestare i sentimenti del prossimo perché il suo benessere è più importante di tutto il resto.
Le cose cambiano, anzi franano, quando incontra Tona, cameriera in un autogrill che è praticamente la sua nemesi. Fredda, indipendente quasi "mascolina" per alcuni versi, Tona lo tratta come lui tratta le altre fidanzate: lui è il suo giocattolo con cui gioca solo quando ne ha voglia.

Non si può dire che sia un libro sconvolgentemente bello, ma ha il suo perché. Il "credo", la filosofia di vita del vero camionista sono espressi in modo sorprendentemente preciso. Il bisogno viscerale di vivere sulla strada sempre in un posto diverso, il piacere del rombo del motore, vedere il mondo dall'alto della cabina di guida imprime alla realtà connotati diversi, invisibili al normale automobilista.
Per il resto è la storia di una grande solitudine.
Ben scritto, ben gestita la storia; tutto sommato è un libro che consiglierei.



GIUDIZIO CRITICO: ❀❀❀
altri suggerimenti di lettura su Homemademamma alla cui iniziativa aderisco con questo post


venerdì 6 luglio 2018

VdL - Le ragazze, Emma Cline

Buongiorno a tutte. Niente di leggero oggi in programma anche se l'estate chiamerebbe letture più leggiadri. Il libro di oggi è liberamente ispirato alle vicende di cui fu protagonista Charles Manson alla fine degli anni '60. Per chi non lo ricorda Manson fondò una setta, in California, formata per lo più da giovani donne, di cui era il guru: vivevano promiscuamente in un ranch praticando sesso di gruppo, facendo uso smodato di hashish e LSD, rubando e rapinando per sostentarsi. Manson era ossessionato dalla fama e desiderava ardentemente diventare una star della musica hippy, quando ciò non avvenne ordinò una serie di massacri a fine vendicativo e dimostrativo, il più noto fu quello di Cielo Drive di cui fu vittima l'attrice Sharon Tate allora moglie di Roman Polanski.
Questa è la storia di fondo, ma il tutto viene raccontato attraverso gli occhi di Evie una ragazzina di 14 anni finita nelle maglie della setta.
Evie è una ragazza di famiglia ricca, molto sola a causa del divorzio dei genitori: il padre si è trasferito a Palo Alto con la giovane amante e la madre è naufragata nei marosi di un abbandono che l'ha lasciata sola e vuota, alla ricerca di una nuova vita, di un nuovo compagno trascura enormemente la figlia che comincia a dare segni di ribellione. Evie litiga con la sua unica amica e rimane affascinata da una visione fugace delle "ragazze del ranch", soprattutto da Suzanne, la favorita del santone Russell. In effetti Evie cerca solo compagnia e comprensione, ma la setta vuole altro e Suzanne, affascinante e carismatica, l'avvicina con una scusa invitandola al ranch. Le viene offerta droga, una visione della vita libera e ribelle ad ogni autorità. Evie è solo una bambina, viene ammaliata dalla sensazione di libertà selvaggia che aleggia nel gruppo, comincia a fare sesso con Russell e questo la fa sentire adulta, superiore alle sue coetanee, custode di un segreto che nessuno può sospettare.
Alla fine comincia a rubare soldi alla madre e viene mandata in punizione a casa del padre a Palo Alto. Ma Evie ha sviluppato una sorta di dipendenza emotiva da Suzanne, non da Russell di cui non subisce il fascino, ma da Suzanne, ragazza maledetta, tormentata, soggiogata da Russell.
Paradossalmente è proprio grazie a Suzanne che Evie può sottrarsi al momento del massacro. Di fatto il suo nome non viene mai associato alla setta e può recuperare la sua vita.

Il racconto di tutta la vicenda viene fatto da una Evie di mezz'età, una donna che si fa della domande, una donna che ha sfiorato il male e non c'è caduta dentro, ma per puro caso. Per tutta la vita Evie si è domandata cosa sarebbe successo se fosse stata là, se avesse avuto in mano il coltello...
Il romanzo non mi ha fatto impazzire più che altro per le tematiche, non amo molto le storie di massacri, sono un po' suggestionabile; ma la Cline scrive molto bene ed è una formidabile indagatrice dell'animo unano. Forse in virtù della giovane età descrive in maniera magistrale i sentimenti, le pulsioni, le angosce e i dubbi di un'adolescente. La facilità con cui una mente immatura può venire soggiogata o semplicemente abbindolata, perché una ragazza così giovane fatica a vedere il marcio, la malizia dietro la richiesta più innocente e cade nella rete più facilmente.
In definitiva e la storia di Manson dal punto di vista delle ragazze della setta; mette in luce la loro adorazione per il leader, l'abbruttimento causato dalle droghe e dal sesso indiscriminato.
Come madre di una ragazza di 12 anni il libro mi ha turbata. Il vero interrogativo è quanto davvero un genitore, preso da mille problemi, sa davvero cosa fa il proprio figlio fuori dalle mura di casa? Certo, la madre di Evie è miseramente cieca e colpevolmente distratta, ma può capitare a chiunque no? E' questo che turba, può capitare a chiunque...



GIUDIZIO CRITICO: ❀❀❀
gli altri suggerimenti di oggi li trovate su Homemademamma

venerdì 29 giugno 2018

VdL - Tu sei il male, Roberto Costantini

Buongiorno! E' cominciata l'estate e con essa la voglia di gialli ... non chiedetemi perché ma è così,  ed era da un bel po' che il primo volume della Trilogia del Male di Costantini era in attesa di essere letto.
Beh, l'ho divorato.

Roma, 11 luglio 1982; una data gloriosa per l'Italia azzurra; nella notte in cui l'Italia di Bearzot vince i mondiali la giovanissima Elisa Sordi sparisce nel nulla all'uscita dal lavoro. Le indagini finiscono in mano al commissario Michele Balistreri, giovane tormentato da un oscuro passato e da trascorsi politici turbolenti. Balistreri, distratto da alcol e donne, prende la cosa sottogamba finché non viene ritrovato il cadavere devastato di Elisa sulle rive del Tevere. Passano 24 anni ed il peso di quei giorni ha molto cambiato il nostro protagonista, alle prese ora con nuovi strani delitti di cui sono sempre vittima giovani donne. Roma, 6 luglio 2006, di nuovo l'Italia in finale ai mondiali, di nuovo l'Italia vince: quella notte Giovanna Sordi, madre di Elisa, si getta dal balcone. Questo è solo l'ultimo degli avvenimenti che porteranno Balistreri, ora a capo della Sezione Speciale Stranieri, a riaprire il caso. Ma tutto questo si rivelerà molto pericoloso....

Veramente un bel giallo. Complesso, per nulla banale, anzi così italianamente complesso, concedetemi il termine.
All'inizio è un po' lento, Balistreri decisamente un antieroe, così vizioso, così poco poliziotto, così a suo agio nel commissariato chic di Vigna Clara dove non succede mai nulla. Ed invece ecco un delitto terribile che gli piomba fra capo e collo; e qui esce il vero Balistreri che non è affatto un inetto come vuole apparire, ma è dotato di intuito, pelo sullo stomaco e sangue freddo. Tutto questo però non salva Elisa, la dea come la chiama lui, una ragazza semplice, di famiglia umile, lavoratrice, seria, cattolica osservante. Elisa fa una fine che non meritava e Balistreri si sente colpevole, per il resto della vita o almeno fino al 2006.
Se vi piace il genere vi consiglio caldamente questo romanzo di cui a breve leggerò gli altri due volumi. All'inizio antipatico, alla fine mi sono affezionata a Balistreri, molto umano e lontano dal poliziotto superman n cui a volte ci s'imbatte. Bellissima l'ambientazione italiana, gli interessi politici che stanno sullo sfondo, ma poi nemmeno troppo, della storia. Un giallo di cui finalmente non sono riuscita a scoprire il colpevole fino all'ultima pagina!
Consigliatissimo sotto il sole!



GIUDIZIO CRITICO: ❀❀❀❀❀
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